domenica 27 gennaio 2013

Una domenica per te

Nel tentativo di regalarti una domenica normale, come quella che ogni bambino dovrebbe avere, oggi ti abbiamo dedicato l'ultima giornata di ferie di papà.
In mattinata sei stata in piscina con lui, mentre io, che devo stare lontana da acqua e umidità per non infettare la ferita, sono rimasta a spiravi dalla grande vetrata del bar.
Poi, una volta uscita, asciugata e debitamente rifocillata con i tuoi biscotti preferiti "lingo" (ringo), siamo andati a fare una bella passeggiata a piedi, arrivando fino quasi al mare, attraversando il grande parco del Gelso, che mi ricorda tanti momenti piacevoli.
Nel pomeriggio, dopo un sano sonno ristoratore, (tuo), e una necessaria pausa di relax, (di papà e mia), siamo andati in un parco giochi al coperto, un posto con piscine di palline e morbidi scivoli, dove tu hai potuto ulteriormente sfogare le tue esuberanti energie.
Io mi sono limitata ad osservare te e papà che giocavate insieme, stando sempre ben attenti a schivare i colpi dei bambini più grandi e decisamente più vivaci. 
È stato bello vederti giocare libera e felice di avere accanto il tuo adorato papone.
Ora tutti insieme stiamo guardando "Toy story" sul divano, e poi tutti a nanna.
Quella che ci aspetta è un'altra settimana difficile.

Sguardi da dietro un vetro...

Il vostro legame da quando sei nata è sempre stato forte.
Avete sempre avuto dei momenti e degli spazi vostri, in cui io mi limitavo a fare la comparsa.
Con la mia malattia ovviamente voi vi siete avvicinati molto.
Ora siete in piscina insieme ed io vi guardo da dietro una vetrata, spettatrice di un'immagine che non scorderò facilmente.
Tu che ti affidi alla braccia forti sicure e rassicuranti (lo so bene io...), di papà.
Tu che impari a fare i tuffi, che sai uscire fuori dalla piscina da sola, arrampicandoti sul muretto, che abbracci papà e gli stai sopra come se fosse il tuo isolotto, che hai occhi solo per lui e non lo perdi mai di vista, che ridi anche con lo sguardo, come non ti vedevo fare da giorni.
Tu che sembri ancora più grande...
Vi guardo e penso che siete bellissimi e insieme siete imbattibili e non temete niente.
Ti guardo e mi rendo conto che sei cresciuta tanto e non solo fisicamente e mi dico soddisfatta che abbiamo fatto un buon lavoro.
Ora smetto di scrivere e continuo a guardarvi...

Capelli: istruzioni per l'uso


Guardo i miei capelli che definire sfibrati é decisamente una valutazione ottimistica e mi chiedo come fare a renderli presentabili.
Sono giorni che tento di rendere quella massa stopposa, compatta, appiccicosa e puzzolente, qualcosa che sia anche solo lontanamente simile a dei capelli.
La tintura di iodio sparsa abbondantemente su tutta la testa, l'ha fatta da padrona, attaccandosi come colla su tutta la superficie, compreso il cuoio capelluto.
Ho tentato di toglierla ed in parte ci sono riuscita, pettinandoli spesso con pettini sempre più fitti, ma ovviamente ora ci sarebbe bisogno di un bello shampoo ristoratore. Questo però ancora non è possibile.
Ora non appena sarà possibile farlo mi resta da capire come poterci riuscire... 
Qualcosa mi dice Alice, che i tuoi impegnativi lavaggi di capelli, siano assolutamente una passeggiata paragonati a quello che sarà il mio prossimo shampoo...

Valutazioni di inizio giornata

Domani papà ritorna a lavorare e noi per un paio di giorni giochiamo a "mamma e figlia" e facciamo finta che non sia successo niente, facendo "le prove" per quello che sarà il vero rientro della settimana prossima.
Sono sinceramente molto preoccupata.
Il dolore e la preoccupazione per il futuro mi rendono estremamente nervosa.
Non riesco a pensare a me stessa, figuriamoci occuparmi di te e di tutto il resto...
Lo so, "non mi corre dietro nessuno", come mi ripete spesso papà, ma se hai fatto la cacca, bisogna accompagnarti in bagno e lavarti, se é ora di pranzo, prepararti da mangiare e magari fare qualcosa anche per me...
Tu sei una bambina buona e questo sicuramente semplifica il compito, ma non annulla le difficoltà.
Spero che questi due giorni passino in fretta e senza fare troppi danni, e mi servano a capire se ce la possiamo fare o se devo chiamare qualcuno ad aiutarmi quotidianamente e a prendersi cura non di te, ma di noi.

Errori di valutazione

E un giorno, praticamente per caso, scopri di avere "una parotide", anzi due, e impari anche a cosa serve. 
E poi leggi cos'é "il massetere", e anche dove si trova. 
E ti spiegano anche dov'é il nervo facciale, e ti stupisci nell'immaginare quante volte al giorno lo muovi senza nemmeno sapere che lo stai facendo.
E improvvisamente la morfologia della tua faccia diventa contemporaneamente più familiare ma anche più complicata.
Ecco Alice, quando tu eri "solo" un gruppetto di cellule nella mia pancia, che si duplicava, quando ti immaginavo tutta intenta a "lavorare" per costruire te stessa, mi ero concentrata su altri organi: cuore, fegato, reni, polmoni... e da vera ignorante, non avevo pensato di certo a parotide, massetere e nervo facciale, sottovalutando la loro fondamentale importanza. 

sabato 26 gennaio 2013

Don't give up


E poi all'improvviso "qualcuno" a cui vuoi davvero molto bene, ti dedica questa canzone, e tu all'improvviso capisci quanto la tua paura lo abbia ferito profondamente e ti senti morire...
E mentre le note della canzone vanno in sottofondo, le parole scorrono davanti ai tuoi occhi e arrivano dritte al cuore e i tuoi buoni propositi di non piangere vanno distrutti in un secondo.
E quel "non arrenderti" ripetuto con dolcezza ma con convinzione ti entra dentro e ti attraversa come un brivido.
E mentre sei a cena, tentando di ingoiare un risotto che per quanto piccolo, per te è comunque troppo impegnativo da masticare, senti gli sguardi curiosi delle persone su di te, di fronte al tuo volto segnato leggi la loro pietà nel labiale di quelle parole sussurrate a chi gli sta accanto, e vorresti scappare, andare via, perché ti senti come un animale da circo... Ma poi ti tornano in mente quelle parole "non c’è nessuna ragione di vergognarsi, non arrenderti, hai ancora noi
non arrenderti adesso, siamo fieri di chi sei...", scritte verso la fine della canzone... E allora continui a sforzarti di cercare di mangiare, tentando di ignorare gli sguardi di chi evidentemente non ha niente di meglio a cui pensare...

Anche se tuo padre non vuole sentirselo dire, Alice, "grazie amore mio!"
"Volevo dirti che oggi, ora, in questo dolore, per la prima volta da quando stiamo assieme, non sento la differenza e nemmeno il bisogno di quella fede al dito che ho sognato per una vita... TI AMO"

Don't Give Up!  Peter Gabriel

Titolo Canzone Tradotto: Non Arrenderti

In questa terra fiera siamo cresciuti forti
venivano a cercarci da ogni posto
mi hanno insegnato a combattere, a vincere
mai avrei pensato di poter perdere

non serve più lottare o almeno così sembra
sono un uomo i cui sogni sono stati tutti infranti
ho cambiato la mia faccia, ho cambiato il mio nome
ma nessuno ti vuole quando perdi

non arrenderti
perché hai amici
non arrenderti
non ti hanno ancora battuto
non arrenderti
so che ce la puoi fare

anche se l’ho visto ovunque
non avrei mai immaginato che sarebbe potuto capitare a me
pensavo che saremmo stati gli ultimi ad andare
è così strano il modo in cui le cose cambiano

ho guidato di notte verso casa mia
il posto dove sono nato, sulla riva del lago
mentre la luce del giorno appariva, ho visto la terra
gli alberi erano bruciati sul terreno

non arrenderti
hai ancora noi
non arrenderti
non abbiamo bisogno di molto
non arrenderti

perché da qualche parte c’è un posto
dove apparteniamo

appoggia qui la tua testa
ti preoccupi troppo
andrà tutto bene
quando le cose si fanno difficili
puoi cadere all'indietro appoggiandoti a noi
non arrenderti
per favore non arrenderti

devo uscire da qui
non ce la faccio più
starò su quel ponte
terrò lo sguardo fisso in basso
vada come vada
quel fiume scorre
quel fiume scorre

mi sono trasferito in un altra città
ce l'ho messa tutta per sistemarmi
per qualsiasi lavoro, così tanti uomini
così tanti uomini che non servono a nessuno

non arrenderti
perché hai amici
non arrenderti
non sei l’unico
non arrenderti
non c’è nessuna ragione di vergognarsi
non arrenderti

hai ancora noi
non arrenderti adesso
siamo fieri di chi sei
non arrenderti
sai che non è mai stato facile
non arrenderti
perché credo che c’è quel posto
c’è quel posto dove apparteniamo

Assurda beffa del destino

Il 22 gennaio 2012 scrivevo un post intitolato "che bella vita".
Per un'assurda beffa del destino un anno dopo, nella stessa data, mi sono operata per cercare di asportare un tumore che ha seriamente minato quella "bella vita" ed è arrivato con il chiaro intento di distruggere proprio la mia "bella vita".
Oggi a distanza di quattro giorni, sono qui stesa sul divano di casa nostra, che tento di riprendermi da un intervento lungo, doloroso e difficile, che tento di capire dove sono e cosa mi aspetta, che tento faticosamente di rimettere insieme i pezzi di questa ex "bella vita", e di giocare come in un "puzzel", (come dici simpaticamente tu), a riorganizzare un'immagine che assomigli a quella originale...