domenica 27 marzo 2011

La rabbia di papà


La rabbia di papà, quando entrando in casa dopo una bella passeggiata in bicicletta, ti ha trovata disperata, in lacrime… tra le braccia di una vicina troppo invadente che non sa stare a casa sua e non sa resistere alla tentazione di prendere in braccio un bambino che piange, anche se non è un suo parente...
Quando aprendo la porta si è trovato di fronte un’immagine che non si aspettava, ho visto i suoi occhi, freddi e glaciali, ma allo stesso tempo il suo sguardo incandescente e rabbioso.
Non credo di aver mai visto in lui quegli occhi, quello sguardo e quella rabbia.
Ho capito che anche se papà è un uomo tranquillo, per te potrebbe diventare un leone.
Questo è tuo padre Alice: colui che pur essendo buono, se necessario sa proteggerti e difenderti da chi si avvicina a te.
Bravo papà!

Madre un'altra volta...


Se prima di avere te, sentivo la voglia e l’esigenza di diventare madre, ora, dopo che sei nata tu, il desiderio di diventare madre una seconda volta, se è possibile, è ancora più forte di prima. Forse perché l’esperienza con te è sempre stata, fin dai primi istanti, decisamente meglio di quello che avevo immaginato e temuto, e sicuramente anche meno drammatica e complicata, di come in molti me l’avevano descritta.
Le cose, pur costandomi tanto in termini di energia e di tempo, mi vengono naturali e sono un sacrificio molto ben ricompensato dalla tua fondamentale e insostituibile presenza.
Ad uno “sguardo” poco attento, le mie parole potrebbero sembrare banali e scontate, ma non è così.
Sono circondata da neo-madri che a distanza di ormai due mesi dal lieto evento, sono ancora devastate e devono ancora abituarsi alla nuova presenza.
Io ed anche tuo padre, con te non abbiamo avuto bisogno di tempo per abituarci, tutto è stato istintivo e spontaneo. Certo, lo ammetto, probabilmente siamo stati particolarmente fortunati avendo una bambina come te, buona da subito ed io fortunata due volte dato che mi sono ripresa subito nonostante il cesareo. (Solo ora guardandomi attorno mi rendo conto della mia convalescenza-record…).
Certe volte penso di averti voluta così tanto, da non permettere a niente e a nessuno di rovinarmi questi momenti. Di sicuro avere accanto un supporto come tuo padre e avere la possibilità di condividere con lui questa esperienza genitoriale, mi è di grande, grandissimo aiuto.
Ma alcune volte, ascoltando le difficili esperienze delle altre madri, mi domando se sono stata una super donna o se ho chiesto troppo a me stessa e forse un giorno la pagherò avendo un’improvvisa crisi di stanchezza e stress.
In ogni caso, cosa che capita di rado, mi do una pacca sulla spalla e guardando indietro, mi faccio i complimenti da sola.
Anche se forse, pensandoci bene, non credo di avere grandi meriti ma semplicemente penso di essere nata per diventare madre.
Per questo spero un giorno di avere almeno una seconda chance, di avere l’opportunità di rivivere questa magnifica esperienza e di poter essere madre un’altra volta!

sabato 26 marzo 2011

Ora sì che ti riconosco!


Eccoti qua, finalmente con i jeans e la maglietta sopra, finalmente sportiva, finalmente sei tu! Non ti riconoscevo con l’abito della festa, agghindata come se dovessi fare la prima comunione. No, non eri tu. La nostra bambina, la Gù che riconosco, la mia piccola Alice nel paese delle meraviglie è sì una bambina sempre femminile, ma non troppo leziosa! Non ti potevo vedere con l’abito blu e il colletto bianco di pizzo… molto meglio con i jeans leggeri della “zia Caterina”… e poi la maglietta sopra è il dettaglio non banale che sottolinea e impreziosisce la tua femminilità nascente!
Bella Gù!

Papà che spoglia un'altra donna...


Racconto di un risveglio: papà seduto sul letto che spoglia una piccola donna, guardandola teneramente, con una dolcezza indescrivibile, con un amore unico e indistruttibile, l’amore “paterno.
Stamattina vi osservavo e mentre papà, raccontandoti la storia dell’“ocarea” (…lo so Alice è una storia assurda…), ti toglieva il pigiamino tu gli sorridevi felice e serena.
Avrei voluto che quel momento di tenerezza e coccole fra voi durasse molto di più.
Adoro la sua capacità di rendere i normali gesti quotidiani, non parte di una routine ma un divertente gioco. Io, spesso colta dalla fretta di tutte le cose che ci sono da fare e dalla voglia di riuscire a farle tutte, non riesco ad essere altrettanto brava.
Per fortuna che c’è papà!

venerdì 25 marzo 2011

Non solo genitori...


Ritrovarsi da soli, di nuovo noi, tuo padre ed io, senza che la tua presenza nella culla accanto al nostro letto, discreta ma invadente, ci ricordi il nostro fondamentale ruolo genitoriale inibendo anche le più caste manifestazioni di affetto.
Riscoprirsi finalmente lui ed io, improvvisamente ringiovaniti, con la voglia anche solo di chiacchierare senza moderare la voce, per il timore di disturbare il tuo sonno.
Questo venerdì sera, papà ed io, non siamo scesi a guardare (dormire) la tv seduti sul divano, ma di nuovo proprietari esclusivi della nostra camera, abbiamo scelto di rimanere a chiacchierare sul lettone, come capitava ai vecchi tempi, quando io e lui eravamo solamente una coppia.
Tu eri nella stanza accanto alla nostra, vicina ma non troppo e noi eravamo finalmente soli!

Incredibile, ma vero!

Approfittando degli unici quindici minuti in cui hai dormito sono riuscita a lavarmi e asciugarmi i capelli in un tempo record. Sono riuscita ad ottimizzare i tempi e fare in un quarto d’ora qualcosa che richiederebbe almeno il doppio del tempo. Sono riuscita a farcela colta dalla disperazione, dopo almeno una settimana dall’ultima volta che li avevo lavati, dopo che non riuscivo nemmeno più a guardarli e dopo che toccarli era diventato impensabile. Ci sono riuscita, ma ritagliarmi anche solo un quarto d’ora è diventata una “mission impossibile”.

L'odore della tua pelle


Mi piace l’odore della tua pelle, anzi di più: lo adoro.
Non si tratta del tipico odore di buono e di pulito che hanno tutti i bimbi, non è più quel caratteristico aroma di neonato che si sente quando si è vicini ad un cucciolo di uomo. Quei tipici odori, quei classici aromi li avevi anche tu, ma ormai alla soglia dei sei mesi, li hai persi. Mi riferisco proprio all’odore della tua pelle, un odore diverso e unico che mi è entrato dentro, che non avevo mai sentito prima, un profumo tutto tuo, che ti appartiene e che allo stesso tempo mi possiede. È qualcosa di speciale, che non riesco a descriverti e che non credo riuscirò più a dimenticare.