sabato 2 maggio 2015

Che pantagramo!

Siamo abituati al fatto che tu ti inventi parole nuove che poi diventano parte del nostro lessico familiare, ma tu non sei l'unica a coniare termini speciali e a battezzare con un nome diverso oggetti di uso comune e le situazioni quotidiane.
Come ad esempio l'ormai famoso "boto" che è ufficialmente diventata la fossetta nel mento che avete sia tu che papà.
L'altro giorno è toccato a me il prezioso ruolo di inventare un termine per descrivere il caos che riesci a fare in pochi minuti di permanenza in macchina e l'ho chiamato: "pantagramo".
Non so come mi sia venuta in mente questa parola però mi é sembrata assolutamente perfetta e da ora in poi il "pantagramo" sarà il mio modo di chiamare il disordine che tu fai e che temo abbia ereditato da me...
Come avresti detto tu quando eri piccola "baia, baia, baia" ovvero brava, brava, brava...

Quando nasce una principessa...

Tutte noi donne fin da bambine cresciamo sentendoci principesse: con il mito di esserlo prima e l'illusione di diventarlo dopo.
E oggi quando ti ho raccontato che in Inghilterra era nata una vera principessa tu hai sgranato i tuoi occhioni e hai voluto che ti raccontassi com'è quando nasce una principessa e io ti ho detto che è proprio come quando sei nata tu, perché per ogni mamma e ogni papà il proprio cucciolo è un principe o una principessa e tu sei la nostra unica e sola principessa!

I 5 cereali

E quando in un normale sabato mattina decidiamo di andare a fare una passeggiata a Rimini con tanto di colazione alla pasticceria del Duomo, ecco che tu ci stupisci scegliendo fra tutte le brioche della vetrina quella ai cinque cereali. Nessun dubbio, non una esitazione, l'hai vista hai puntato il dito decisa e hai scelto proprio quella. Io avrei scommesso che ne avresti mangiata solo un terzo e invece tu te la sei mangiata tutta in un baleno!
E brava Alice che mente noi ci mangiamo malsani bomboloni alla crema tu preferisci le cose sane!

venerdì 1 maggio 2015

"Tu sei più dolce di papà..."

Quando stasera fine giornata, un attimo prima di andare a nanna accompagnata da papà, ti sei avvicinata al mio orecchio e abbracciandomi forte mi hai sussurrato: "mamma tu sei più dolce di papà" Ammetto che mi sono sciolta nel tuo abbraccio e nelle tue parole. Poi ho ripreso un po' di contegno e ti ho chiesto: "in che senso?" E tu mi hai semplicemette detto: "nel senso che mi coccoli di più di lui!". Sono contenta Alice che tu me lo abbia detto visto che io ho sempre l'impressione di non fare abbastanza per te... e prometto che manterrò la promessa e sarò muta come un pescecane: questo resterà un segreto fra di noi a papà non lo diciamo!

Insieme eppure diversi

Ho sempre pensato Alice che la parola d'ordine che identifica una famiglia fosse "condivisione!". Sono sempre stata convinta che nei momenti importanti dell vita il ruolo di un marito e di una moglie (sposati o conviventi sinceramente non fa  differenza) sia quello di rimanere uniti e vicini.
Perche sentire uno sguardo affettuoso ci può far sentire meno soli, perché solo chi ci conosce bene può capire i nostri silenzi e può riuscire a farci stare un po' più tranquilli anche quando abbiamo paura.
Ma... ma ho anche sempre pensato Alice che in amore le diversità vadano non solo accettate ma anche comprese e rispettate. I diversi modi di affrontare la vita e le situazioni che si presentano a volte rendono difficile la condivisione. Come fra me e papà ad esempio.
Lui è taciturno, chiuso, e spesso bisogna interpretare le sue emozioni e intuire i suoi pensieri affogati nei suoi silenzi e una volta ero anche piuttosto brava a farlo. 
Devi sapere Alice che il tuo papà è il tipico uomo un po' "orso". Del resto è proprio quando si è descritto come un "orso" che io ho cominciato a innamorarmi di lui... 
Io sono l'opposto e faccio davvero fatica a volte a comprendere la sua necessità a stare da solo, e mi risulta sempre più difficile accettare il suo bisogno di non condividere con me i momenti importanti.
Ma se è quello che vuole io so stare al mio posto, al posto in cui lui vuole che io rimanga. 

Un saluto al nonno

Oggi siamo stati a trovare il nonno Luigi che è in ospedale. 
Tu dopo esserti esaltata incrociando un'ambulanza nel parcheggio e dopo aver timidamente attraversato i lunghi e freddi corridoi tenendoci la mano, quando lo hai visto sei subito corsa fra le sue braccia e ti sei dimenticata di tutte le tue paure, forse anche merito del fatto che il nonno non aveva aghi infilati nelle braccia e che sono arrivati a trovarlo anche i tuoi cugini con i quali hai movimentato l'atmosfera... Forse troppo...
In bocca al lupo nonno, anche se da lontano noi facciamo il tifo per te!

La casa delle vacanze...

Eravamo a tavola stasera e ti stavo raccontando alcune cose quando all'improvviso mi sono resa conto che tu non sei mai stata nella casa al mare dei nonni... quella stessa in casa in cui fin da bambina ho immaginato che avrei portato mia figlia, proprio quello stesso giardino in cui più volte ad ho sognato ad occhi aperti  di veder correre mia figlia tu non li hai mai visti.
Ammetto che mi fa un certo effetto immaginarti in quei posti che sono stati sinonimo delle mie vacanze e che per me rappresentano i momenti più felici. Il posto dove per la prima volta mi sono innamorata, dove ho sognato ad occhi aperti, dove ho versato le mie prime salatissime lacrime di amore... prometto che questa estate ti porterò a vedere quella casa, anche se l'idea di ritrovarla abbandonata mi rattrista moltissimo.