giovedì 4 ottobre 2012

Solo tuo padre...

Solo papà Alice, riesce a ridare calore al mio corpo gelido, in una notte in cui sembra incredibile, ma davvero non ci sono coperte sufficientemente calde per farmi sentire di nuovo, il rassicurante tepore del sangue che circola nel mio corpo stanco, ferito, appesantito e invecchiato dall'ennesimo dolore.

mercoledì 3 ottobre 2012

Aiutami tu Alice!

È adesso mi dici tu Alice dove la trovo la forza per superare anche questa, come diavolo faccio a stamparmi sulla faccia il sorriso e fingere che vada tutto bene?
Come posso festeggiare con gioia il tuo secondo compleanno, come meriti, quando dentro ho la morte? Come faccio a organizzare la tua festa come vorrei, a ridere e scherzare con le persone come ci si aspetta che faccia?
Dimmelo tu Alice, dammela tu quella forza e quel l'energia che io proprio non so dove cercare.
Aiutami per favore...

Viaggi, traguardi e cambi di meta...



Nella vita ci sono viaggi difficili da fare a volte Alice, ci sono percorsi lunghi e tortuosi e pieni di ostacoli. Ci sono traguardi che si raggiungono solo dopo aver affrontato e superato incredibili difficoltà e a volte il prezzo da pagare è davvero troppo alto.
Ci sono mete irraggiungibili, che per un attimo sembrano vicine ma poi allunghi la mano, e ti accorgi che ciò che vedevi all’orizzonte era solo un pallido miraggio.
Ecco Alice, in quei momenti non serve arrabbiarsi col destino e nemmeno cercare di capire, bisogna solo lasciarsi andare al proprio dolore, concedersi il lusso di viverlo fino in fondo e avere la forza di andare avanti, per quello che di buono la vita ti ha dato.
Nella vita Alice, ci sono viaggi difficili da fare, traguardi che sembrano vicini ma non lo sono e ci sono inevitabili cambi di meta, necessari per smettere di soffrire di un dolore così grande che rischia di schiacciarti

Un freddo glaciale

Avvolta da un freddo glaciale che congela le ossa ma non i pensieri e le emozioni...
Mi sento come una pallina di un flipper che viene rimbalzata da una parete all'altra.
Mi sento stordita.
Abbi pazienza con me Alice, torneró la tua mamma di sempre ma ho bisogno di riordinare le idee...

lunedì 1 ottobre 2012

"Cuoi pettè"



Questa mattina mentre io cercavo di riordinare un po’ la casa in previsione dell’imminente arrivo dei nonni, tu ti sei messa a disegnare. Ad un certo punto hai voluto che ti facessi dei cuori “cuoi”, che poi hai colorato a modo tuo…
Tutto potevo immaginare fuorché che a distanza di circa dieci ore, vedendo papà che varcava la porta di casa, tu ti precipitassi come una schegga impazzita, cinguettando disperatamente “mamma, degno mio cuoi pettè papà…” tradotto: mamma dammi il mio disegno con i cuori per papà…
Quindi fammi capire bene Alice, tu mi hai commissionato un disegno con dei cuori perché stavi fremendo per regalarli a papà?
Ed io in tutto ciò sono solo una pedina…siiigh…

Con te non si può parlare...



È ufficiale: con te non si può più parlare… Tu non sai tenere la bocca chiusa!
Oggi ho avuto la brillante idea di andare a comprare un regalo di compleanno per una mia amica (anche un po’ tua…) Noa (Eleonora), la mamma di Maggytina, insieme a te.
Il risultato è che ora non fai altro che ripetere “**** gaaalo Noooa” doveal posto degli asterischi inserisci il nome dell’oggetto in questione… Ora non potrò vedere “Noa” almeno fino a dopo averle dato il regalo…

Pizzicò

Sono passati credo almeno due mesi da quel giorno in cui una bimba, senza ragione e senza preavviso, dopo averti guardata e sorriso, ti ha dato un pizzicotto sulla guancia.
Io naturalmente ho immediatamente stoppato la bambina e l'ho sgridata, mentre tu, prima perplessa poi sbigottita, ti sei lasciata andare ad un pianto inconsolabile.
Sì lo ammetto, cuore di mamma avrebbe voluto rendere pan per focaccia alla bimbetta, ma la mia età superiore ai 18 e il mio ruolo di madre mi hanno imposto un comportamento più diplomatico.
Da quella mattina di tempo ne è passato tanto, ma tu ci sei rimasta troppo male e non hai dimenticato e ogni tanto, proprio come quel pizzicotto, all'improvviso, parti e inizi il tuo racconto... Ma quello che non sai e che il tuo buffo modo di dire "pizzicò", con l'accento sulla "ò", che lo rende tanto francese, mi piace da impazzire!!!