giovedì 3 marzo 2011

Figlia dello Tzunami


“Lo Tzunami, è un'onda anomala che si propaga in tutte le direzioni e che arrivando sulla costa si può trasformare in un muro d'acqua, che con una velocità ed un’energia incontenibili, si propaga rapidamente anche fino a distanze notevoli nell'entroterra. Le conseguenze, possono essere disastrose, poiché l’onda, può propagarsi molto all'interno, continuando a travolgere tutto ciò che incontra sul suo percorso e lasciando dietro di sé, un paesaggio totalmente diverso da quello che c’era prima del suo arrivo (...)”.
Quando mi sono innamorata di tuo padre ricordo perfettamente di averlo paragonato allo Tzunami. È entrato nella mia vita e si è propagato rapidamente, raggiungendo ogni anfratto. Non ha creato conseguenze disastrose, ma aveva tutte le potenzialità per farlo ed ha comunque lasciato dietro di sé un paesaggio totalmente diverso da quello che c’era prima del suo arrivo.
Tu sei figlia dello Tzunami. Anche il tuo arrivo ha coinvolto e stravolto la mia vita completamente, modificando ogni mio pensiero ogni mio respiro, stravolgendo le priorità, deviando l’attenzione, cambiando le mie reazioni.
Da quando ci sei tu nulla è più come prima, tutto è diverso, ogni cosa è cambiata.
Certo che è cambiata in meglio Gù, non dubitarne mai.
Ora non riesco nemmeno a spiegarmi come sia stato possibile vivere tanto tempo senza di te.
Tuo padre ed io ti abbiamo dato la vita ma tu ci hai regalato la gioia di viverla.

mercoledì 2 marzo 2011

Alto godimento


Nevica, ovunque qui intorno sta nevicando. Qui no, ma piove da un paio di giorni. Noncurante dell’imminente primavera il tempo ha deciso di ricordarci che è sempre lui a decidere: non importa la data, non guarda il calendario, sceglie liberamente se rispettare le stagioni oppure no. Sembra pieno inverno e a parte lo spirito natalizio, è una tipica giornata di dicembre, una di quelle dove l’unica cosa che ti viene in mente, è startene tappato in casa, sotto il piumone a leggere un bel libro o davanti alla televisione a sorseggiare una tazza di the caldo.
Papà come sempre stamattina è andato a lavorare e noi, rimaste sole, non abbiamo fatto nulla ti tutto ciò ma siamo state comunque in casa a prenderci cura l’una dell’altra, a sorriderci, a guardarci, ad accarezzarci, a coccolarci e a vivere una giornata di “alto godimento”. E mentre tutto il mondo là fuori giustamente si lamenta, dell’improvviso ritorno del freddo, della neve e dell’inverno, noi qui, privilegiate, godiamo di una giornata pigra e casalinga. E sai che ti dico Gù, non vedo l’ora che torni a casa papino per concludere la giornata nel migliore dei modi. E non siate maliziosi!!!

Il divano di famiglia


In questi giorni per una serie di strane coincidenze, mi è capitato di pensare ai figli delle coppie separate. Ho immaginato la sofferenza di quei genitori e di quei bambini che si trovano, loro malgrado, a vivere una situazione difficile per tutti.
Padri costretti a vedere i figli solo in alcune giornate, privati della possibilità di condividere i loro risvegli e di vivere i loro progressi quotidiani.
Madri spesso appesantite dal peso di crescere dei figli senza l’appoggio del padre, incattivite e frustrate dalla vita che fanno.
Figli che vengono rimbalzati a destra e sinistra come fossero palline da ping pong, trattati come pacchetti che vengono spostati a seconda delle necessità del momento.
Non ci sono colpevoli ma solo vittime, tante vittime, troppe vittime!
Io amo papà e sinceramente, non posso nemmeno immaginare la mia vita senza di lui al mio fianco. Lo amo anche con i suoi silenzi, lo amo e sento che mi ama anche se le mie insicurezze mi portano a chiederglielo più volte al giorno.
Sei una bimba fortunata sai Alice, perché papà ed io ci teniamo talmente tanto a proteggere ciò che abbiamo costruito insieme, che sono certa che faremo di tutto sempre, per proteggere la nostra famiglia e per mantenerla unita.
La gioia di essere una famiglia è troppo grande e vivere una situazione da separati, sarebbe un dolore immenso per te ma anche per noi.
… e poi è troppo bello stare tutti insieme stretti sul divano, e da ieri sera mi sa che lo sai anche tu… “canaglietta”! Hai scoperto il nostro segreto e ora sai che dopo le nove e mezza quando tu dormi noi tre, papà, io e Heidi, ci appollaiamo sul divano davanti alla televisione e nonostante i buoni propositi, ci addormentiamo senza riuscire a vedere nulla… Qualcosa mi dice che dovremo stringerci un po’ di più perché la tua incursione di ieri sera mi sembra esserti piaciuta un bel po’…

Notti agitate


Notti agitate, non solo le tue ma anche le mie.
Tu forse ti stai preparando all’uscita dei primi dentini e sei meno tranquilla del solito.
Io non so cosa stia covando, ma come te, sono decisamente meno serena del normale.
Il risultato è che quando tu piangi, io mi sveglio, mi alzo e ti allatto, ma poi impiego anche un’ora per riuscire a riaddormentarmi e la mattina mi sento totalmente rimbambita. Senza contare che faccio sogni burrascosi e agguerriti. Addirittura l’altra notte stavo sognando che uno sconosciuto mi aggrediva e per difendermi… ho dato una ginocchiata a papà… Poverooone! Per fortuna che mi vuole bene, (anche se io gli chiedo sempre conferma lo so…), perché se no a quest’ora chissà cosa avrebbe pensato.

martedì 1 marzo 2011

Paure di ieri, domande di oggi


“Ritrovato il cadavere di Yara, la ragazzina scomparsa tre mesi fa mentre tornava a casa dalla palestra”.
Questa notizia rimbalzata sulle testate di tutti i giornali, mi è stata tempestivamente riferita da mia madre. Mi ha colpita subito, oggi più di quanto avrebbe fatto un anno fa. Ora che sono madre non posso sottrarmi a certi pensieri, a certe domande. Penso all’incredibile dolore di quella famiglia e mi domando come si fa ad essere dei bravi genitori, a proteggere i nostri figli senza però tarpargli le ali.
Non è giusto che una ragazzina non possa tornare a casa da sola dalla palestra, che dista poche centinaia di metri da casa. Non è giusto che dei genitori vengano puniti solo per averle permesso di sentirsi più grande e per non essere andati a riprenderla.
Ma qual è il giusto equilibrio, in che modo possiamo aiutarti a camminare da sola, tentando di spiegarti i rischi che ci possono essere e senza per questo spaventarti?
Come farò a darti le sicurezze senza trasmetterti le mie ansie e le mie paure?
Io vorrei Alice che tu fossi una bimba molto meno intimorita dalla vita di come sono stata io, che sono diventata una donna crescendo ogni giorno con la terribile sensazione che il peggio è sempre in agguato, che il dramma è il protagonista delle vite di tutti noi.
Se facevo uno sternuto era colpa mia che non mi ero coperta abbastanza e soprattutto, che non ero rimasta a casa, unico posto sicuro secondo le parole di mia madre, e lo sternuto non era il sintomo di un banale raffreddore, ma certamente l’inizio di una pericolosa broncopolmonite, che mi avrebbe lasciato danni permanenti, sempre se fossi sopravvissuta. So che sembra un’esagerazione ma purtroppo non lo è, a casa mia funzionava e funziona ancora così, e a forza di gridare “a lupo al lupo” ormai nessuno crede più alla gravità delle cose…
Ecco, questo è tutto ciò che voglio evitarti, perciò mi farò forza e ti lascerò diventare grande senza violentare la tua personalità, cercando di darti gli strumenti per capire ciò che è giusto e ciò che non lo è, e tentando di proteggerti da lontano se sarà necessario.
Ho una grande fortuna, che in questo mio difficile compito avrò al mio fianco un uomo positivo e forte, in grado di dare sicurezza e di nascondere le sue paure, capace di trasmettere fiducia e coraggio anche le volte in cui fa fatica a farli bastare a se stesso: tuo padre.

La conferma che cercavo


Ho appena letto che “… le femminucce hanno uno sviluppo del linguaggio ben quattro volte maggiore rispetto ai maschietti e sono decisamente più portate alla comunicazione verbale con le persone…”… (nooo, ma dai, davvero???)!
Confesso che già da qualche giorno lo sospettavo, avevo intuito che doveva essere una tua predisposizione a farti chiacchierare così tanto e stamattina, quando all’alba papà ed io siamo stati ancora una volta svegliati dai tuoi gorgheggi, ne ho avuto la certezza!
Ora però, non è che io voglia inibire la tua loquacità e tantomeno potrei tarpare le ali alla tua femminilità nascente… ma vorrei chiederti se gentilmente potresti posticipare anche solo di una mezz’oretta la tua chiacchierata mattutina.
Lo so, sono sempre stata io a dirti che il dialogo è importante e ora non mi sto rimangiando la parola, ma anche il sonno è fondamentale e quando viene interrotto almeno due volte nel corso della notte, anche mezz’ora di recupero ha il suo peso.
Non credi che potremmo raggiungere un accordo e chiacchierare tu ed io dopo che papà è andato a lavorare? In fondo ti sto solo chiedendo di posticipare dopo le otto i tuoi gorgheggi in modulazione di frequenza…
Pensi che sia possibile? Alice?? Parlo con te, ti ho chiesto se pensi di poterlo fare? Alice, ma che fai, ora mentre io ti parlo tu dormi???

Scambio equo-solidale di puzze


Oggi, primo marzo, all’inizio del quarto giorno dello sciopero della cacca, dopo esserti spremuta dalle 8:18 alle 8:31, ho visto il tuo viso diventare prima rosa scuro poi violaceo e dopo aver lanciato nell’universo mondo la peggior bomba chimico-batteriologica che si sia mai vista nella storia, hai sorriso libera e felice e dopo essere stata accuratamente ripulita dalla mamma, ti sei finalmente appisolata serena e sicuramente più leggera.
Questa volta non sono ammesse parafrasi, è proprio il caso di dire che “hai cagato l’infinito”, come ha detto papà quando al telefono gli ho chiesto se aveva a portata di mano il numero della disinfestazione. Ora che ti sei alleggerita di tre giorni e un po’ di cacca, devo confessarti che anche io mi sento decisamente più leggera, anche perché l’idea che tu fossi ripiena come le frittelle della nonna, ma non di crema…, cominciava seriamente a preoccuparmi.
Lo so, non ho il diritto di lamentarmi: visto che per quieto vivere tu vieni in bagno con me quando io faccio “caccona”, per par condicio è assolutamente giusto che io poi senta la tua puzzona. Il nostro è uno scambio equo-solidale di puzze.