giovedì 4 settembre 2014

Con cosa dormivi mamma?

Oggi mentre sedute sul letto in camera tua leggevamo insieme per la seicentesima volta lo splendido libro "che cos'è un bambino?", quando siamo arrivati al punto del bimbo che dorme col "cane giallo" tu mi hai chiesto con quale pupazzo dormivo io quando ero piccola. Io ti ho raccontato allora che a me piaceva dormire con in mano un fazzoletto di cotone verde perché poi guardavo la luce che filtrava attraverso la stoffa e mi io aveva il colore che assumeva. Eh sì Alice, io dormivo con una luci a in camera... Tu allora mi hai chiesto di vedere quel fazzoletto e io che proprio non so dove sia finito ti ho detto che forse è a casa della nonna Alba. A quel punto tu mi hai detto se la prossima volta che andiamo a trovarla lo cerchiamo,perché vorresti portarlo qui e ogni tanto dormire col fazzoletto verde fra le dita... Sai una cosa Alice? Se sapessi dov'è sarei felicissima di regalartela per farti fare solo bei sogni!

Vivere con una quasi quattr'enne significa anche...

Vivere con una quasi quattr'enne significa anche:
1) accettare l'idea che lei sa di principesse più di quanto tu ne possa sapere di qualsiasi altro argomento;
2) cominciare seriamente a pensare che salti e balzelli potrebbero realmente essere un nuovo modo per spostarsi, perfettamente sostituibile all'obsoleta camminata;
3) condividere il divano e non solo quello con svariati personaggi (oggi al mio fianco Alice nel paese delle meraviglie e un ippopotamo);
4) imparare che dopo cena è ammesso che la televisione trasmetta solo cartoni animati, di telegiornali non se ne parla per ancora svariati anni;
5) ricordarsi che i bambini osservano e imitano per io se tu hai mal di testa lei avrà mal di testa, se tu dici una parolaccia, nel presto lei la ripeterà...
6) rispondere a domande assurde nella speranza di esaudire la sua curiosità e anche le domande...
7) rassegnarsi all'idea che tu per lei sei soltanto una sosia di "mamma Pig" e pertanto si aspetta che cominci a saltare nelle pozzanghere di farlo;
8) non spaventarsi se nel cuore della notte uno dei suoi innumerevoli bambolotti parlanti inizia autonomamente a dire qualcosa...
9) non spaventarsi se nel cuore della notte a causa di un non ben definito "brutto sogno" si trasferisce nel tuo letto in compagnia dei suoi inseparabili "pupini";
10) sperare di vederla arrivare nel cuore della notte perché sai che dormire abbracciata a lei è un privilegio "a tempo" e ben presto sarà lei a non voler più stare nel letto con te;

mercoledì 3 settembre 2014

Periodo di check up

Periodo di check up, piccoli grandi controlli in vista per me. 
Acciacchi nuovi e vecchi che si affacciano giusto all'inizio di questo inverno che è alle porte!
La mia voglia è pari a zero e ho rimandato fino a quando è stato possibile farlo ma ora non posso poi posticipare con la scusa che rimando a settembre. 
Settembre è arrivato...

Noioso come una Mosca moltiplicata per sei!

Ieri pomeriggio nelle ore in cui sono stata a casa sono stata tormentata da un paio di mosche che avevano deciso di ronzarmi attorno fastidiosamente. Ho tentato di eliminarle ma senza impegnarmi più di tanto e il risultato è stato di netta vittoria per loro ai miei danni.
Oggi però quando mi sono messa sul divano mentre tu dormivi ho deciso che non sarei stata lì a sopportare di nuovo le malefiche mosche e al primo fastidioso ronzio ho aperto la caccia!
Pensavo fossero due. Dopo averne ammazzate già tre ho visto volare la quarta. Io sono una schiappa e poi senza schiaccia mosche era davvero una lotta impari. Dopo svariati tentativi ho fatto secca anche la quarta e mi sono seduta e rilassata. Ma non avevo ancora tirato un sospiro di sollievo quando ecco la quinta mosca svolazzarmi intorno!!! E poco più tardi quando davvero pensavo che la caccia fosse finita ecco anche la sesta!
Ma che oggi vi siete date appuntamento tutte qui???

Ricordi da dimenticare...

... e poi mentre sono lì nella sala d'attesa della segretaria del medico per ritirare una ricetta ecco che vedo uscire una donna da un ambulatorio. Sembra avere circa la mia età, procede con la testa bassa e il passo veloce. Io la guardo senza soffermarmi ma poi mentre si allontana sento i singhiozzi e la vedo che aspetta l'ascensore asciugandosi le lacrime mentre una donna le si avvicina e tenta inutilmente di consolarla...
La mia mente corre veloce indietro nel tempo, è impossibile fermarla e va diretta a a quel lontano ma ancora troppo vicino 7 gennaio, a quella telefonata, a quei primi incontri confusi con i medici, forse anche loro più confusi di me, allo stordimento di quegli istanti, a quella tromba delle scale troppo bassa per farla finita, a quel senso di vuoto, a quella paura...
Quelle immagini scorrono davanti ai miei occhi senza sonoro mentre impietrita guardo l'ascensore che nel frattempo si è già richiuso ed è già ripartito per il suo breve viaggio.
Ecco questo è uno dei tanti motivi per cui detesto andare dai medici, nelle sale d'attesa incroci il dolore, ti scontri con la sofferenza e a volte respiri quell'aria ghiacciata che trasporta in se un presagio di morte.

Una mattina di pioggia

Metti una mattina di pioggia, una delle tante di questo periodo decisamente troppo piovoso e prendi una bimba di quattro anni e dopo averle fatto indossare una giacca impermeabile assolutamente uguale a quella della sua mamma e rigorosamente rosa (tu stavi anche bene io sembravo definitivamente mamma Pig), falla uscire a fare una passeggiata. 
Avrai così l'occasione di vedere una bambina felice di poter camminare sotto la pioggia con tanto di cappuccio rosa in testa e ancora più contenta di poter guardare il mondo attraverso il suo ombrellino di plastica trasparente, ovviamente con l'immancabile Peppa Pig!
Perché i bambini hanno l'impagabile capacità di trasformare un disagio in un momento di puro divertimento!

Esperienza e memoria...

Tornavamo a casa insieme in macchina oggi quando tu, non ricordo nemmeno il motivo, mi hai fatto notare che hai più memoria di me. 
Allora io ti ho risposto che era perché tu eri più giovane.
Tu a quel punto mi hai ovviamente chiesto se ero vecchia e io dopo un attimo di esitazione ti ho detto che sono di "mezza età". Una risposta del cavolo, lo so, ma è L'unica che mi è venuta in mente!
Poi ti ho spiegato che i giovani hanno più memoria e gli anziani hanno più esperienza e tu piuttosto incuriosita da questo concetto hai fatto diverse domande e poi mi hai detto felice "ho capito!
Io sono giovane e ho tanta memoria, anche molta più di te e papà! E poi ho anche tanta esperienza ma solo in una cosa, sai cosa mamma?". In effetti no... Non riuscivo davvero a pensare in cosa tu potessi avere tanta esperienza... Era il "tanta" a mettermi in confusione vista la tua giovane età!
"Nel fare le collane e i braccialetti! Ormai ho esperienza...".
Se lo dici tu Alice...