lunedì 28 gennaio 2013

Futuro, presente, passato...

Non riesco a fare programmi, a pensar al domani, ad immaginare il futuro.
Forse è normale che sia così, forse è troppo presto.
Ma questa nuova cosa di me non può non stupirmi.
Il pensiero della prossima estate mi atterra.
Ripenso a quando a fine stagione ti ho comprato un sacco di bei vestiti, ricordo bene che non vedevo l'ora di vedereteli indossare e cercavo di immaginari con un anno in piú...
Ora l'immagine di quei vestiti nell'arma dio mi intristisce.
Ma il guaio è che il presente mi spaventa...
Credo di aver finalmente capito perché spesso mi ritrovo a pensare al passato, a com'era...

Pioggia di numeri


Sono tre settimane oggi.
Ormai il tempo lo conto così, da quella telefonata, da quel giorno, da quel momento esatto in cui tutto è cambiato.
A quest'ora tre settimane fa ero appena entrata nell'incubo e già mi sembrava di impazzire.
Non sapevo ancora esattamente che cosa mi aveva colpito e cosa avrei potuto e dovuto aspettarmi... (questo non è certo nemmeno ora), ma mi sentivo assolutamente persa.
Oggi ho parlato con diversi medici alcuni fra i migliori nel loro ramo, ho subìto diverse visite, affrontato una risonanza magnetica, scoprendo a sorpresa di essere pesantemente claustrofobica e superato un "delicato" intervento chirurgico, che avrebbe anche potuto lasciarmi con mezza faccia completamente paralizzata, ma fortunatamente anche se ora sono tutta storta, almeno il nervo facciale è salvo.
Sono passate tre settimane ma è come se fosse trascorsa una vita intera.

... ora il tempo lo conto così...


Sono tre settimane oggi.
Ormai il tempo lo conto così, da quella telefonata, da quel giorno, da quel momento esatto in cui tutto è cambiato.
A quest'ora tre settimane fa ero appena entrata nell'incubo e già mi sembrava di impazzire.
Non sapevo ancora esattamente che cosa mi aveva colpito e cosa avrei potuto e dovuto aspettarmi... (questo non è certo nemmeno ora), ma mi sentivo assolutamente persa.
Oggi ho parlato con diversi medici alcuni fra i migliori nel loro ramo, ho subìto diverse visite, affrontato una risonanza magnetica, scoprendo a sorpresa di essere pesantemente claustrofobica e superato un "delicato" intervento chirurgico, che avrebbe anche potuto lasciarmi con mezza faccia completamente paralizzata, ma fortunatamente anche se ora sono tutta storta, almeno il nervo facciale è salvo.
Sono passate tre settimane ma è come se fosse trascorsa una vita intera.

Una piccola grande infermiera

Mi porti i libri che ti chiedo, mi avvicini la bottiglia dell'acqua, mi metti sotto le coperte il tuo "guinguino" (pinguino) di peluche per farmi dormire tranquilla, mi spegni la luce (la riaccendi ogni tre secondi ma questo non importa), mi dici sogni "d'oio", torni a controllarmi e mi chiedi se ho dormito bene, mi offri improbabili arance di plastica... 
In assenza di papà ti stai comportando da bimba grande: non hai fatto capricci, hai rispettato senza fare storie anche la regola del "solo un'ora di televisione", mi hai ricordato che dovevi fare la pipì, hai messo a posto i giochi prima di prenderne altri nuovi...
Brava Alice! 
La prima cosa che hai chiesto in regalo a "Babbo Natale" quest'anno è stata la valigetta del "dottoje", ultimamente dici che vuoi fare il dottoje dei bimbi o degli animali (hai ancora le idee un po' confuse...), ma una cosa é certa: sei proprio una brava infermiera!

Se ne uscirò scriverò un libro...

Cara figlia mia, non so ancora come sto e cosa mi aspetta e l'assenza di certezze, il bisogno di conferme, sono le cose che più mi destabilizzano in questo strano momento della mia vita.
L'ottimismo a trecentosessanta gradi di chi mi circonda e mi vuole bene, mi innervosisce, mi spaventa e mi ricorda terribilmente quel maledetto ottimismo di prima, quando ero "ridicola e forse anche paranoica", perché mi ero convinta di avere un tumore in faccia... Peccato che poi avessi ragione io...
Vorrei stare ferma con quel poco e quel molto che ho in mano prima di sventolare felice una bandiera di una vittoria che ancora non sono certa di avere raggiunto.
Non sono pessimista.
Non lo sono più almeno.
Non dico "sicuramente sto morendo", ma dico non so ancora se sono "in salvo" e riesco con immensa fatica anche a dire "se ne uscirò scriverò un libro..."

Umore in caduta libera

È l'unica cosa che riesco a fare come prima, anche se con toni decisamente diversi: scrivere...
Mi aiuta a mettere fuori quel pesante macigno che alberga dentro di me da tre settimane e a liberare i miei pensieri silenziosi e imprigionati.
Mi aiuta a sciogliere un po' di quella paura che come una morsa mi schiaccia al suolo e opprime il mio respiro, fino a soffocarlo.
Mi aiuta a comunicare con amici vicini e lontani, persi e ritrovati, nuovi e rinnovati, uguali eppure diversi.
Mi aiuta a raccontarti e spiegarti questa nuova mamma, diversa dentro e fuori.
In molti forse si sono chiesti perché scrivo... Ecco alcune delle ragioni per cui dedico parte delle mie deboli energie a questa attività.
E mentre il mio corpo accenna fragili segnali di guarigione, il mio umore oggi é in piena caduta libera...

domenica 27 gennaio 2013

Una mamma diversa

La chiara che in molti ricordano: divertente, amorevole, sveglia... non c'è più... Ora c'è n'è un'altra, molto diversa, più silenziosa, un po' per scelta un po' per necessità... impaurita, ansiosa, nervosa, triste, pensierosa...
Io per prima faccio fatica ad adattarmi a questa nuova me, a rassegnar i a questa versione ancora poco definita, ma non ci sono molte alternative Alice.
So che anche tu a volte sei perplessa di fronte a questa mamma "strana", che il nuovo anno purtroppo ti ha regalato. Una mamma che ti sorride poco e quando lo fa ha la bocca storta, che si arrabbia facilmente, che non cucina quasi più, che non ha molta pazienza e che spesso sta male e ha bisogno di riposarsi. 
Ti vedo sai quando mi arrabbio che mi guardi preoccupata e poi facendo anche segno con la manina, mi dici di stare calma, me lo ripeti due o tre volte e poi mi chiedi "ti sei calmata?"...
Amore mio... Come ti ho detto ieri, quando sarai grande capirai tutto questo che oggi stai subendo.