mercoledì 4 febbraio 2015

E dentro cosa ci metti?

Cara Alice come ti ho spiegato oggi io sono decisamente una donna anomala. Le "femmine" di essere umano solitamente adorano comprare borse che poi cambiano così con la facilità e la frequenza con cui cambiano il menù per la cena. Io sono non amo comprare borse e di solito quando me ne regalano una (quelle due/tre che ho me le ha comprate tuo padre) la uso fino a quando non è finita o fino al regalo successivo. 
Questa mattina però sono uscita con il chiaro intento di fare danni e con il supporto morale di un'amica ne ho comprate addirittura due!
Una piccola, diciamo più elegante anche se definirla elegante mi sembra un paradosso visto il modello "a bauletto" e la seconda direi che é invece una borsa per tutti i giorni, una borsa di quelle che piacciono a me, comoda e capiente.
Soddisfatta appena tornata a casa ho spostato tutte le mie tante, troppe cose da una borsa all'altra e l'ho immediatamente messa in uso. 
Quando sono venuta a prenderti a scuola ho voluto subito condividere con te il mio acquisto e tu dopo averla guardata spalancando immensamente gli occhi con la tua tipica espressione di stupore mi hai detto: "e dentro questa cosa ci metti?". Ho sorriso pensando che nella tua immaginazione da bambina dentro ad una borsa diversa ci vanno cose diverse e ti ho semplicemente risposto "le stesse cose, elencncando il contenuto: i fazzoletti di carta, le chiavi, il telefono, il portafoglio, gli occhiali..."

Felice di essere mamma h24

E poi ci sono madri che come me non lavorano ma che di mattina restano a letto fino alle undici e poi si alzano e vanno a prendere il caffè al bar, mente i mariti accompagnano i bambini a scuola prima di andare a lavorare e quando tornano portano pure la spesa a casa, ma sono comunque sempre stanchissime...
E ci sono quelle che sono circondate da uno stuolo di amici e parenti che le supportano nella gestione dei figli "perché poverine..." e hanno sempre qualche migliaio di motivi per essere "poverine" e necessitare di tutto l'aiuto dell'intera comunità.... 
E poi ci sono anche quelle che si arrabbiano con i nonni perché oggi come oggi pare impossibile crescere un figlio se non hai almeno qualche nonno a disposizione da gestire a tuo piacimento per coprire le tue necessità.
E in mezzo a tutte ci sono anche mamme come me che certo è vero, non lavorano, non hanno un cartellino da timbrare, ma non hanno nemmeno un marito a casa che fa il maggiordomo tutto fare o dei nonni che le aiutano, se mai sono loro ad aver bisogno di aiuto. Mamme che fanno "solo" le mamme ma che ti assicuro Alice, sono felici di avere il privilegio di poterlo fare. Mamme che non aspettano con ansia l'inizio dell'anno scolastico per scaricarsi del peso dei figli, mamme che anzi si divertono quando hanno l'opportunità di passare del tempo con la propria bambina. Mamme che non hanno i nonni che arrivano a casa ad aiutarle appena alzano il telefono ma che da oltre quattro anni sono sole fino a quando ogni sera non rientra papà.
E non è affatto vero che quello di mamma a tempo pieno è un ruolo facile da gestire perché ho ben in mente il ricordo di quanto sia stato difficile fare la mamma quando ho saputo di avere il cancro e temevo di non vederti crescere... 
Eppure Alice sono sopravvissuta felicemente a questo ruolo di mamma h24 che è sempre più raro da trovare e stamattina mentre ti accompagnavo a scuola, guardando quel papà che sotto la pioggia caricava in macchina la sua bimba e vedendo quella finestra chiusa ho immaginato quella mamma che preferisce restare sotto le coperte piuttosto che accompagnare a scuola sua figlia e ho pensato che non sa cosa si perde...

Cambio di programma

Dopo aver trascorso gli ultimi anni della mia vita a cercare di non condividere le mie difficoltà e i miei problemi con la mia famiglia di origine, per preservare loro da preoccupazioni e dispiaceri e anche per preservare me dal loro malsano e pessimistico modo di affrontare le situazioni, oggi ho capito che forse ho sbagliato tutto.
Ho sbagliato perchè ai loro occhi sono diventata la figlia cattiva, quella a cui va tutto bene ma che li va a trovare poco, quella che non ha mai nessun problema ma che vive solo di viaggi e di vacanze, quella più fortnata che è stata beneficiata da tutte le gioie della vita. E mentre io combattevo senza di loro le mie guerre, mentre mi leccavo le ferite nel silenzio della mia casa con accanto solo mio marito, mia figlia e pochi altri... loro ignari puntavano il dito contro quella figlia che si era prima allontanata e poi dimenticata di loro.
Eh già, perché se a me anni fa è stato intimato da mio fratello di imparare a gestire i miei problemi senza inutilmente appesantire le spalle dei miei anziani genitori, se io ho ascoltato e imparato questa lezione di vita e l'ho fatta mia, gli altri non sono stati in grado di fare altrettanto e quindi sono sempre giustificati nelle loro assenze, sempre perdonati per le loro mancanze, sempre scusati per quello che non riescono a fare. Perché se non telefonano è perché hanno una visita medica, se non li possono accompagnare da qualche parte è perché hanno i brividi di freddo che certamente sono un sinistro presagio di qualche malattia, perché se hanno mal di testa diventa un'emicrania cronica, e una banale visita dal dentista ecco che facilmente si trasforma in un esame specialistico...
E quindi ci sono figli che collezionano medaglie perché riescono a fare una telefonata nonostante quel fastidioso brufolo nel cu... sedere ed altri che a parte una figlia da crescere e una famiglia da portare avanti non hanno assolutamente niente da fare e potrebbero essere sempre in prima linea e invece siccome sono cattivi, non si vedono mai...
Ecco Alice, in certi giorni come oggi, penso che sono contenta di avere avuto solo una figlia perché almeno sono certa che non farò differenze, non userò due metri e due misure e non avrò atteggiamenti diversi nei loro confronti.
Per quanto mi riguarda so che ormai ho conquistato di diritto il ruolo di "pecora nera" e di certo non migliorerò il mio status, ma credo che comunque da oggi mi risparmierò la fatica di simulare naturalezza e di rispondere sempre che va tutto bene anche quando non c'è davvero nulla che va bene!
Eh già... Perché mentre mia madre mesi fa si preoccupava della candela al naso di uno dei miei fratelli e faceva una crocetta nera accanto al mio nome che alle nove di mattina ancora non avevo fatto la mia prima consueta telefonata quotidiana, forse io stavo entrando in sala operatoria dopo aver saputo che quel piccolo cuoricino aveva smesso di battere...

martedì 3 febbraio 2015

Comunicare senza parlare

Anche stasera tu hai sentito il mio desiderio, hai fatto tuo il mio bisogno e hai letto il mio pensiero.
Anche stasera tu ed io abbiamo comunicato senza bisogno delle parole.
Io ero nella mia camera da sola sul mio letto che cercavo di rilassarmi e pensavo che avrei voluto tanto averti al mio fianco.
Tu eri nella tua camera da sola sul tuo letto che cercavi di addormentarti e mi aspettavi per il consueto saluto prima della nanna.
Io sono venuta da te e dopo qualche qualche coccola tu mi hai detto "avrei proprio voglia di addormentarmi nel lettone con te...".
Io allora con uno sguardo complice ti ho sorriso e mentre ti accarezzavo la guancia ho pensato che non sapevo come chiedertelo eppure tu mi hai dimostrato che era semplicissimo da fare: bastava dirlo!
Poi di soppiatto in silenzio siamo passate davanti alla porta del bagno e mentre papà preso dalla lettura del suo libro non si accorgeva assolutamente di niente, noi siamo sgattaiolate sotto il cielo stellato che è disegnato sulle lenzuola del lettone.
Più tardi mentre tu già dormivi abbracciata a me io ho sghignazzato immaginando la sua faccia stupita quando l'ho visto passare per venirti a cercare nel tuo letto...
Grazie Alice i tuoi abbracci sono sempre una cura per l'anima.

Solo una settimana....

Solo una settimana
Una settimana in pace, senza visite mediche, senza controlli, senza esami da fare o da ritirare, senza medicine, senza lastre, senza ecografie, senza tac, senza terapie, senza attese stressanti, senza convalescenze e senza referti da ritirare. 
Una settimana lontana da malattie, da medici, da ambulatori e da ospedali. 
Una settimana finalmente da persone sane.
Alla fine del periodo più stressante dell'anno, quello dei miei controlli, sento l'assoluta necessità di staccarmi da tutto ciò è di vivere in maniera leggera e spensierata i miei giorni.
Questo dicevo l'altro giorno a tuo padre Alice, con la rabbia di chi si sente rubato del suo tempo.
Confidavo in questa settimana perché già la prossima c'è una visita in mezzo.
Già pregustavo e organizzavo una settimana all'insegna del relax, dello shopping e del puro divertimento.
Oggi avevo da poco inviato un messaggio a un'amica per organizzare la nostra mattinata quando è co squillare il telefono...
Quando ho letto che era mia madre, sapendo dell'ennesima caduta di ieri di mio padre avevo già capito che in vista c'erano solo dei guai e mentre parlavo con mia madre ho visto sfumare il sogno di una mattina lontana dai medici.
Il nonno Mario sta di nuovo andando in ospedale Alice... La terza volta in sei mesi e questa volta se l'e proprio cercata!
Mentre guido verso Ravenna dopo averti lasciata a scuola penso che io comincio davvero ad essere stanca...


lunedì 2 febbraio 2015

La mia piccola grande bimba

Ora ti accompagno a scuola, tu appena entri nella tua aula saluti la maestra poi corri felice verso le tue compagne e con naturalezza mi fai un cenno distratto con la manina, mentre già inizi a giocare con le tue amichette. A volte, non sempre, torni indietro ad abbracciarmi e a darmi un bacino, ma non è scontato, poi prima di andare via mi ricordi a che ora devo venire a prenderti e in meno di due minuti io sono già "libera".
Non una lacrima, non un'esitazione solo l'euforia per le ore di giochi spensierate che ti aspettano.
Mentre ti guardo stamattina non posso non pensare a quella bambina che entrando ho incrociato nel grande atrio. Disperata con gli occhi pieni di lacrime che cercava la sua mamma mentre la maestra tentava invano con ogni stratagemma di consolarla e di rassicurarla.
Mentre mi allontanavo stamattina non ho potuto non ricordare di quella bambina che poco più di un anno fa accompagnavo a scuola, col grembiulino bello e i capelli stretti in una morbida coda di cavallo. Non posso dimenticare la sua mano stretta forte alla mia, le sue preghiere di non lasciarla lì e la sua disperazione quando la salutavo e quasi mi sembra di risentire i suoi singhiozzi strazianti che mi accompagnavano fino all'uscita e per tutto il resto della mattina.
Anche se per me resterai sempre la "mia pupolina" che con gli occhi lucidi si aggrappava forte alla mia mano è bello Alice vedere che sei cresciuta!
  

domenica 1 febbraio 2015

L'album dei ricordi

È però... se con una bacchetta magica potessi tornare indietro farei uno splendido servizio fotografico a quella pancia enorme che ti conteneva, mi spiace non averlo fatto e avere pochissimo ricordi di quei nove mesi in cui tu ed io eravamo una cosa unica.
È però... se davvero fosse possibile riavvolgere il nastro della vita farei tante foto anche al mio volto com'era prima perché ci sono giorni in cui è davvero difficile guardarmi così ed è sempre più difficile ricordarmi com'era prima del cancro.
Oggi guardando delle splendide foto che ho visto a una bella mostra ho pensato alle foto che avrei voluto nel mio album dei ricordi e che purtroppo non ho fatto e queste riflessioni si sono unite ai tuoi ossessivi "è però..." e questo è il e risultato...