domenica 8 marzo 2015

Ricordi di quando ero bambina!

Mentre ti aspettavo fuori dalla piscina la mia attenzione è stata catturata da due bambini, un maschio e una femmina, che davanti alla vetrina del bar guardavano silenziosi le cose esposte. Poi ad un certo punto si è avvicinato il papà che gli ha chiesto cosa stessero facendo e loro in coro hanno risposto in coro: "abbiamo fame!".
Mi hanno fatto tenerezza e mi hanno ricordato com'era io da bambina, quando anche io andavo in piscina accompagnata dalla nonna Alba che all'uscita mi aspettava con un pacchetto di biscotti che ricordo come i più buoni in assoluto!
Anche quel papà ha sfamato i suoi bimbi accontentando quella che più che una fame secondo me era una "voglia" e i sorrisi dei suoi bimbi felici hanno contagiato non solo lui ma anche me.

Con gli occhi aperti

Non è servita l'esperienza di papà a convincerti ad andare sott'acqua con gli occhi aperti, non sono servite nemmeno le mie parole rassicuranti e i fashionissimi occhialini rosa, nulla ha potuto di più di aver visto il tuo amichetto Davide che stamattina in piscina infilava felice la testa sott'acqua.
E così dopo averlo guardato hai finalmente cominciato anche tu ad andare in immersione. 
Certo per ora tieni gli occhi chiusi e non ne vuoi sapere di provare co glimocchi aperti e gli occhiali ma è già un passo avanti!
E mentre io ti guardavo incredula e stupita attraverso il vetro, papà al tuo fianco ti osservava felice e orgoglioso!
Brava Alice!

Capelli pazzi

Ogni volta che mi taglio i capelli il secondo lavaggio post taglio é piuttosto traumatico perché i miei capelli reagiscono a scoppio ritardato e si "arrabbiano" creando un volume piuttosto insolito sulla mia testa e un volume in perfetto stile "mago G della galbusera" (so che tu Alice non sai di chi sto parlando ma ti farò vedere in internet un video così capirai chi é questo personaggio). Di solito però lo spiacevole inconveniente dura solo fino alla prima notte di sonno, dopo di che l'effetto "scossa elettrica" svanisce e finalmente io ritorno a potermi guardarmi nello specchio.
Ma non questa volta.
Quando stamattina sono passata davanti allo specchio ho subito visto un'immagine tutta arruffata e ho capito che qualcosa non era andato come al solito... Improbabili ricci incorniciano il mio viso che assomiglia sempre più a un enorme televisore a schermo piatto.
E mentre io cerco di capire come appiattire questa chioma leonina tu mi guardi estasiata e abbracciandomi mi dici "mamma sei bellissima" e io allora penso che quasi quasi resto così!
(Anche perché sinceramente non é che abbia molte alternative...)

sabato 7 marzo 2015

Aggirare l'ostacolo

E poi all'improvviso mentre ero a cena nella casa nuova di alcuni amici, di fronte a quelle pareti colorate che mai avrei pensato mi sarebbero potute piacere, ho incredibilmente pensato che erano assolutamente bellissime e perfette!
E ho capito così, guardando quei muri allegri e colorati che a volte siamo noi stessi a mettere degli ostacoli e dei limiti, siamo noi che partiamo già dicendo a noi stessi "questa cosa non fa per me", senza nemmeno  valutarla davvero.
E ho capito che a volte aggirare quegli ostacoli reali o virtuali sarebbe la soluzione più facile e ho capito che una parete colorata può fare la differenza e può insegnarti che forse nemmeno tu ti conosci come credevi e puoi ancora stupirti.


In equilbrio

Alla domanda di un'amica che oggi mi ha chiesto come stavo ho risposto "in equilibrio".
"In equilibrio", risposta perfetta, così sto e così mi sento in questo periodo.
Erail 23 di febbraio e sono passati quasi due mesi da quando avevo scritto un post che parlava proprio di questa sensazione di precarietà che ancora mi accompagna.
In equilibrio sopra una trave dallo spessore irregolare, che a tradimento si assottiglia mettendo a rischio la stabilità di tutto il castello che ho abilmente costruito sopra.
E come un'abile equilibrista continuo a camminare con passo fermo e deciso, perché fermarsi potrebbe addirittura essere più .

Disegni nelle nuvole

E poi in un tranquillo sabato di pre-primavera, papà ed io ci svegliamo e tu arrivi da noi ad allietarci l'inizio della giornata, come ogni mattina di ogni fine settimana. Mi dici che hai aspettato sveglia a letto perché volevo farci una sorpresa arrivando di sotto mentre preparavamo la colazione, ma in realtà nel week end nessuno di noi scende in cucina a preparare la colazione prima che tu ti sia svegliata. Ci piace aspettarti a letto, sentire il tuo letto che scricchiolar tre ti siedi, poi ascoltare i tuoi talloni tamburellare prima sul parquet, poi sul marmo e poi di nuovo sul parquet e vedere la tua faccia assonnata circondata dai capelli arruffati e quando finalmente arrivi fra di noi, sprofondare il naso nel tuo "odore di buono" che non ha nulla da invidiare a quello del pane appena sfornato.
Stamattina mentre papà era in bagno noi siamo rimaste a letto strette in un abbraccio a guardare il cielo attraverso la grande finestra sopra si noi.
E poi tu con la fantasia illimitata che solo i bambini hanno, hai cominciato a vedere splendidi disegni fra le nuvole... Ecco apparire un'incredibile e soffice Torre Eiffel che sembrava fatta di zucchero filato e poi il corpo di una farfalla, no, non tutta la farfalla, solo il suo corpo allungato (secondo me è sempre quella che prima per te era la torre Eiffel ma evito di fare domande...), e poi, mentre tu cercavi altre immagini in mezzo al bianco delle nuvole ecco che io ho incredibilmente cominciato a vedere con i tuoi occhi e ti giuro Alice che il corpo della farfalla mi è apparso nitido quasi in rilievo e perfettamente delineato in mezzo al bianco e all'azzurro del cielo che oggi ci ha davvero regalato uno splendido risveglio, pieno  di luce, di colore, di candore e di fantasia e sai che ti dico? Io a questa farfalla ora quasi quasi con la fantasia disegno anche le ali!



venerdì 6 marzo 2015

Attimi di terrore...

Tu scendi le scale mentre io di sopra giunta al termine di un'altra giornata finisco di mettermi comoda. So che di sotto ho lasciato il ragù sul fuoco ma è sul fornello dietro e poi tu sei grande e sai che non bisogna avvicinarsi al fuoco. In ogni caso per non correre rischi inutili io te l'ho ricordato prima di autorizzarti ad andare giù da sola.
Sei quasi arrivata all'ultimo scalino quando sento un tuo urlo di puro terrore! 
"MAAAMMAAA!" E quelle "A" gridate dalla tua voce spaventata sembrano ancora più lunghe...
Mi precipito di sotto pensando che come minimo abbia preso fuoco la casa e l'unica cosa a cui riesco a pensare in quel momento e metterci in salvo tutti tu, io e Heidi. Poi mi domanderò come è potuto succedere...
Arrivo giù subito, col cuore in gola e il cuore che sembra dover schizzar fuori dal petto.
Una rapida occhiata è sufficiente per capire che non c'è nessun incendio.
Tutto tranquillo.
Il ragù a fuoco lento sul fornello verso la parete rimanda un profumo che sicuramente era arrivato anche al piano di sopra, ma nella foga degli eventi non so come non lo avevo percepito. Dall'odore non si è nemmeno attaccato alla pentola.
Heidi pigramente affacciata dalla spalliera del divano ti guarda perplessa con la chiara espressione di chi si domanda cosa caspita ci sia da urlare...
Anche io sinceramente me lo sto chiedendo mentre ti guardo che sei paralizzata sull'ultimo scalino.
È solo a quel punto che tu tremante indicando il pavimento davanti a te esclami: "AIUTO! C'È UN LAGNO!"
Perché i ragni anche se iniziano con la "L" per te sono comunque esseri spaventosi...
A giudicare dal putiferio che hai fatto per un minuscolo e innocuo ragno, nemmeno lontani parente delle Vedove Nere, mi viene il sospetto fondato che tu Alice sia "leggermente" aracnofobica...