martedì 7 dicembre 2010

Assurda giornata

Oggi ho esordito ancora prima delle otto di mattina dicendo che mi sento “borderline”.
Nel dizionario questa parola viene spiegata con la definizione “al limite fra normalità e patologia”. Dopo questa presa di coscienza mi rendo conto che quella odierna si preannuncia essere un’assurda giornata in cui ho un sacco di cose da fare e contemporaneamente un sacco di voglia di non fare niente…

lunedì 6 dicembre 2010

"Gu"

Ehi tu che in questo fine settimana sei stata ufficialmente ribattezzata “Gu” che è la tua parola preferita per esprimere la tua felicità, volevo dirti che la notte sarebbe fatta per dormire e non per mangiare anche perché, tu non sei deperita e sinceramente potresti cominciare a rinunciare ai vari spuntini notturni…
Volevo anche dirti che in queste lunghe notti passate insieme, mentre tu famelica ti nutri, io sono arrivata alla conclusione che ho irrimediabilmente perso l’obiettività. Ti guardo e sono assolutamente certa che non esista al mondo un’altra bambina bella come te, che non ce ne sia una con la tua simpatia travolgente, che nessun altra sia in grado di fare le tue facce buffe e che tu sia assolutamente unica, ineguagliabile e insuperabile. Solo tu riesci a quest’ora della notte a tenermi sveglia e addirittura mi scopro a sorriderti quando invece di dormire spalanchi gli occhioni, allunghi la bocca e ti prepari a dire “gu” prima di sorridere anche tu.
Certe volte penso al fatto che forse non dovrei cullarti fra le mie braccia, ma dovrei adottare uno stile più rigido, stile “signorina Rottermaier” e dovrei lasciarti nella culla per non darti troppi vizi. Ma poi, penso anche tenerti così è impagabile, anche a quest’ora della notte e mi domando se davvero preferirei una bambina perfetta, senza vizi, che non piange, che si auto consola senza chiamare papà e mamma e che non ha bisogno di sentirsi protetta, coccolata e amata da un nostro abbraccio.
E mi rispondo senza esitazioni che voglio te, così come sei, con la tua fame notturna, con la tua voglia di contatto fisico e con i tuoi meravigliosi “gu”.
E allora, all’grido di “guuu” per tutta la vita, ti auguro una buona notte.
Ora dormi però!

sabato 4 dicembre 2010

Sguardo imbarazzante

Per oltre un’ora ho percepito chiaramente il tuo sguardo attento, immobile e profondo che mi scrutava senza sosta.
È stato difficile reggere quegli occhi penetranti e vivaci che, nella semi oscurità della stanza, non smettevano di fissarmi incuriositi.
Mi sono chiesta che cosa stessi pensando, che cosa stessi realmente cercando di capire ed ho provato una sensazione di reale imbarazzo, lo ammetto…

venerdì 3 dicembre 2010

Tempo di bilanci

Solitamente è tuo padre quello dei bilanci, anche se i suoi sono fatti principalmente di numeri, ma ora tocca a me e la fine dell’anno è un periodo che sembra fatto apposta per riflettere e trarre conclusioni, ed io non posso certo esimermi.
Quello che si sta concludendo è stato per me un anno che non definirei impegnativo, sarebbe riduttivo, ma certamente è stato un anno decisivo, importante, fondamentale e indubbiamente, particolarmente complicato, pieno di sfaccettature.
In questo anno sono finalmente diventata mamma, realizzando un grande sogno.
In un certo senso ho anche un po’ smesso di essere figlia, o perlomeno ho smesso di essere la figlia che la mia famiglia voleva che fossi e che sono sempre stata.
Non è la prima volta che mi trovo a vivere un anno così. C’è stato un periodo della mia vita in cui a seguito di un momento di grossa difficoltà, ho scritto queste parole: “É stato un anno che, da solo, mi ha segnato ed insegnato molto, certamente più di tutti gli altri messi insieme. E’ stato un anno di riflessione, ricco di decisioni, denso di cambiamenti, un anno che sicuramente, resterà scolpito dentro di me, per molti anni a venire. É stato l’anno delle fini ed anche degli inizi, delle scelte combattute e complicate ed indubbiamente, di una grande crescita interiore. E’ stato un anno intenso, che mi è quasi sembrato più lungo ed è stato vissuto profondamente, attimo per attimo, giorno dopo giorno, come se fosse il primo, e forse anche l’ultimo. In un certo senso, credo che sia stato entrambe le cose: il primo anno di una nuova vita ancora tutta da scoprire, tutta da iniziare a vivere, ma anche l’ultimo di una vita già vissuta”.
Ecco, queste parole oggi tornano ad essere più che mai all’ordine del giorno e possono benissimo rappresentare il bilancio dell’anno che si sta concludendo.
N.B. Da notare l’incredibile abilità della tua mamma che pur di non fare un nuovo bilancio (te l’ho detto non fanno per me), ha “riciclato” quello di qualche anno fa…

giovedì 2 dicembre 2010

Le mie cucciole

Una è decisamente pelosa, l’altra incredibilmente pelata…
Una di notte dorme, non mangia, russa e vomita, l’altra di notte non dorme, mangia, caga e rigurgita… (scegliete voi cosa è meno peggio)…
Una gioca a palla, l’altra comincia ad assomigliare ad una palla e per ora, non gioca…
Entrambe ringhiano (sì, lo giuro, anche quella pelata…), entrambe mi lasciano fare monologhi senza intervenire mai, ma ciò che è peggio è che entrambe sfuggono alle mie coccole…

Se tu fossi

È l’alba di un nuovo giorno, stanotte siamo sole tu ed io, ho appena finito di allattarti e adesso, dopo un’ora passata sveglia a guardarti, mi è stranamente tornato in mente il gioco del “se io fossi” che facevo da bambina così, mentre cerco di riaddormentarmi, ho pensato di inventare il gioco del “se tu fossi…”
Se tu fossi:
un cibo: saresti qualcosa di piccante, dal gusto forte, deciso e vivace, ma anche morbido e fragrante come il pane appena sfornato;
un indumento: saresti i guanti d’inverno e le infradito d’estate, ovvero l’immancabile dettaglio che fa sempre la differenza;
una parte del corpo: saresti una che non c’è: le ali, per non avere limiti e per volare sempre in alto nel cielo, libera e felice;
un film: saresti “Pretty Woman”, dove il sogno si trasforma in realtà;
un libro: ovviamente saresti la favola di “Alice nel paese delle meraviglie”;
una musica: saresti senza dubbio la ninna nanna di Brahms… che ascolti da sempre, ancora prima di nascere e che ti accompagna mentre ti addormenti;
un cantautore: non potresti essere nient’altro che “the boss”, anche perché se tu non fossi Bruce Springsteen, credo proprio che rischieresti di essere ripudiata da papà…
una stagione: saresti la primavera quando la natura si risveglia e la vita torna a sbocciare;
un fiore: credo che potresti essere un giglio, che rappresenta la purezza, ma anche una rosa, con le sue spine o un’orchidea, bella e complicata, anche se a volte non si può negare la tua somiglianza con una pianta carnivora;
un viaggio: saresti unico, indimenticabile ed intenso come il giro del mondo
un colore: naturalmente saresti il più femminile di tutti, il rosa;
un materiale: saresti la gomma, malleabile e morbida ma anche resistente e praticamente indistruttibile;
una città: saresti una grande metropoli, come Parigi, la patria dell’amore e del romanticismo, o Londra, sempre controcorrente e fuori dagli schemi o Madrid, instancabile e senza sosta o ancora New York, al passo con i tempi e dove puoi trovare tutto ciò che hai immaginato di volere;
un animale: come ti ho già detto saresti un piccolo zoo, una ranocchia quando ti accucci, una scoiattolina quando mi guardi con gli occhi furbi, una coniglietta quando teneramente dormi, una gabbianella quando fai i tuoi urletti, una scimmietta, quando ti arrampichi su di me, un’anguillina quando sfuggi ai miei bacetti, un’orsetta, quando ti metto la cuffietta con le orecchie, una porcellina, quando fai la caccona… ma se tu fossi un geco, allora io vorrei essere il muro a cui tu ti aggrappi.

mercoledì 1 dicembre 2010

W le donne!

Prime giornate di dicembre in rosa!
In questa casa nei prossimi giorni sono previsti solo incontri al femminile.
Siamo rimaste sole noi tre donne di casa: tu, io e Heidi.
Stasera verrà a trovarci zia Yle, domani un’altra amica della mamma e venerdì uscita con zia Jacky. Donne tutte donne, sempre donne!
Fra donne discutiamo, chiacchieriamo, piangiamo e ci arrabbiamo, ma in fondo ci capiamo. Abbiamo un modo di vedere le cose e di rapportarci con la vita decisamente diverso da quello maschile.
Non so se dipenda da quella piccola gambetta in più che c’è fra una “X” e una “Y” ma è piuttosto evidente che maschietti e femminucce “funzionano” in maniera differente.
Difficile a volte capirsi, lo imparerai anche tu un giorno Alice e rileggendo queste righe capirai il senso delle mie parole che oggi, probabilmente, ti sembrano assurde e incomprensibili. Per forza, alla tua tenera età sembrate tutti uguali: maschi e femmine si riconoscono solo per il colore delle tutine…