mercoledì 9 febbraio 2011

Una strana mattina


Alle otto e tre quarti questa mattina ti ho messo nel tuo lettino,sembravi ed eri stanca e ti sei addormentata praticamente subito.
Pensavo che ti saresti svegliata dopo una mezz’oretta.
Ma così non è stato.
Un’ora dopo dormivi ancora profondamente.
Sono tornata giù aspettando di sentire di lì a qualche minuto l’urlo del risveglio.
Ma così non è stato.
Alle dieci e tre quarti sono venuta controllare che tu stessi bene.
Una volta rassicurata sul tuo stato di salute, sono nuovamente scesa ad aspettare che ti svegliassi.
Ma tu hai continuato a dormire.
Alle undici e tre quarti, dopo esattamente tre ore dal momento in cui ti eri addormentata, ho deciso di venirti a svegliare.
Incredibile, in quattro mesi di vita non penso di averti mai vista fare sonnellini diurni di oltre un’ora. Brava Gù!

martedì 8 febbraio 2011

Un giorno davvero importante


Oggi compi 4 mesi.
Un anno fa, proprio oggi, 8 febbraio, io avevo la prima inconfutabile certezza della tua presenza. Un banale test di gravidanza era il primo, timido ed incerto contatto con te, la prima prova tangibile della tua esistenza.
Oggi ti guardo e mi sembra ancora incredibile, ma se è un sogno spero di non svegliarmi mai più perché questo è davvero il sogno più bello della mia vita.
Se invece è la realtà allora ha superato i miei desideri…
Pensavo che essere madre fosse un’esperienza unica ed indimenticabile invece ho scoperto che è ancora meglio di ciò che avevo immaginato.
È un’esperienza totalizzante, che cambia e si rinnova ogni giorno, che ti stanca e ti dà la carica contemporaneamente e che ti fa capire il vero ed unico senso della vita.
Auguri “Gù”!

lunedì 7 febbraio 2011

C'era una volta


Una volta dopo cena io mi sedevo in braccio a papà e parlavamo per qualche minuto. Ora dopo cena io resto seduta dove sono e tu fra le sue braccia, emetti gridolini di gioia.
Una volta era raro che io uscissi con i vestiti macchiati. Ora, vista la tua velocità ed abilita nel rigurgitarmi addosso, è raro che io riesca ad uscire e a rientrare con gli abiti puliti.
Una volta avevo una tessera per la piscina a nome mio. Ora ho la stessa tessera per la piscina, ma è a nome tuo.
Una volta quando papà andava o rientrava dal lavoro come prima cosa si avvicinava a me e mi salutava. Ora quando papà va o rientra dal lavoro mi si avvicina ma per salutare te.
Una volta andavo nei negozi e compravo principalmente cose per me. Ora entro solo in negozi dove so di poter trovare cose per te.
Una volta avevo nel portafoglio un solo tesserino sanitario: il mio. Ora nel portafoglio ho due tesserini sanitari: uno è il mio l’altro è il tuo.
Una volta quando eravamo a tavola io e papà ci aspettavamo per poter mangiare assieme. Ora io e papà quando siamo a tavola aspettiamo che arrivi l’altro per darci il cambio e poter mangiare senza doverti contemporaneamente intrattenere.
Una volta fra quando decidevo di uscire e quando uscivo passavano al massimo dieci minuti. Ora fra quando decido di uscire e quando riesco a farlo passa almeno mezz’ora e spesso nel frattempo mi passa la voglia…
Una volta non facevo il topless, mostrare il seno in pubblico mi imbarazzava. Ora nemmeno so cosa sia l’imbarazzo di mostrare il seno in pubblico.
Una volta tu non c’eri. Oggi fortunatamente sei qui.
Per questo non ho nessun rimpianto per ciò che era una volta.

Nanna nel lettino dei bimbi grandi


Dopo la gita di ieri, oggi Alice era un po’ più nervosa del solito, non riusciva a riposare come invece fa ogni mattina. Finché è stata buona non è stato un problema, anzi il fatto che fosse sveglia era una piacevole variante alla routine quotidiana oltre che una divertente compagnia. Però la pace è durata poco, si vedeva chiaramente che voleva dormire ma non ci riusciva. Un quarto d’ora fa, dopo averle provate tutte, con poche speranze e molta rassegnazione, l’ho portata in quella che per ora è solo la stanza dei giochi, ma che ben presto diventerà la sua cameretta. Parlandole dolcemente l’ho adagiata nel suo lettino, ho chiuso le tende per fare penombra, le ho dato il suo ciuccio preferito e la sua copertina di “Linus”, ho acceso il carillon sopra di lei e… abracadabra, dopo nemmeno cinque minuti ronfava beata!
Ora dorme, io mi sto preparando il pranzo e non appena si sveglierà, speriamo non prima di un paio d’ore, andremo a fare una bella passeggiata al parco: lei, io e Heidi.
Speriamo che cominci davvero a prendere la sana abitudine di fare una bella pennichella pomeridiana nel suo lettino e se fosse anche un po’ più lunga dei suoi soliti sonnellini striminziti non sarebbe per niente male!

Risvegli contagiosi


A te non interessa che giorno è e nemmeno com’è il tempo fuori. Ogni mattina quando ti svegli sei sempre di ottimo umore, parlotti e ridacchi e sei contagiosa come la varicella.
In pochi minuti la tua allegria si diffonde a macchia d’olio, investendo e travolgendo tutti coloro che ti circondano.
Però Alice mi sa tanto che il lunedì ti devi concentrare davvero un bel po’ per rallegrare l’ambiente, perché sia papà che mamma sono colpiti dalla terribile “sindrome del lunedì mattina” e si alzano à col “muso lungo, come Heidi, già pensando alla lunga settimana che li aspetta.
Però io sono convinta che se ti impegni, ci puoi riuscire! Fidati!

domenica 6 febbraio 2011

Breve tuffo nella primavera romana


Stiamo tornando a casa dalla nostra gita domenicale. Siamo in treno e tu, dopo aver passato la maggior parte delle ore molto sveglia e incuriosita da ciò che ti circondava, ora finalmente, cullata dal treno, stai facendo un pisolino.
È stata davvero una bella giornata, sotto tutti i punti di vista.
È stato anche il primo viaggio in cui ci siamo davvero potuti rendere conto della tua reale presenza: nelle altre vacanze eri uno splendido “bambolotto” dentro la carrozzina.
Oggi invece eri interattiva e concentrata, attenta e chiacchierona, in due parole: una meraviglia!. L’aria primaverile insieme a questa piacevole sensazione di averti con noi, sono riuscite a rendere questa domenica così speciale.

Gita nella capitale


Siamo appena partiti diretti a Roma. E dopo aver visto la capitale austriaca e quella francese, ora per te Alice è finalmente giunto il momento di andare a Roma, la capitale italiana.
Tu ti sei presentata all’appuntamento come sempre elegantissima, impeccabile, senza il benché minimo dettaglio fuori posto. Dato che siamo in gita, sei nella versione sportiva e sfoggi il regalo di Natale della zia Franca, ovvero una magnifica tuta da ginnastica in ciniglia color panna, con decorazioni di Minnie sparse qua. Totalmente superfluo aggiungere che sei meravigliosa. Anche io e papà siamo in versione “gita” ma decisamente meno belli di te. Muniti di macchina fotografica, occhiali (anche tu!) ed un enorme borsone che contiene tutto ciò che potrebbe servirti durante queste ore di trasferta, siamo in macchina che stiamo andando a prendere il treno che in un paio d’ore ci trasferirà comodamente da Bologna a Roma. Tu dormi, come sempre serena, ignara che stai per andare in gita con papà e mamma. Heidi è a casa che aspetta di passare questa splendida domenica dal sapore primaverile, con la sua amica Molly e naturalmente con tutta la sua famiglia.
Non mi resta che augurare buona domenica a tutti!