martedì 14 giugno 2011

Passeggino verso il mondo


Ci avevamo già provato alla fine di aprile, ma con scarsi risultati ed eravamo pertanto ritornate sui nostri passi, ma giovedì scorso, approfittando dell’occasione di una meravigliosa passeggiata con il tuo amichetto Alessandro e la sua mamma, abbiamo deciso di ritentare l’esperimento ed abbiamo cambiato di nuovo il verso del passeggino girandolo verso la strada e non più verso la mamma.
Beh direi che questa volta l’esperimento mi sembra perfettamente riuscito perché tu, attratta da tutto ciò che ti circonda e curiosa come chi ha visto poche cose nella sua vita, te ne stai buonissima guardandoti attorno, seduta con le braccia appoggiate ai braccioli, impettita, fiera ed orgogliosa come se volessi presentarti al mondo nella tua forma migliore e devo dire, che ci riesci benissimo perché ti guardano davvero tutti!

Malefiche zanzare

Stamattina al tuo risveglio ho visto le tracce dei primi becchi di zanzare sulla tua morbida pelle… Grrr, che rabbia! Odiosissime zanzare che vi approfittate della ciccetta tenera della mia bimba e che durante la notte tormentate il suo sonno, e il mio, ronzandole attorno come un falco sulla sua preda, cercando il punto migliore dove appoggiarsi per succhiare il suo sangue. Vi odio e vi comunico che la guerra è aperta! Non vi darò tregua, vi farò pentire anche solo di aver appoggiato il vostro sguardo malefico sulla mia bambina!

Momenti di Gù


Dormi abbracciata al tuo coniglietto della nanna, ti giri e ti rigiri nel letto senza mollarlo mai, gli ciucci le orecchie, gli angoli, il nasino e qualsiasi cosa sporga. Te lo passi da una mano all’altra fino a trovare la sorpresa: il ciuccio attaccato da una parte!

Ti svegli ma resti buona nel lettino a chiacchierare con le giostrine, e quando arriviamo nella tua camera, ci guardi spalancando gli occhioni, come solo tu sai fare e poi ci regali un meraviglioso, esclusivo sorriso, inebriandoci col tuo profumo.

Stai in braccio e ti arrampichi come un geco sulla spalla di papà o di mamma, balli facendo su e giù con il tuo sederotto imbottito, ti affacci da dietro la testa di chi ti tiene in braccio solo per fare le boccacce a chi ti guarda.


Saluti allegramente la tua immagine riflessa nello specchio, così come tutti quelli che passano sotto casa nostra, mentre noi, affacciate in terrazzo, aspettiamo di vedere passare papà che parte per andare a lavorare.

Giochi seduta nella palestrina rimanendo incantata dalla televisione se per caso è accesa. Chiacchieri e poi ti giri a cercare con lo sguardo i nostri occhi, le nostre presenze e quando finalmente ci vedi, spalanchi la bocca e ti illumini di allegria.

Ti giri e ti rigiri abilmente prima su un fianco, poi sull’altro, ti butti in avanti e poi strisci come un serpente. Cerchi di sollevare il culetto imbottito dal pannolino, ma atterri dopo pochi secondi perché forse per gattonare è ancora un po’ prestino…

Vai a spasso seduta sul passeggino come se fossi su un trono, ti guardi attorno fiera e orgogliosa proprio come una regina. Sei curiosa e attenta a tutto ciò che ti circonda e quando non riesci a vedere bene, ti sporgi in avanti per avvicinarti a ciò che ti interessa.

Al mare ti siedi sul telo puntando già la sabbia, riesci abilmente a raggiungerla per infilarci le mani dentro, ne prendi una manciata e rapidissima te la infili in bocca e la assapori soddisfatta, come se fosse zucchero.

Seduta sul tuo seggiolone emetti gridolini prima timidi e discreti, poi sempre più forti e decisi. Urli e guardi la reazione di chi ti è di fronte e poi urli sempre più forte, senza mai abbassare lo sguardo, perché la tua è un’evidente sfida…

Spalanchi la bocca ogni volta che ti viene proposto un cibo, lo assaggi e lo assapori, a volte facendo facce strane, ma non ti tiri mai indietro. Se poi qualcosa ti piace si vede subito, perché sei pronta di nuovo a bocca aperta per aspettare un altro boccone.

Sorridi felice non appena vedi la vasca da bagno e ti siedi senza la benché minima esitazione, immersa nell’acqua tiepida. Circondata di colorati giochini di gomma, tu scegli sempre lo stesso: il morbido libro imbottito che resta in assoluto il tuo preferito.

Ti diverti a giocare sul lettone con papà e mamma negli attimi che precedono la notte, ti lasci andare a risatone senza sosta e ti abbandoni al divertimento più sfrenato, godendo pienamente della presenza di entrambi i tuoi punti di riferimento.

Sorridi al tuo letto quando lo vedi apparire al tuo orizzonte, pregusti la nanna e intanto ti godi l’ultimo biberon della giornata tittando con tutte le tue forze per far uscire il latte dalla tettarella che deve rigorosamente avere il buco piccolo…

Questa sei tu Gù, questi sono scorci della tua e della nostra vita.
Ce ne sarebbero tanti altri, perché ogni istante andrebbe fotografato e raccontato per non dimenticarlo mai.

Sirene e ululati


Il tuo cane, Alice, ulula.
Capita raramente ma è appena successo.
Proprio come una lupacchiotta, alza il muso verso il cielo e si lancia in un meraviglioso, perfetto, struggente ululato.
Lei però a differenza dei lupi, quelli veri, non lo fa nelle notti di luna piena, ma lo fa quando sente una sirena, quando per esempio passa un’ambulanza.
Mi chiedevo che cosa significasse, le ragioni di questa sua reazione e cercando informazioni ho scoperto che alcune sirene hanno frequenze di emissione simili all’ululato, ed i cani particolarmente sensibili e desiderosi di contatto sociale possono rispondere con una simile vocalizzazione, così come appunto fanno i lupi per riunire e consolidare il branco di un grande territorio.
Hmmm, a me a dire la verità fa molta tenerezza ma non vorrei trovarmi un branco di cani o peggio di lupi sotto casa che vengono a socializzare con Heidi…

Una brioche per due


No Alice, così non va bene.
Parliamone.
Come non sai a cosa mi riferisco… dai su, non fare la finta tonta, che hai capito benissimo…
Allora, qualche settimana fa ho cominciato a farti sentire dei piccoli pezzettini della brioche che mangio ogni mattina. Tu naturalmente hai gradito, la assaporavi “mummiando” come fai ogni volta che mangi qualcosa che ti piace, e questa è diventata una piacevole routine di ogni giorno.
Peccato che, ogni giorno ne mangi un pochino di più… e oggi te ne sei fatta fuori un bel pezzettino…
Ora, vero è che mamma non è certo deperita, e forse lo fai per il mio bene, però mamma, proprio come te, di mattina si sveglia con una fame da lupi, e già una brioche è poco per lei e fa un sacrificio per non mangiare la seconda… se tu però te ne fai fuori un bel pezzo, resta davvero troppo poco per mammina tua, non credi?

... ritorno alle origini


Quella che è appena finita è stata una notte che definirei “a scaglioni”.
·        Primo scaglione: dalle dieci a mezzanotte più o meno.
Come sempre sul divano appoggiata alla spalla destra di papà.
·        Secondo scaglione: da mezzanotte alle tre:
A letto, un po’ sulla spalla sinistra di papà, un po’ beatamente “accucchiaiata” nel suo abbraccio e un altro po’ da sola in posizione fetale, dalla mia parte di letto. Alle tre ho cominciato a sentire i tuoi gorgheggi e il tuo vociare notturno, ma ho pensato (e sperato) che tu stessi in realtà dormendo e sognando.
·        Terzo scaglione: dalle tre alle tre e mezza:
Mi ero appena riaddormentata quando improvvisamente mi sono svegliata madida di sudore, con la salivazione aumentata, evidente sintomo di imminente vomitata (dopo i primi tre mesi della gravidanza passati a vomitare, ormai lo so…). I funghi hanno colpito ancora! No, non erano avvelenati, ma a volte me lo fanno, anche se non ho ancora capito perché a volte sì e a volte no…
·        Quarto scaglione: dalle tre e mezza alle quattro e mezza.
Dopo essere tornata a letto senza aver vomitato nulla a parte i succhi gastrici, sono riuscita a riaddormentarmi, per svegliarmi, esattamente un’ora dopo, destata dal tuo pianto improvviso, forte, deciso e assolutamente inaspettato. Non capitava da molti giorni e da molte notti e quindi mi sono precipitata di là per capire che cosa ti avesse disturbata. Eri trasversale nel letto, con i piedini, naturalmente gelidi, incastrati fra le sbarre, gli occhi spalancati alla ricerca del tuo coniglio della nanna che giaceva solitario sul cuscino dall’altra parte rispetto a dove eri tu.
Ti ho guardata e ti ho presa in braccio, ho riscaldato i tuoi piedini e… e… siccome il primo amore non si scorda mai, ti ho dato un po’ di tetta! Sì perché una tittatina notturna non fa mai male né alla mamma né al pupetto. (l’ho scientificamente deciso io!). Tu naturalmente non ti sei fatta pregare e hai preso la tua dose di latte e coccole. Poi ti sei riaddormentata e ti ho riadagiata nel tuo lettino, accanto al tuo coniglietto della nanna, che hai prontamente abbracciato.
Ti ho coperto i piedini e tu già ronfavi. A quel punto anche io sono tornata a letto…
·        Quinto ed ultimo scaglione: dalle quattro e mezza alle sei e tre quarti.
Ho semplicemente dormito, senza più la nausea, il vomito, senza sentirti nemmeno fiatare, senza accorgermi che le ultime due ore della notte sono volate via in un battibaleno…
Stanotte, dopo tante notti passate senza di te e senza il nostro esclusivo appuntamento notturno, ritrovarmi lì, seduta sul divano in camera tua, ad allattarti, mi ha improvvisamente fatto tornare ai “vecchi tempi”, quando ogni notte ci ritrovavamo tu ed io, strette in un unico abbraccio, a prenderci cura l’una dell’altra.
È stato bello e non importa se è stata una notte a scaglioni. La ricorderò, forse, come l’ultima notte in cui ti ho allattata, perché lo so, lo vedo nei tuoi occhi e lo sento nel mio cuore… il tuo amore per la tetta di mamma sta, in maniera del tutto naturale e normale, sfumando via velocemente.
Solo una mamma può capire ciò che sto provando…
Un senso di gioia perché stai crescendo e stai conquistando la tua autonomia, ma anche un senso di tristezza perché la mia cucciolina indifesa sta diventando grande e per me resterà sempre quella piccola bimba, che in una grigia mattina di ottobre è “spuntata” come un raggio di sole, a riscaldare e illuminare le nostre vite.
Tu per noi sarai sempre quel fagottino arrotolato nella sciarpa bianco/rossa del Vicenza, fatta apposta per te dalla mamma, piccina piccina, ma comunque sempre troppo grande per il tuo piccolo e inesistente collo di neonata… e sarai sempre quella bimba, che guardavo con le lacrime agli occhi, ancora frastornata fuori dalla sala operatoria, mentre tu già ti facevi riconoscere e ti presentavi a noi facendo uno dei tuoi tipici “meeeo” e mentre papà non si smentiva mai e già si faceva riconoscere da te facendo il c… clown… alle nostre spalle…

lunedì 13 giugno 2011

Auguri per due


Oggi è il compleanno di papà ed è anche Sant’Alice.
Sì, vi accomuna un’altra cosa: oltre al naso, alla fossetta sul mento, alla forma del viso, al gruppo sanguigno, il 13 giugno è un giorno di festa per entrambi.
Non lo sapevi? Beh, ora lo sai.
Ti dirò anche che vi sono due diverse interpretazioni sull’origine del tuo nome Alice.
Una lo fa derivare dal francese “Aliz” o “Aalis” a sua volta proveniente dal germanico Adalhaid o Adalheideis (da cui anche Adelaide), che significa "nobiltà" o "di nobile origine" o comunque da adal, "nobile".
Se così fosse vorrebbe dire che tu hai lo stesso nome della nostra cucina che è il modello “Adel” di Ikea… nonché del nostro cane “Heidi”, il cui nome ha origine sempre da Adelaide…
Forse è meglio passare alla seconda ipotesi che farebbe derivare Alice dal greco “Alyké” ovvero “marina, del mare” (questa soluzione ci piace di più…).
Non solo l’origine è doppia, in realtà anche l’onomastico sarebbe doppio, c’è infatti chi lo festeggia il 9 gennaio, ma siccome a noi piace l’idea di fare una doppia festa e soprattutto, piace l’idea di poter finalmente festeggiare il 13 giugno, dato che papà detesta i festeggiamenti rivolti a lui (sì, abbiamo trovato il modo di fregarlo…), per noi Sant’Alice è oggi, e non si discute.