giovedì 3 ottobre 2013

Ops... Tu non ci sei!

Scena di oggi: mentre tu eri a scuola io sono andata a fare la spesa e quando sono rientrata a casa, dopo aver scaricato la macchina ho istintivamente aperto lo sportello posteriore della macchina e per un attimo, non vedendoti seduta al tuo solito posto, mi sono spaventata...
Troppo abituata ad averti con me non mi aspettavo di non trovarti alle mie spalle...

mercoledì 2 ottobre 2013

Conversazione fra amichette

Stasera mentre eravamo nel lettone abbiamo prima telefonato e poi videotelefonato alla tua amichetta Matilde. È stato estremamente buffo e anche un po' emozionante sentirvi chiedere come era andata a scuola, ascoltare la vostra conversazione che era lo specchio della vostra vita di treenni. 
Grazie a mamma Virginia che ha avuto questa bella idea che ha sicuramente movimentato la serata e ritardato l'orario della nanna... davvero un bel momento!

Pizza a domicilio

Stasera abbiamo ordinato la pizza a casa per tutti, anche per te. Hai mangiato la tua prima pizza a casa nel cartone, presa con le mani. 
Devo dire che ti è piaciuta un bel po', te la sei mangiata praticamente tutta!
Devo dire che mi è piaciuto un bel po' questo momento di famiglia dal sapore tipicamente casalingo!

E poi arrivano le lacrime...

TE poi mentre stai ancora cercando una stoffa che sia il più uguale possibile all'abito che fra meno di trenta giorni ti verrà consegnato, entri in un negozio dove non vai da almeno quattro anni e nonostante la buona volontà del titolare non riesce a trovarti la stoffa del colore che cerchi, ma ti fa parlare con una giovane signora che fa abiti da sposa e lei ti piace, le spieghi il tuo problema e lei ti rasserena e tu capisci che forse lei ti potrebbe aiutare.
Quella è proprio la persona che vorresti facesse il tuo abito, diretta, decisa, convinta e convincente, una che si vede che sa quello che fa.
E poi quando ti senti troppo stanco e il pensiero di ricominciare a cercare il tuo abito da sposa ti sembra proprio per un brutto "scherzo" al quale non eri preparata, ti viene in mente quel vestito che ti era piaciuto davvero tanto e che avevi visto in internet troppo tardi, giusto due giorni dopo aver prenotato il tuo... E cominci a cercarlo senza speranze, non ricordi il nome, la marca e nemmeno come c'eri arrivata... Ti metti a navigare e dopo pochi istanti riconosci il nome della marca fra tutte quelle che ti vengono proposte e navigando navigando improvvisamente sullo schermo del tuo IPad appare lui in tutto il suo splendore, esattamente come lo ricordavi e così come quel giorno in cui lo hai visto per la prima volta resti incantata a guardare quella foto. 
Quello è esattamente l'abito da sposa che avresti voluto, e il vestito che ti vedi adatto e che avevi sempre immaginato.
E poi dopo alcune ore torni in quel negozio, cerchi quella giovane donna, le fai vedere quella foto, le chiedi se lei sarebbe in grado di rifare quel vestito e di farlo anche per tua figlia e lei prende un pezzo di carta e fa subito uno schizzo, qualche piccola variazione e tu pensi "come ha fatto a leggere nei miei pensieri?" E subito le dici "è lui, è il mio abito, l'ho trovato!"...
E poi le chiedi il costo immaginando una cifra assurda e improponibile... E invece capisci che forse si può fare...
E poi parli con papà e lui dice che secondo lui si può fare... E tu torni da Elena, così si chiama e lei ti prende le misure e tu ancora non ci credi...
E poi tornando a casa pensando che quello sarà davvero il tuo vestito non riesci a trattenere la commozione, ti immagini lì dentro e scoppi a piangere e sei emozionata come una bambina a Natale...
Ora so che quando avrò addosso quell'abito e tu un abito come il mio non solo avrò realizzato il mio desiderio di essere vestite uguali, ma sarò finalmente pronta anche io "pè posammi" (per sposarmi).


Questo matrimonio non s'ha da fare...

Quando abbiamo deciso di sposarci poche cose avevo assolutamente chiare: non volevo i tipici stress da preparativi, non volevo spendere una cifra assurda per un vestito che avrei indossato un paio d'ore e volevo che il tuo abito fosse assolutamente uguale al mio. Su tutto il resto sapevo che avrei potuto cedere a compromessi.
Poi una volta entrati nella fase calda dei preparativi gli imprevisti hanno cominciato ad arrivare come le api attirate dal miele...
Prima l'agenzia che sta organizzando il viaggio ci ha proposto un cambio data con l'aggiunta di un giorno, e quando eravamo riusciti ad organizzarci spostando la prenotazione della notte che passeremo a Londra l'agente ci ha comunicato che il cambio non era più possibile e fortunatamente siamo riusciti ad annullare il cambio data per l'albero inglese senza aggiunta di spese.
Poi è arrivato l'agognato momento fedi, rovinato dal negozio dove hanno deciso di portarci i nonni, una gioielleria che puzzava di antico e che sembrava un negozio prossimo al fallimento dove io da sola (papà è stato trattenuto fuori dal negozio da una telefonata giunta proprio nel momento inopportuno...) ho potuto scegliere il modello della fede fra "ben" tre tipi diversi (non ne avevano altri...). Per fortuna volevo un modello classico ma certo loro non mi hanno invogliata... e sono uscita dal negozio piuttosto depressa.
Quando ormai pensavo di aver superato tutti gli ostacoli e stavo solo aspettando la consegna del mio abito e la preparazione del tuo, ecco che l'ennesimo disguido è arrivato puntuale e fastidioso. Ieri sono venuta a sapere che il tuo abito non potrà essere nemmeno lontanamente uguale al mio, diverso nel colore, nel tessuto e con buona probabilità anche nel modello, immagino che potrà essere la squallida imitazione del mio, più simile probabilmente al vestito di carnevale di Cenerentola (forse tu ne sarai contenta) che al mio abito da sposa...
Ecco cosa succede a fidarsi delle persone e del buon nome di un'Atelier...
Ora ovviamente a meno che io non voglia rassegnarmi a questo indesiderato cambio di programma, mi devo dar da fare in prima persona per trovare un'alternativa valida...
E mentre tu già da alcuni giorni continui a ripetere che sei "ponta pe sposatti" io continuo ad essere sempre meno pronta e come se non bastasse ora sono di nuovo in mutande...

martedì 1 ottobre 2013

Messaggio non proprio subliminale

Tu ed io questa mattina ci siamo salutate dopo che ti ho accompagnata a scuola e per il secondo giorno consecutivo non hai pianto ed io sono stata molto orgogliosa di te.
Tu ed io oggi pomeriggio siamo andate a danza e tu sei stata felice di andarci ed io di accompagnarti.
Tu ed io oggi siamo andate a parlare con la sarta che dovrebbe fare il tuo vestito da "sposa".... ed è stato un vero disastro.... Mentre andavamo in macchina hai fatto un sacco di capricci non permettendomi di dire nemmeno una parola alla signora del negozio di abiti da sposa che gentilmente ci ha accompagnate. Hai cominciato a fare le solite domande a raffica studiate apposta con l'unico obiettivo di accentrare l'attenzione su di te e se non ti rispondevo continuavi alzando sempre di più il tono. Sei stata fastidiosa e imbarazzante come poche volte. 
Una bambina antipatica e maleducata in questo ti sei trasformata oggi!
Poi arrivate a casa dopo essermi arrabbiata non poco si è fatta l'ora di andare a nanna e tu come ogni volta che sai di averla fatta grossa hai cominciato a piagnucolare che volevi qualcuno lì con te. Sono venuta io per lasciare un attimo di tregua a papà e tu hai cominciato un discorso partendo da mooolto lontano...
"Mamma tu quando io eo piccola mi accende i la musica pe dommie?"
"Si Alice il carillon."
"E poi io dommivo?"
"Si"
"Ma no piangevo?"
"Quasi mai"
"Nemmeno se facevo butti sogni?"
"Si se facevi brutti sogni piangevi"
"E tu mi pottoavi nel lettone?"
"Si"
"E poi dommivo e no piangevo più?"
"Esatto!"
"Mamma... Anche adesso ho fatto un butto sogno io..."
Credo di aver capito Alice il tuo messaggio nemmeno troppo subliminale!

Risposte inquietanti...

Dopo mesi di questa quasi full immersion nel "osa", la domanda ieri ad un certo punto si è affacciata nella mia mente e quando ti sei svegliata mentre tagliavo e cucivo la tua nuova borsa Pepposa ho deciso di fartela: "Alice ma ti piace la Peppa perché è rosa o ti piace il rosa perché è il colore della Peppa?"... E tu a quel punto dopo un attimo di riflessione mi hai risposto: "mi piace il osa pecchè è il coloe Peppa!"...
Che dire forse speravo nell'altra risposta...