lunedì 9 novembre 2015

La magia di una foto

Amo la magia di una foto che riesce in un istante a farti rivivere un'intera giornata. 
Guardi uno scatto e subito ti ricordi i retroscena... 
Come stasera quando ho visto la tua foto a poco più di un anno seduta vicina ad Heidi. Lei tutta nera senza nemmeno un pelo bianco e tu con addosso una felpetta che ti trasformava in un tenero agnellino tutta bianca ricciolina... 
Eravate sul pavimento era un pomeriggio... 
Ricordo la felicità di quegli attimi e la fatica per cucire le orecchie alla felpetta...
E per un attimo se chiudo gli occhi mi sembra quasi di risentire la tua vocina e le risatine...


domenica 8 novembre 2015

Una lezione di nuoto speciale

Il tuo corso di nuoto non è realmente finito, diciamo che è iniziata una nuova epoca, quella del corso di nuoto fatto da papà, quella che ti vede finalmente felice, sorridere rilassata mentre fai il morto, e quella che è una gioia vedere dalle gradinate o dalle poltrone.
La lezione di oggi vi ha visti uniti come non mai ed è stata un piacere per gli occhi e per il cuore. Avevo dei dubbi non sulle sue capacità tecniche ma sulla reale possibilità che i vostri momenti in acqua  non fossero solo goliardici ma oggi, dopo avervi visti insieme mi sono dovuta ricredere.
E come mi capita sempre più spesso quando vi guardo mentre fate qualcosa avrei voluto allontanarmi in punta di piedi per non disturbarvi e per non intaccare con la mia presenza un magico momento tutto per voi...
 

Col naso arricciato

Amo la tua capacità di arricciare il naso che ti caratterizza fin da quando avevi pochi mesi. Quelle simpatiche pieghe danno al tuo naso e al tuo viso un'espressione buffa che non è mai cambiata nel tempo... Me la ricordo come se fosse ieri e ala rivedo in tante tue foto. Come diresti tu Alice ma "da dove salta" il naso arricciato?

sabato 7 novembre 2015

Una pianta di famiglia

Una pianta di famiglia.
Una pianta che dovrebbe rallegrare con l'arancione dei suoi fiori la nostra scala.
Una pianta che per sopravvivere dovrà fare tutto da sola...
Una pianta in reagalo per la mamma per ricordarle che la vita è fatta anche di colori, profumi e momenti piacevoli quando a volte travolta dalla paura sene dimentica...
Una pianta per me, per te, per noi.
Me l'ha regalata papà oggi, non per una ricorrenza ma perchè forse dopo la grande paura di ieri avevamo bisogno di un tocco di leggerezza, di colore e di allegria.
E tu Alice non ti sei fatta mancare un coloratissimo mazzo di fiori...
Grazie papà.

venerdì 6 novembre 2015

Il castello di carta


E poi basta un alito di vento e in un attimo l'impalcatura vola via e io divento vulnerabile e resto in balìa di me stessa. 
E la paura arriva immediata, forte e violetta e mi toglie il fiato.
E all'improvviso capisco che non serve nulla, che la tranquillità è solo apparente e riesco a vedere con chiarezza il castello di carta che mi sono costruita attorno.
Non è vero che è passato, non è vero che sono tranquilla, non è vero che sto bene.
Ho freddo.
Piango.
Tremo.
Non vedo la luce.
Non sento le parole.
Non capisco nulla.
Non penso.
Ho solo paura.
Paura di rivedere sguardi sospetti, e facce pietose e impietrite allo stesso tempo, paura di percepire l'incertezza e il dubbio nella voce di chi dovrebbe farmi solo stare bene, paura di dover ricominciare tutto, paura di non trovare la forza per rivivere un incubo, paura che tutto stia per ricominciare.
E così una normale serata in famiglia si trasforma facilmente in un incubo con una corsa all'ospedale per cercare qualcuno che possa almeno se non togliere la paura darmi un po' di tranquillità.
E quando più tardi sono uscita  col cuore leggero e il corpo stremato mi sono sentita tremendamente vulnerabile e ho capito che ci sono molto più dentro di quello che mi racconto e non è affatto un capitolo chiuso... 
La paura è annidata dentro di me e aspetta solo il momento giusto per uscire e impossessarsi della mia vita.
E stasera ci è riuscita ancora una volta...

I giochi della mamma

In questo periodo di grandi pulizie in cui mi sto liberando di tutto ciò che non uso, tu ogni tanto ti vedi arrivare strani giocattoli che provengono direttamente dacasadella nonna e che appartenevano a me. Un vecchio tamburello che ancora funziona, un portalibro con un immancabile orsetto e un bellissimo servizo da picnic che avevo gelosamente custodito pensando un giorno di regalarlo proprio a... mia figlia. Ecco Alice: quel giorno è arrivato e mentre io ti guardo giocare facendo un incredibile tutffo nel passato, tu ora puoi preparare il tè alle tue amiche!

Una mamma senza statistiche!


Oggi a scuola parlando con la maestra grazia abbiamo scoperto che voi a scuola fate le statistiche del tempo segnando ogni giorno se c'è il sole o la pioggia.
Ho sorriso sentendo proprio la definizione "statistiche del tempo", le stesse che fa papà per lavoro. 
Insomma a quanto pare insieme ad heidi sono l'unica in famiglia a non fare statistiche...