martedì 4 dicembre 2012

Eccomi qua...



Eccomi qua, a chiedermi se ho solo sognato, a ripensare a quel giorno di oltre due mesi fa in cui ho toccato il cielo con un dito e ho davvero sperato di poter di nuovo coronare il mio sogno di maternità…
Eccomi qua, persa nei ricordi, a ripercorrere con la memoria quei momenti e a chiedermi se è davvero successo o se l’ho desiderato talmente tanto da renderlo un ricordo reale…
Eccomi qua, con tanta voglia di ricordare e con altrettanta voglia di dimenticare, con la necessità di piangere e anche di non piangere più…
Eccomi qua, perseguitata sempre dalle stesse domande, dalle stesse risposte, dalle stesse paure, dagli stessi desideri e dalle stesse speranze…
Eccomi qua a leccarmi le ferite che a quanto pare sono troppo profonde e non si rimarginano mai...
Eccomi qua, sola con il mio logorante dolore a tentare di girare una pagina che però è davvero troppo pesante, e che ogni volta che ci provo ritorna indietro schiacciandomi sempre un po' di più…

lunedì 3 dicembre 2012

Papà che pensi?



Meraviglioso sentirti chiedere a papà “papà che pensi?” e vedere la sua faccia allibita e anche un po’ divertita di fronte a quella domanda che di solito si sente ripetere solo da me… Ottimo Alice, dobbiamo coalizzarci per fare in modo che il nostro uomo di casa, sempre taciturno, si apra un po’ e ci sveli quali pensieri gli attraversino davvero la mente… Non so perché, ma sono certa che tu otterrai molte più risposte di me…

Teneramente tu...


Quando oggi dopo essere caduta per l’ennesima volta, piangendo mi hai chiesto il ciuccio, io ho ceduto senza esitazioni, anche se ormai ultimamente il ciuccio è esclusivamente un compagno della nanna. Vedendoti così disperata non me la sono sentita di dirti di no ho lasciato che ti consolassi con l’ambito oggetto… Tu però preoccupata e con gli occhi ancora pieni di lacrime, mi hai chiesto “Babbo Tale vede me?”, ed io mi sono subito ricordata di averti detto che Babbo Natale non porta i regali ai bimbi grandi che stanno sempre col ciuccio in bocca… Mi hai fatto un’incredibile tenerezza ed io ho cercato di tranquillizzarti dicendoti che Babbo Natale avrebbe senza dubbio capito che il tuo non era un banale capriccio, ma che ti eri fatta male e avevi bisogno di un po’ di ciuccio per sentirti meglio. E tu, hai lasciato passare solo qualche minuto e poi porgendomi il ciuccio mi hai detto, “gazzie mamma ecco, teni, passato tutto io non pango più”, e ancora una volta mi hai lasciata senza parole…

Piacevolmente insieme



Prendi una fredda mattina dal sapore tipicamente invernale e pre-natalizia, aggiungi un bel sole a illuminare una già splendida giornata, a cui davvero non manca nulla, e poi prendi una madre e una figlia e immaginale insieme in un outlet a passeggiare fra le vetrine addobbate e illuminate, a caccia di un bel regalo per lui, l’unico, il solo, colui che ama definirsi il Re Leone e che per noi è l’incontrastato principe di casa: papà!
Ecco Alice, questa mattina tu ed io, dopo aver fatto alcuni giri e alcune soste e dopo esserci perse un paio di volte, siamo finalmente arrivate a destinazione con il chiaro obiettivo di trovare almeno un regalo di Natale per papà e di non tornare a casa a mani vuote. Ad uno sguardo poco attento la figlia di poco più di due anni (tu), potrebbe sembrare decisamente troppo piccola per apprezzare un simile divertimento e la madre di quarantadue, (io), dovrebbe forse esaltarsi un po’ meno respirando l’aria del Natale, ma così non è stato! Tu eri assolutamente consapevole di quello che stavamo andando a fare ed hai collaborato alla ricerca, dando il tuo prezioso (?) contributo, con suggerimenti diciamo così, alternativi… Inizialmente hai proposto di regalare a papà dei calzetti rossi, tanto che mi era sorto il dubbio che tu pensassi che fosse lui Babbo Natale… poi ti sei fortunatamente orientata sempre su un paio di calzetti, ma almeno hai optato per un cambio di colore, orientandoti sul più classico nero.
Dopo una prima passeggiata diciamo così, di orientamento, ci è venuta fame e siamo andate a pranzo fuori insieme, tu ed io, ed abbiamo mangiato tranquillamente sedute l’una accanto all’altra, come due amiche, chiacchierando di quello che avremmo fatto dopo. Poi, dopo una sosta non proprio rapidissima alla toilette, siamo ripartite per la nostra caccia al regalo, tu però hai ceduto le armi e ti sei abbandonata alle braccia di Morfeo, lasciando a me la scelta finale del regalo…

A ritroso nel tempo...


In questi ultimi giorni Alice, ho come l’impressione di aver fatto un salto indietro nel tempo. Il passato si è affacciato al mio presente, portando a galla ricordi di un tempo lontano. No nessun rimpianto, al contrario, la serenità e la certezza di aver fatto le scelte giuste. Persone che una volta ricoprivano un ruolo importante che si sono ricordate di me e hanno sentito la voglia di farti un regalo, ex colleghe di lavoro che da tempo avevano il desiderio di rivedermi e di conoscere te, e che per questo siamo andate a trovare, la presa di coscienza che forse era giusto permettere a mia sorella e a te di conoscervi e lasciarvi libere di costruire un vostro rapporto, indipendente da quello che abbiamo io e lei… tutte cose che mi hanno ricordato ciò che è stato, ciò che ero e ciò che fortunatamente non sono più.

Grazie Alice...



Mentre siamo in macchina, dirette a trovare le mie ex colleghe, dopo aver sbagliato la strada almeno due volte, tu sei diventata giustamente insofferente ed io ti ho intrattenuta spiegandoti che stavamo andando in un posto dove alcuni anni fa lavorava la mamma. Tu allora ci hai pensato qualche istante e poi convinta mi hai detto: “mamma ancoa baie…” (mamma ancora a lavorare), ed io allora, sperando di farti cpire l’importanza del io ruolo e convinta di veder apprezzata la mia presenza al tuo fianco, ti ho semplicemente detto “se mamma va a lavorare, tu poi con chi stai?” e tu, senza la benché minima esitazione hai subito risposto “con papà, mamma baie e Alice gioca papone suo…” (con papà, mamma a lavorare e Alice gioca col suo papone…).
Ecco le soddisfazioni della maternità… Grazie Alice!

domenica 2 dicembre 2012

Illuminazione mattutina

Questa mattina mi sono svegliata con il desiderio Alice, di farti conoscere mia sorella, tua zia.
Vorrei darvi la possibilità di creare un rapporto indipendentemente dal nostro non-rapporto, in fondo fra tanti zii poco presenti e non solo per problemi di lontananza, lei non può certo sfigurare e non è nemmeno detto che alla fine dei conti lei fra tutti sia la peggio!
Decidere io per voi non è giusto.
Forse di nuovo soffriró e me ne pentiró, forse tornerò a dire basta, ma almeno potrò dire di averci provato.