martedì 30 novembre 2010

È solo per te

È solo per te che la casa si è riempita in ogni angolo di ingombranti oggetti che prima del tuo arrivo, nemmeno sforzando l’immaginazione, avrei saputo dove mettere…
È solo per te che papà ed io non sappiamo più cosa voglia dire dormire una notte intera, senza interruzioni…
È solo per te che la lavatrice va praticamente quasi tutti i giorni e gli stendibiancheria non bastano mai…
È solo per te che se ho in programma di uscire, cambio subito idea, pensando alle fatiche che devo affrontare per spostare quello che ormai ho ribattezzato il “monolite…
È solo per te che quando esco per fare shopping non riesco mai a tornare a casa con le mani vuote, ma non ho mai qualcosa per me…
È solo per te che in macchina il posto accanto al guidatore non è mai utilizzabile, in quanto è perennemente occupato da un meraviglioso “ovetto” rosso…
È solo per te che mi ritrovo a fare versi strani e vocine idiote ed è sempre solo per te che ho scoperto che anche papà è ridotto così…
È solo per te che canto assurde canzoncine inventando testi senza senso e noiose melodie, che farebbero addormentare anche una pianta…
È solo per te che ho sempre le tette all’aria e non mi accorgo nemmeno più se apro la porta al postino col reggiseno o senza…
È solo per te che riesco a restare in perfetto equilibrio anche solo su un piede, perché spesso l’altro è impegnato a smuovere la tua carrozzina…
È solo per te che sto imparando a fare tutto con una solo braccio, perché molte volte sull’altro ci sei placidamente “appollaiata” tu…
È solo per te che ho rinunciato a bere il latte e che riesco a mangiare pastina in brodo quasi ogni giorno…
Riflettendo mi rendo conto che è proprio vero quando si dice che un neonato, per quanto piccolo, ti cambi la vita.
Ma riflettendo capisco anche che è solo per te che non sono pentita di nulla, che rifarei tutto una, dieci, cento, mille volte pur di averti qui.
Sei bellissima amore mio, ogni giorno di più!

Notte di cacca

Quella che si è appena conclusa è la tipica “notte di cacca”. No, non in senso figurato. Non è andata peggio di quella che l’hanno preceduta. Intendevo nel vero senso della parola! Tu hai fatto un mare di cacca ed io, invece di dormire, ho passato la maggior parte del tempo a lavarti e cambiarti il pannolino.
Tuo padre quando stamattina ha saputo le tue prodezze, fiero ha gonfiato il petto e ha detto: “evidentemente ha preso da me, è una notturna!”.
Ed io ho subito commentato: “ottimo, se è così di notte il pannolino puoi cambiarglielo tu, perché io, al contrario, sono assolutamente una “diurna”…

lunedì 29 novembre 2010

Che c'è?

Ho una strana sensazione di malessere che mi disturba già da qualche giorno.
Un malessere del quale riesco solo a percepire parzialmente le cause, ma come altre volte mi è capitato, ho la percezione che ci sia qualcosa che mi sfugge, qualcosa che non ho ancora messo a fuoco ma che comunque, sebbene latente, c’è.
Non ho voglia di uscire, gli addobbi di Natale sono solo un’ulteriore preoccupazione, non mi va nemmeno di chiacchierare al telefono con le amiche.
Tutto mi stressa e mi infastidisce.
Sono e mi sento apatica.
Forse è solo la stanchezza accumulata, o le nuove responsabilità alle quali mi devo ancora abituare, o i nuovi equilibri che ancora si devono stabilizzare.
Ieri papà parlando con te ha detto che non riusciva più a capire la tua mamma… beh Alice, la verità è che nemmeno io riesco a capirmi.

Una nuova settimana

Eccoci all’inizio di una nuova settimana.
Quella che è appena finita si è conclusa all’insegna del maltempo e del mal di testa.
Quella che è appena iniziata, già da subito si è prospettata piuttosto impegnativa.
Una settimana in cui ho già dovuto prendere una decisione importante che ti riguarda e in cui forse avrò una risposta importante che riguarda mia madre.
Una settimana in cui tu ed io passeremo tre giorni da sole senza papino a darci sollievo.
Una settimana che è appena iniziata ma che io vorrei già sapere come andrà a finire…
Lo so che te ne sei accorta Alice, non ho bisogno di dirtelo e di spiegarti le cose, sei una bambina molto perspicace tu.
Non sono al massimo della forma ma sappi che non è per colpa tua, almeno non solo. Certo la mancanza di sonno non aiuta a sentirsi meglio, ma credo tutto sommato di aver cominciato anche ad abituarmi a questo tour de force notturno. Non è questo che mi disturba così profondamente.
Sono i pensieri: la testa che gira e non riesce a fermarsi.
Le domande che si alternano generando nuove domande e nuove risposte, ogni volta diverse.
Intorno a te un sacco di cose stanno capitando ed è bello guardarti mentre tu, ignara di tutto, dormi beata e sorridi, con le braccia in alto e i pugnetti chiusi.
Sii buona questa settimana Alice, ne ho bisogno.

domenica 28 novembre 2010

Ciò che non conoscerai mai

Oggi riflettevamo con tuo padre e pensavamo a tutte le cose che per te saranno solo un racconto degli adulti.
Non conoscerai mai le banconote da mille lire, i dischi in vinile, il muro di Berlino, l’inter-rail, le videocassette, la televisione in bianco e nero.
Non saprai mai com’è la vita senza cellulari, senza internet, senza le macchine fotografiche digitali, senza i forni a microonde e senza i voli low cost.
Chissà quante cose ancora cambieranno e scompariranno prima che tu sia grande.
In ogni caso spero che nella vita tu riesca ad apprezzare oltre al progresso e alla tecnologia anche le cose semplici come una passeggiata in riva al mare d’inverno e il tramonto in una sera d’estate.
Ma fra tutte c’è una cosa che più delle altre vorrei che tu non dovessi mai conoscere: la violenza.

Notte "de terror"

È stata la notte peggiore da quando sei nata ma non per colpa tua.
Già ieri mattina mi ero svegliata col mal di testa e la situazione è andata peggiorando durante tutta la giornata fino a raggiungere l’apice ieri sera.
I tuoi strilli stanotte mi arrivavano direttamente al cervello, ogni volta mi sembrava di impazzire. Per fortuna che c’era papino a prendersi cura di te.
Sai Alice, non so come tu ci sia riuscita ma l’hai proprio fatto innamorare il tuo papà. Sembra vittima di una stregoneria! Sei una bimba davvero molto fortunata!

sabato 27 novembre 2010

Conoscerti e riconoscerti

Finalmente comincio a conoscerti e riconoscerti.
Conosco e riconosco l’espressione che fai quando hai sonno, conosco alcuni modi per calmarti, riconosco il tuo pianto di dolore.
Alla soglia del tuo secondo “compimese” inizio a percepire che per te la mia presenza è diversa da quella delle altre donne. Non siamo intercambiabili.
Era ora!