domenica 10 giugno 2012

Chi é tuo padre? Chi é tua madre?

Tuo padre é colui che ad un concerto di Springsteen é capace di saltare e cantare sotto la pioggia, tirando fuori il bambino che vive in lui e che non é mai cresciuto.
Tua madre è colei che ad un concerto di Springsteen non smette di essere chioccia, e quando sente la prima goccia di pioggia, comincia subito a preoccuparsi per te.
Tuo padre é colui che se fosse stato da solo, avrebbe sentito fino all'ultima nota di quel concerto, ma che non ha esitato un attimo ad abbandonare lo stadio per portarci all'asciutto.
Tua madre é colei che è non riesce a fare a meno di sentirsi in colpa perchè sa bene che papà avrebbe davvero voluto vedere fino in fondo il concerto di Bruce.

La mia finestra sul mondo

Nei viaggi in macchina con papá, piú o meno lunghi, mentre tu giochi e parlotti e mentre lui ascolta la musica, guida ed é assorto nei suoi pensieri, io apro la mia finestra sul mondo e comincio a scorrere in facebook gli aggiornamenti delle persone che conosco... E buon viaggio!

sabato 9 giugno 2012

Vita da spiaggia

In spiaggia ti piace fare le "torte" di sabbia, con un magnifico stampino rosso fiammante a forma di ciambella col buco. I primi giorni ero io a farle e tu più volte hai anche provato ad assaggiarle, poi hai finalmente imparato a farle da sola, anche se ancora devi capire che per avere un buon risultato devi usare la sabbia umida e non quella asciutta, ma nel frattempo almeno ti sei convinta del fatto che non erano buone da mangiare e hai smesso di masticare sabbia tutto il giorno.
Per cambiare gioco io sto tentando di farti appassionare a fare la pista di sabbia per far rotolare dentro le palline di plastica, ma tu non devi aver capito bene il funzionamento del gioco, ti metti all'interno della pista e fai la "pallina umana", distruggendo in dieci secondi la pista che io ho fatto in mezz'ora...

venerdì 8 giugno 2012

Alla scoperta di Alice

Tu pensi che solo la mia presenza ti protegga dal mondo che ti circonda e ricordare a tutti, continuamente, che io sono tua madre ti rassicura e ti fa sentire forte.
Tu non manifesti subito il tuo disagio, simuli un'apparente tranquillitá e poi a distanza di un po' di tempo, ecco che cominci a dare i primi evidenti segni di stress.
Tu non ami il contatto ravvicinato con le persone, mantieni una distanza di sicurezza e fai scattare "gli allarmi" ogni qual volta qualcuno supera i tuoi confini.
Tu sei curiosa, cerchi gli altri bimbi, ma la curiosità non é sufficiente a farti vincere il timore "dell'estraneo" non ti avvicini se non ti accompagniamo.
Tu non ti allontani mai da sola, cerchi sempre la mia mano, perchè la voglia di scoprire ció che ti circonda è inferiore alla paura di perdere la tua mamma.
Questo è il tuo carattere, lo sto scoprendo giorno dopo giorno, e lentamente sto imparando a conoscerlo e ad accettarlo, ma tante volte quando ti vedo cosí timorosa, cosí diffidente, così incredibilmente attaccata a me, mi chiedo come mai sei cosí, se ho sbagliato ed ancora sto sbagliando in qualcosa, se le mie paure stanno diventando anche le tue, se c'è qualcosa che dovrei o potrei fare per aiutarti a crescere.
Vorrei farti capire che mamma c'è, ma che puoi stare molto bene anche senza di me al tuo fianco, vorrei dirti che il mondo a volte è crudele ma spesso é meraviglioso, vorrei spiegarti che gli estranei se li conosci possono diventare amici, vorrei raccontarti che il contatto fisico non fa solo paura ma dà anche tanto calore...
Amore mio, come vorrei che tu lasciassi almeno uno spiraglio in quella tua corazza che ti sei costruita attorno e cosa darei, per capire il perchè di quel tuo impenetrabile guscio...
Ti prego, aiutami a capirti e mi aiuterai ad aiutarti...



Una notte solo nostra

È bello poter sentire il profumo della tua pelle forte, intenso, inebriante, ad ogni mio respiro.
Mi entra nella pelle, penetra nel mio corpo e mi resta dentro.
"Dormire con mia figlia", una notte nel lettone insieme a te, un sogno diventato realtà.
Stanotte ci apparteniamo siamo l'una dell'altra.
Stanotte sono io che ho bisogno di te, di averti vicina.
Ti ho voluta al mio fianco a riempire quel letto troppo grande e vuoto senza Papá.
Tante volte ho pensato di farlo, ma mi sono sempre trattenuta per paura di darti cattive abitudini.
Ma stanotte ho ceduto alla tentazione, ho aspettato che tu ti addormentassi, come sempre da sola nel lettino della tua stanza e poi ti ho trasportata qui, dove tutto era giá pronto, mancavi solo tu.
Ma ora che sei qui non riesco a dormire.
Nella penombra ti guardo, ascolto il tuo respiro, godo di ogni istante di questa notte.

giovedì 7 giugno 2012

Il tuo primo "perchè"

Ecco, ci siamo, oggi hai detto il tuo primo "perchè".
Oggi hai semplicemente ripetuto la parola che ti avevo appena detto io, ma sono sicura che in pochi giorni entrerá a far parte a pieno titolo del tuo vocabolario e sono altrettanto sicura che nei prossimi anni la sentirò molte volte, e spesso dovró confrontarmi, con i tuoi ripetuti e curiosi "perchè".

Infinita tenerezza


Chetenerezza che mi fai quando, in giorni come oggi in cui ti svegli e tuo padre ègià uscito, lo cerchi disperatamente in ogni angolo della casa, pensando chelui si sia semplicemente nascosto da qualche parte per giocare con te…
Ti vedoche con lo sguardo vaghi nel vuoto, che ti illumini pensando di scorgerlo sulletto e ci resti male quando scopri che è solo un cuscino… ma poi di nuovo ilsuo “pigiama” (è decisamente eccessivo definirlo così…), ti strappa un sorriso:tu lo guardi, evidentemente lo riconosci, lo indichi e poi con tono interrogativomi dici “Papà?”, quasi per avere una conferma che quello sia proprio il suo…
Mi accorgoche apri le porte e ti affacci dietro per accertarti che lui non sia proprio lìdietro (forse temi di vederlo schiacciato come l’insetto di ieri mattina…), epoi ti pieghi per verificare attentamente anche sotto il divano, non si sa mai,le precauzioni non sono mai troppe… Ma lui non c’è.
E quandofinalmente ti rassegni all’idea che lui sia davvero andato via senza salutarti,basta un qualsiasi uomo con una bicicletta e un casco per farti sobbalzare nel passegginoe contemporaneamente impazzire di gioia e tu cominci subito ad urlare “papà,papà!”, insistendo per raggiungerlo…
No tesoropapà non c’è oggi, tornerà solo domani sera.
Lo so timanca tanto e manca tanto anche alla mamma che non è per niente abituata (e maisi abituerà), alle sue assenze, a quel vuoto nel lettone che stanotte pensocolmerai tu (sarebbe la nostra prima notte tutta insieme nel lettone!!!), ma devipensare che noi siamo fortunate perché è raro che papà non ci sia, torna a casaquasi tutte le sere e domani sera sarà di nuovo con noi.
È inquesti momenti, quando ti vedo così attaccata a lui che penso a tutti queibimbi che purtroppo crescono senza un papà, che non l’hanno mai avuto, che l’hannoperso o che ne hanno uno che è poco presente… e penso a quelle mamme, (ed ioalcune ho la fortuna di conoscerle), che cercano in tutti i modi di colmare un grandevuoto nella vita dei loro piccoli teneri cuccioli.
Ho tantastima per quelle madri, infinita ammirazione ed un immenso rispetto.
In giornicome questi mi chiedo se io ce l’avrei fatta anche senza tuo padre accanto...
No Alice,non chiedermi cosa mi rispondo…