lunedì 3 giugno 2013

E all'improvviso tu...

E all'improvviso tu in una sera in cui siamo da sole noi due, dopo che anche il tuo amico Giacomo è andato a casa, mentre ti sto cercando di mettere in pigiama mi dici che quando io vado all'ospedale tu verrai con me e mi starai sempre accanto e mi terrai la mano... Ed io dopo aver ascoltato le tue parole,  già commossa per il pensiero, ho tentato di rassicurarti dicendoti che non andrò all'ospedale. Ma tu allora mi hai guardata seria, triste e preoccupata e mi hai detto: " ma io quando tu sei andata all'oppedale per la bua nella guancia non sono stata con te!" Io a quel punto ti ho abbracciata forte e ti ho detto che tu c'eri, eri sempre nel mio cuore e poi ti ho ricordato che sei venuta a trovarmi e che insieme, in ospedale, abbiamo giocato, chiacchierato e anche mangiato. Tu mi hai sorriso e poi perplessa mi hai detto: "ma quetta guancia non è tonnata come l'attra... (ma questa guancia non è tornata come l'altra...).
Dopo qualche secondo di esitazione ti ho risposto semplicemente: "no amore, hai ragione, la guancia della mamma non è tornata come l'altra e non tornerà mai più come l'altra, ma anche se è diversa non ti devi preoccupare, è guarita, la mamma non è più malata, stai tranquilla."
Poi ho pensato che chissà qua te paure hai ancora dentro di te per questa malattia che ti ha rubato un pezzo della tua mamma....

I misteri dei giochi e i giochi misteriosi

Oggi parliamo dei giochi, di quelli che scompaiono nel nulla e nessuno sa se riappariranno mai... 
Mettendo in ordine fra i tuoi numerosi giocattoli ho realizzato che mancano mandarini, limoni, mele, pere e banane, naturalmente finti, e mancano le candeline e le decorazioni della torta di legno, e manca qualche abito delle principesse... Il mistero i giochi dispersi chissà dove...
Ma oggi parliamo anche di giochi misteriosi, di quelli che hai fatto con Giacomo, mentre seduti vicini vicini su due poltroncine affiancate vi sussurravate cose che sentivate solo voi due, intervallate da qualche "d'accordo" pronunciato con tono più udibile... Giochi misteriosi dai quali noi mamme eravamo evidentemente tagliate fuori...
E prima di chiudere la giornata, parliamo anche del gioco del dottore, che mi sembrava un po' presto per cominciare a farlo, ma stasera ho visto che tu e Giacomo vi siete divertiti tanto, anche se bisogna dire che nel vostro modo di giocare c'era tanta professionalità e nessuna malizia! Guacomomha addirittura indossato camice e occhiali per essere più credibile!!!

Ogni cosa al suo posto

Oggi ho deciso di mettere ordine fra i tuoi giochi, prima di essere sopraffatta dal disordine che granata assolutamente sovrano. Ho fatto un enorme mucchio sul divano e ho diviso le cose: i peluches nel bidone rosso, i "gioielli" e i prodotti per la cura personale nel beauty rosa, i pupazzi più piccoli nella scatola di latta dei sette nani, la frutta, i generi alimentari e le stoviglie nella cucina, i vestiti delle bambole nel bauletto trasparente, gli animali di gomma nello zainetto di plastica, i lego nella scatola, i giochi di legno, ognuno nella sua confezione, i libri nei vari ripiani della libreria, le bambole suddivise: qualcuna nella culla di vimini, una nel seggiolone, una sul suo triciclo, un'altra nel passeggìno... Insomma ogni cosa al suo posto...
Una sola domanda resta alla fine di questo lavoro immane: quanto durerà?

Ognuno parla la sua lingua

Trovare un piccolo merlo caduto dal nido, mi fa prima ritornare bambina e poi risveglia in me l'istinto materno e la voglia di accudire e in te una domanda subito si affaccia prepotente: "mamma pecchè no palla?" 
Dunque Alice, mi sembra opportuno doverti dare alcune fondamentali spiegazioni.  Il fatto che nel cartone animato di Peppa Pig tutti gli animali parlino, non significa che sia così anche nel mondo reale... 
E oltre tutto non puoi pensare di fare dialogo anche con un povero piccolo merlo spaventato e frastornato....

domenica 2 giugno 2013

Una bella festa

... e sulle note della canzone "tanti auguri a te" cantata da tutti in onore della tua amichetta "kimbelly" che oggi ha fatto la festa per i suoi tre anni, io mi sono commossa... Guardavo gli occhi di Kimberly pieni di gioia, guardavo te felice per la tua amica e non sono riuscita a trattenere l'emozione.
È stata una bella festa e noi tanto per non passate inosservati, siamo arrivati vestiti da famiglia pig, ognuno con la sua maglietta del personaggio che meglio lo rappresenta...
Eh sì Alice, ti sono toccati i genitori burloni, però devi ammettere che ti divertì con noi!

Una domenica strana

Una domenica strana quella che sta per finire, in cui papà è dovuto andare a lavorare in mattinata e io ne ho approfittato per fare dei disegni con il panno lenci sulla tua felpa. Una domenica in cui ho attivato la parte creativa e disattivato il cervello. Una domenica in cui tu, perdutamente "innamorata" della tua nuova cassa come quella dell'"ipei", mi hai permesso di ideare, tagliare e cucire, senza fare troppi capricci, mentre tu, seduta di fronte al "registratore di cassa" facevi conti, strappavi scontrini, davi resti e passa i carte di credito... Sarà che tu continui a dire che vuoi fare la dottoressa, ma mi sembra che il "labojo" (lavoro) della cassiera ti prenda un bel po'!

sabato 1 giugno 2013

Nonni

Ieri dai nonni di Ravenna, oggi, da quelli di Vicenza: in questi due giorni i nonni l'hanno fatta "da padroni" e tu hai un po' appagato la tua insaziabile voglia di nonni. 
Hai giocato con la nonna Alba, mangiato a tavola con nonno Mario che ti faceva i giochini, hai dormito nel letto che è stato della mamma e poi... Qualche ora di viaggio, un concerto e ti sei magicamente ritrovata a casa degli altri nonni. Ti sei risvegliata stamattina e subito sei corsa a dare il buongiorno alla nonna Maria, direttamente dal bagno, a culo nudo, senza nemmeno metterti le mutande, sei sgattaiolata via felice perché secondo me subodoravi la presenza di un regalo per te, e così é stato.
Una mattina a passeggio con i nonni per le strade della città dove è nato e cresciuto il tuo papá e poi il pranzo tutti insieme.
Ti piacciono i tuoi nonni, tutti e quattro, senza preferenze ed io ne sono contenta. 
Oggi pensavo che sei davvero una bambina fortunata ad avere ancora tutti e quattro i tuoi nonni.
È vero è sempre difficile conciliare i nostri impegni e la distanza e anche per questo le "gite" dai nonni non sono mai facili e leggere ma vedere i tuoi occhi che brillano di felicità mi ripaga del sacrificio fatto.
Però stasera che stanchezza!!!