venerdì 8 luglio 2011

Amicizia


L’amicizia non si spiega, ho letto una volta, si sente e basta ed è esattamente così che funziona.
L’amicizia è qualcosa di fondamentale nella vita di ogni essere umano, ognuno di noi ne ha bisogno per stare bene.
L’amicizia non si compra, ma ha un valore inestimabile perché quella vera è “merce” rara e pertanto preziosissima.
L’amicizia nasce d’istinto e poi si costruisce giorno dopo giorno.
L’amicizia è fatta di abbracci, di lacrime, di arrabbiature, di confronti, di risate, di chiacchierate di sguardi e di silenzi.
Non appena anche tu Alice imparerai ad interagire con gli altri bambini, e non solo a spaventarli con i tuoi strilli acutissimi, scoprirai le gioie dell’amicizia.

Nine months


Nove mesi, i tuoi, i nostri.
Nove mesi: i primi sei li ho vissuti al rallentatore, godendo di ogni singolo istante della tua vita, memorizzando ogni tua espressione, studiando ogni tuo gesto, assaporando ogni attimo. Poi il tempo ha cominciato a volare via troppo veloce, a sfuggirmi dalle mani come un palloncino attirato dall’infinito del cielo, dalla libertà… e no n si è più fermato.
Sembra ieri che dicevo sette mesi e poi sono arrivati subito gli otto ed ora siamo già a nove… e so che dietro l’angolo ci sono i dieci…

giovedì 7 luglio 2011

Incubi e miraggi

É successo poco fa, tu stavi dormendo, hai avuto un incubo e ti sei svegliata di soprassalto.
Io sono subito venuta in camera tua, ho provato a tranquillizzarti lasciandoti nel tuo lettino ma non ci sono riuscita.
Allora ti ho sollevata e tu ti sei immediatamente lasciata andare, ti sei abbandonata senza opporre resistenza, senza scalciare, rasserenata dalla mia presenza, tranquillizzata dal mio abbraccio.
Avrei voluto avere il
potere di fermare il tempo, avrei voluto restare lì accanto a te tutta
la notte ma non ce n'é stato bisogno: sono bastati pochi secondi e tu già dormivi serena.
Come un miraggio, alle soglie dei tuoi nove mesi, "grazie" ad un incubo ti ho vista addormentarti fra le mie braccia ed ho finalmente potuto godere del piacere di accarezzarti mentre tu dormivi cullata dal mio cuore e dal mio respiro.

Giornate attuali


Giornate stressanti dove mi sono messa in discussione cercando di capire se é giusto dare dei limiti ad una baby Sitter o se invece sarebbe meglio lasciarle il potere decisionale.
Giornate in cui ho capito di aver sbagliato a sottovalutare dei chiari segnali che se presi in considerazione, avrebbero potuto evitarmi un bel po' di nervosismo.
Giornate frenetiche, frettolose, piene di pensieri, ricche di decisioni, dense di avvenimenti.
Giornate afose e sabbiose, sì decisamente sabbiose....

mercoledì 6 luglio 2011

Ora sai...


Ora sai:
1) fare ciao ciao
2) battere le mani
3) girarti a pancia in su e in giù
4) fare l'indianina
5) metterti in posizione gatto
6) muoverti strisciando all'indietro (la pace è finita...)

lunedì 4 luglio 2011

Piedi


Di chi sono i tuoi piedi? Troppo facile rispondere “tuoi” a questa domanda: intendevo dire da dove arrivano, da chi li hai presi…. Dopo aver trascorso i primi otto mesi e tre quarti della tua vita a chiedermi a chi assomigliassero, dopo essermi sentita ripetere più e più volte che, vista “l’assenza delle dita”, non possono che essere i miei (ti posso assicurare invece le dita ci sono), ho scoperto solo ora l’origine dei tuoi magnifici, meravigliosi, “piedi a panino” che così piccini e teneri riescono incredibilmente anche a puzzare! Tu hai i piedi di tuo nonno paterno… ecco svelato il mistero! Come ho fatto a scoprirlo? No Alice, non ho vivisezionato, fotografato ed esaminato con la lente d’ingrandimento i piedi di tutti i tuoi parenti facenti parte del tuo albero genealogico, mi è semplicemente bastato notare il tuo mini-alluce perennemente girato all’insù e chiedermi a voce alta da chi tu potessi averlo preso, per sentirmi rispondere da tuo padre, con la calma più serafica che io abbia mai visto “mio padre li ha così”…
Cioè, tu “papà di Alice” vuoi dirmi che mi hai sfrantecato… le orecchie per quasi nove mesi, (avevo pensato un’altra parte del corpo ma forse non era il caso citarla…), insistendo che i piedi di tua figlia erano assolutamente e indiscutibilmente identici ai miei, per confessare solo ora con una naturalezza ai limiti del paranormale, che tuo padre, nonché suo nonno, ha gli alluci girati all’insù proprio come Aliiice?
Cioè tu vuoi dirmi che io mi sono illusa fino ad ora che i suoi piedi, almeno quelli, fossero i miei, vuoi dirmi che quel ditone non smetterà mai di essere curioso e di guardare il mondo dal basso verso l’alto, vuoi dirmi che non ci sarà mai un giorno in cui smetterai di prendere in giro i miei piedi per cominciare a prendere in giro i suoi? Vuoi davvero dirmi che non ho trasmesso alla piccola “Riccardina” nemmeno il gene dei piedi con le dita piccole e tozze? Vuoi dirmi che quindi forse un giorno non troppo lontano le sue dita saranno affusolate e slanciate come le mie non saranno mai, nemmeno se colta dalla disperazione provassi a stirarle sotto una pialla?
Siiigh….
A questo punto però voglio, esigo, pretendo dettagliatissime informazioni riguardo ai piedi di suo nonno: lunghezza, peso, dimensione, forma, eventuali calli/cipolle, unghie incarnite, anomalie o imperfezioni. Necessito di documentazione fotografica particolareggiata per accertare la provenienza dei tuoi pieduncoli ed esaminare la loro eventuale futura trasformazione negli anni che verranno.
Nell’attesa vorrei specificare che i tuoi piedi, piccoli, forse tozzi, a volte putridini, decisamente morbidi, sicuramente agitatissimi, restano per me unici, insostituibili e meravigliosi e non li cambierei con nessunissimo altro “modello” di piede in circolazione.

Capelli


Capelli, lisci da asciutti, ricci da bagnati, a volte dritti sulla fronte altri appiattiti sulla testa.
Capelli, corti e ancora pochi ma con quattro timidi peletti che si appoggiano coraggiosamente sul tuo piccolo orecchio.
Capelli, sottili e morbidissimi che profumano di bimbo.
Capelli, che per un attimo sono sembrati ramati e che ora sono di un colore indefinito, castano chiaro ma con dei meravigliosi riflessi dorati.
Capelli, scompigliati, confusi, disordinati o buttati lì a caso come dice tuo padre.
Capelli, i tuoi, quelli che amo accarezzare e sentire scorrere sotto le mie dita.