martedì 6 novembre 2012

Un tempo lungo



Anche oggi mi sono svegliata con una gran voglia di non essermi svegliata affatto.
Anche oggi, leggere la gioia nei tuoi occhi e nel tuo sorriso, non appena il tuo sguardo ingenuo e ancora assonnato ha incontrato il mio, triste e stanco, mi fa sentire in colpa per sentirmi così.
Mi dispiace Alice, riesco a dirti solo questo, ma non riesco a fare di meglio.
Dicono che il tempo curi tutto ed io lo so bene che è così, ma oggi questo tempo mi sembra ed eterno e infinitamente pesante.
Esco, gioco con te, cucino, addirittura invento ricette nuove, ma solo perché non ho la concentrazione di seguire nemmeno una ricetta dal giornale…, a volte riesco anche a sorridere, ma… dentro mi sento spenta, svuotata, grigia…
Lo so, non dirmi niente tesoro mio, mi sento già una pessima madre senza che i tuoi occhi profondi e indagatori mi scrutino dentro alla ricerca di ciò che mi sta soffocando giorno dopo giorno, a caccia di ciò che ti sta portando via la tua mamma.
Lo so, ti avevo promesso che sarebbe andata meglio e non è così.
Il tempo sta passando e non va meglio, io non sto meglio di ieri e non posso prometterti che domani starò meglio di oggi.
Posso solo dirti una volta di più che mi dispiace e che ti voglio bene, ma non sono certa che questo sia sufficiente.

Ma si può?



Ore sette e otto di sera, papà dietro mia richiesta ha gentilmente svuotato il cellulare di mamma da circa settecento immagini e video che avevo fatto e accumulato solo negli ultimi mesi…
Ore otto di mattina del giorno dopo, sul mio cellulare sono già presenti numero venti foto tue… La domanda è: ma si può???
Credo che la mia sia un’ossessione… ogni espressione che fai, ogni cosa che dici sento l’irrefrenabile necessità di fotografarla, di filmarla…
Non riesco a trattenermi anzi, a dire la verità non ci provo nemmeno…
E soddisfatta guardo le nuove immagini di te sul mio cellulare e penso che la risposta giustaè: si, evidentemente si può!

lunedì 5 novembre 2012

Un papà insuperabile e una mamma da riciclare...



Giovedì pomeriggio papà approfittando della nostra inconsueta assenza e di qualche ora in cui lui non doveva necessariamente lavorare, ha deciso di fare il “casalingo”… Praticamente posseduto dal sacro fuoco delle pulizie, alla velocità della luce ha riordinato e pulito casa, documentandomi con foto il passaggio dal “prima”, al “dopo”…
Ok, è vero, sicuramente ce n’era bisogno, non posso di certo negare un’evidenza… ma oggi rientrando a casa dopo aver visto un piano cottura in cui ci si può specchiare e aver sentito un inconfondibile profumo di pulito, ho pensato che forse certe cose vengono meglio a lui e probabilmente abbiamo sbagliato l’assegnazione dei compiti: lui dovrebbe fare il casalingo ed io quella che porta a casa lo stipendio… il guaio è che credo che nemmeno questo ruolo riuscirei a “svolgerlo” bene come fa lui… devo assolutamente  trovare come riciclarmi…

Un grigio lunedì



Lunedì mattina con addirittura meno voglia di alzarsi e di cominciare la giornata e la settimana degli altri lunedì…
Tento di distrarmi davanti al pc, ma non ci riesco.
Tu più volte cerchi invano di attirare la mia attenzione… ma nemmeno tu ci riesci…
Ho pensato di prenderti e di andare insieme in qualche centro commerciale e di dedicarmi ad un po’ di shopping, di solito questa dispendiosa attività mi risolleva l’umore, ma non ho nemmeno voglia di uscire… (spesso basta poco, non è necessario dilapidare una fortuna…).
Oggi la vedo proprio grigia… il mio stato d’animo è plumbeo come il tempo.
Non so propro da dove iniziare… peccato che siamo solo all’inizio dell’inverno…

domenica 4 novembre 2012

Ondata di tristezza...



Eccoci qua Alice, tu dormi, papà e al lavoro ed io che già oggi pomeriggio ero stata travolta da un’improvvisa e violenta ondata di tristezza, ora mi ritrovo in balìa di questa sensazione e con tanta voglia di piangere.
Non è successo niente e non c’è niente di nuovo che non va… ma forse fino ad oggi avere davanti l’obiettivo di questo viaggio appena finito, mi ha un po’ distratta da… tutto il resto… ed ora, che non ci sono più distrazioni, non posso fare ameno di abbandonarmi alla tristezza che ho nel cuore e che a volte sembra davvero volersi impossessare, non solo di una parte di me, ma di tutta me stessa.
Credo che approfitterò di questo momento di solitudine e del tuo sonno profondo per lasciare libero sfogo a quelle lacrime che indomabili si accumulano fino a soffocarmi…
Tu continua a dormire tranquilla angelo mio, che domani andrà meglio…

"Tuna patata"


È inconsueto guardarti mentre estasiata ti fermi per almeno dieci minuti a guardare immobile, a bocca aperta il cartone animato del “Re Leone”, è tenero vederti abbracciare il pupazzo di gomma che rappresenta il giovane leoncino “Simba”, che ti ha regalato il nonno Mario quando tu eri decisamente troppo piccola per ricordartelo, (sarebbe un gioco per cani, ma non ci formalizziamo troppo, che è meglio…) ed è assolutamente divertente sentirti ripetere convinta e decisa “Tuna patata” al posto dell’ormai famosa locuzione swahili “hakuna matata”, che probabilmente ti sembrava troppo banale e “seriosa”, per non cambiarla almeno un pochino…