giovedì 12 febbraio 2015

Calzino ginnico

La mia passione per l'abbigliamento per te è nota da quando sei nata tu, la mia passione per i calzini, è nota da molto tempo prima. Ricordo che già da ragazzina il mio cassetto delle calze e dei calzini trabordava di paia di calzini di ogni lunghezza e colore: dai fantasmini a quelli a mezza gamba fino ad arrivare ai calzettoni lunghi, non come quelli di Pippi, ma sotto al ginocchio e fra tutti ovviamente non potevano mancare i più seri ma decisamente per niente sexy gambaletti, più o meno coprenti.
Calzini allegri, colorati, buffi, con disegnati gli animaletti, a righe o a tinta unita, con le dita separate (sì alice avevo addirittura quelli!) o classici, morbidi o in cotone, antiscivolo o semplici.
Calzini per ogni stagione e per ogni necessità.
Poi sei arrivata tu, e il mio cassetto dei calzini ha smesso di essere rimpolpato di nuovi modelli e si sono aggiunti solo quelli che potevo trovare nella doppia numerazione, per me e per te, perché la passione per avere qualche dettaglio uguale non mi é mai mancata, e nel frattempo ho cominciato a comprare calzini per te. In questi anni la mia fantasia si è sbizzarrita ed è esplosa sui tuoi piccoli piedi dove ho potuto finalmente esprimere al meglio qualsiasi mio desiderio. Dal numero 16 fino al numero 28 ti ho comprato calzini di tutti i tipi, come se tu fossi una bimba millepiedi!
Ma dopo i fantasmini che ti avevo trovato qualche mese fa, stamattina ho potuto mettere un'altra tacca nel "museo" dei calzini": i calzini ginnici! Quelli classici, di spugna, a mezza gamba, quelli perfetti da scarpe da ginnastica, quelli che papà ha in quantità industriale nella variante nera o grigia, quelli che quando ero piccola detestavo perché mia madre me li comprava tutti bianchi col bordo blu o rosso, o peggio ancora con due righe una rossa e l'altra blu! Ecco Alice questa mattina ti ho comprato i tuoi primi veri calzini da ginnastica, numero 28/31 e non potevo davvero credere ai miei occhi (e nemmeno resistere), quando li ho visti! Mi sono trattenuta però dal comprare anche la versione per me... Una confezione da addirittura tre paia!
Ma Alice, non starai davvero pensando che io ti abbia comprato degli orrendi, tristi e per nulla fashion calzini bisex, vero? Figurati se potevo avere una caduta di stile di questo genere!
Ti ho comprato sì i calzini da ginnastica, ma i tuoi sono bianchi e rosa o rosa e grigi con i cuoricini in lamé tutti "sbrilluccicosi".... Praticamente meravigliosi!
Non potevo assolutamente farne a meno e sto ancora cercando di capire come ho potuto non comprare anche quelli numero 36/40 che sui miei piedi sarebbero stati assolutamente perfetti!

Una bimba sessista

Grazie ad una geniale idea di papà che ti ha assicurato che dopo il primo taglio di capelli passerà la "fatina dei capelli" a lasciarti un regalo (da noi è già passata quella dei ciucci e stai attendendo con ansia quella dei denti che per ora, fortunatamente non accennano a dondolare), questa mattina hai deciso che puoi tagliare gli "spigoli".
In realtà quella meno convinta sono sempre io che adoro i tuoi lunghi capelli e ancora di più i tuoi splendidi boccoli, ma su di me la promessa dell'arrivo della fatina non ha avuto nessun effetto, probabilmente perché so che "la fatina" siamo papà ed io...
In ogni caso se tu sei decisa a "spigolare" i capelli io non ti convincerò certo del contrario anche se ho subito pensato "magari dopo il saggio di danza" e mi limiterò ad accompagnarti e intrattenerti. 
Il dilemma a questo punto era di decidere dove, da chi andare? 
Dalla "Giovanna" parrucchiera storica qui a Igea Marina che è quella che in emergenza sistema i miei capelli, in realtà troppo raramente e infatti si vede... o fare invece qualche chilometro in più e andare invece dal mitico Yuri, detto anche "il parrucchiere delle dive", compagno di belle serate e di tante risate quando ancor vivevo a Ravenna? Eh già perché Yuri diciamolo, per noi non è proprio a portata di mano... 
Tu ovviamente eri orientata verso la Giovanna perché sei decisamente sessista e per qualsiasi cosa che ti riguardi, che si tratti dell'insegnante di sci, della pediatra o del parrucchiere preferisci sempre confrontarti con una donna. Io ovviamente ero orientata su Yuri e ho cercato di portare anche te a scegliere lui, raccontandoti di quanto è simpatico, di come sia bravo a fare il villaggio di Natale, di quella volta che si è sgranocchiato i biscotti per cani a forma di osso e per ultima cosa, come asso nella manica, ti ho detto della sua passione per i conigli e del fatto che ne ha addirittura tre!
Purtroppo però alla tua domanda "è come si chiamano?" sono riuscita a rispondere solo in parte perché Giasone non è certo un nome facile da dimenticare... A quanto pare però, per ragioni a me assolutamente incomprensibili, il nome dei due conigli rimasti era un elemento assolutamente fondamentale per scegliere di andare a tagliarti i capelli da Yuri, così ieri sera ho provveduto a scrivergli un messaggio chiedendogli come si chiamassero. Yuri che deve aver pensato che sono totalmente pazza non ha osato contraddirmi o chiedermi spiegazioni e mi ha tempestivamente risposto "Ezechiele e Ester"... Si lo so effettivamente anche Ezechiele non era un nome che si potesse dimenticare in due e due quatto, ma la mia memoria non é più quella di un volta...
Una volta saputi i nomi la tua curiosità è stata pienamente soddisfatta e tu fortunatamente nonostante i miei timori non hai avuto bisogno di sapere altro, né il colore del pelo o tantomeno la razza... e con mia grande soddisfazione mi hai detto "va bene ci posso provare ad andare da un maschio...".
Questa mattina, mentre mi stavo organizzando per chiedere un appuntamento a Yuri già per la prossima settimana, tu dopo aver confermato che potevi provare ad andare da Yuri hai aggiunto "il prossimo anno però..."
Ho capito dopo Alice e Trilli, ti stai organizzando per vestirti da Rapunzel il prossimo carnevale...

Abbracci nella notte

Quando papà è arrivato a casa stanotte, tu ti eri da poco addormentata nel lettone, stretta fra le mie braccia. Nonostante io abbia cercato di intrattenerti e di cambiare completamente le abitudini per non farti notare la sua assenza, tu fino all'ultimo istante prima di chiudere gli occhi mi hai detto che ti mancava, poi Morfeo ha avuto il sopravvento. 
Non lo hai sentito aprire la porta di sotto e nemmeno mentre saliva le scale. Non ti sei accorta che era entrato in camera da letto e si era avvicinato a te. Eri troppo stanca! Poi lui ti ha presa su e tu hai aperto gli occhi, lo hai guardato e il tuo viso si è subito illuminato. "Sei tu!" hai esclamato felice e mentre gli dicevi "ti ho visto!" lo hai abbracciato stringendolo forte e poi ti sei attaccata al suo collo.
Quando pochi istanti dopo lui é rientrato in camera da letto aveva ancora quell'espressione sorridente e estasiata che solo tu riesci a regalargli.
Buonanotte Alice, ora so che dopo averlo visto dormirai felice!

mercoledì 11 febbraio 2015

Una bimba chiacchierona!

Questa sera in assenza di papà che è via per lavoro noi andremo a festeggiare il compleanno della tua baby Sitter. Per tutta la giornata da quando sei uscita da scuola ci siamo preparate all'evento, scegliendo il look e la pettinatura. Tu hai passato tutto il pomeriggio a ripetere lo stesso discorso a tutti quelli che abbiamo incontrato, pronunciandolo prendendo prima la rincorsa, senza pause e tutto d'un fiato: "il mio papà stasera è a Milano per lavoro e allora io vado a festeggiare il compleanno della mia baby Sitter che viene quando papà e mamma non ci sono e che mi vuole un mondo di bene e si vede e poi ci sarà anche sua figlia Deborah che si può dire anche Debby e che anche lei fa la baby Sitter quando Angela non può venire è così saremo quattro donne e papà dice che non ci mancherà niente ma a me di sicuro invece mancherà papà e mangeremo la pizza io quella baby ai würstel e poi quando torno a casa mi metto il pigiama e mi addormento nel lettone con la mamma fino a quando torna il mio papà che mi porta nel mio letto". (La punteggiatura è stata volutamente omessa).
Alice ogni tanto mentre parli ricordati di respirare!

Il lavoro di mamma

Quando oggi ti hanno chiesto cosa volevi fare da grande, se la fiorista o la ballerina tu hai risposto con un secco e convinto NO! A quel punto mi aspettavo la solita risposta, alla quale sono abituata ovvero che tu da grande vuoi fare la dottoressa, oltre alla mamma ovviamente e alla "giocoliera" per far divertire la tua bimba. Invece tu hai esordito con un "voglio fare come la mia mamma" e mentre io soddisfatta mi stavo già gongolando pensando al fatto che evidentemente ti avevo trasmesso la mia passione nel fare la mamma, tu hai aggiunto "che non fa niente!".
Ecco Alice, premesso che per me tu da grande puoi fare ciò che vuoi, la mamma, la giocoliera, la dottoressa o tutto insieme e l'unica cosa che davvero vorrei è che tu fossi realizzata, ci terrei a sottolineare che la definizione "voglio fare come la mamma che non fa niente" non è proprio esatta...
Non dico che mi ammazzo di lavoro ma niente mi sembra piuttosto riduttivo...

Maledetto Fioretto!

"Amor polenta", un dolce che adoravo anche da bambina e che ho riscoperto in questi giorni in cui la mia dieta dopo gli scarsi risultati, sta vacillando. Una volta assaggiato ho deciso di provare a farlo e una volta trovata in internet una ricetta che non sembrava nemmeno troppo difficile, mi sono subito messa alla caccia degli ingredienti. A quanto pare il trucco sta nella farina utilizzata che è una farina di mais chiamata "fioretto". Mi sono aggirata fra gli scaffali del supermercato e come un cane da caccia ho fiutato la "preda" e non appena l'ho vista me ne sono accaparrata un pacchetto.
Attivata a casa mi sono messa immediatamente all'opera e il sospetto che non fosse la farina giusta mi è venuto quasi subito, ma ho deciso di andare avanti con la ricetta, anche perché non avevo molte alternative. 
I tempi di cottura si sono dilatati in maniera sospetta...
La riuscita anche a livello estetico non era un buon segnale... 
Ho aspettato che si raffreddasse poi l'ho assaggiata... Ecco diciamo il sapore non é male, ma l'amor polenta è un'altra cosa...
Effettivamente riguardando bene sul pacchetto che ho portato a casa c'è scritto "polenta fioretto" e non "farina fioretto"... Ho capito, ho fatto il dolce con la farina per fare la polenta... effettivamente è un po' grezzo l'impasto...
L'unica magra consolazione è che tanto tu non l'avresti comunque mangiata Alice: già non sei golosa e in più se un dolce lo preparo io nemmeno lo assaggi!

Tu sei grande!

Arrotoli da sola gli spaghetti sulla forchetta, scegli le mutande che ti vuoi mettere, ti sai mettere il pigiama senza aver bisogno di aiuti, al ristorante ordini ciò che vuoi mangiare... se mi dimentico mi ricordi le cose che ci sono da comprare al supermercato e a passeggio camminiamo vicine, io con la mano sulla tua spalla... e intanto chiacchieriamo.
Tu sei davvero grande Alice!