Un anno sta finendo, sono le sue ultime ore.
Dopo essere iniziato con ancora una ferita troppo fresca per festeggiare, si è concluso da favola! E dove si può vivere la vera favola se non ad Disneyland? Qui siamo davvero nel paese delle meraviglie, come Alice, ma per noi la meraviglia più grande, inutile dirlo, sei proprio tu la nostra Alice!
venerdì 31 dicembre 2010
La pazienza delle mamme
Le mamme hanno pazienza.
Io non ho pazienza ma sono comunque tua mamma e spesso, devo ammettere, che ne ho molta di più di quella che ho sempre pensato di avere.
Tu sei una bimba buona, ma quando ti ci metti riesci ad essere veramente monella!
Quando di mattina, dalle 5 in avanti strilli e vuoi mangiare ogni ora, non solo ho pazienza, ma riesco addirittura a sorriderti estasiata mentre guardo la tua espressione soddisfatta che mangi, finalmente attaccata alla tanto anelata tetta.
Se questo non è amore…
Io non ho pazienza ma sono comunque tua mamma e spesso, devo ammettere, che ne ho molta di più di quella che ho sempre pensato di avere.
Tu sei una bimba buona, ma quando ti ci metti riesci ad essere veramente monella!
Quando di mattina, dalle 5 in avanti strilli e vuoi mangiare ogni ora, non solo ho pazienza, ma riesco addirittura a sorriderti estasiata mentre guardo la tua espressione soddisfatta che mangi, finalmente attaccata alla tanto anelata tetta.
Se questo non è amore…
Bonne année!
Grazie papà.
Per aver trasformato il sogno in realtà, per non aver mai smesso di crederci e per non aver mai smesso di dirmelo, per aver reso possibile tutto questo e per averci portate qui e regalato questa magnifica favola. Se i sogni son desideri, beh, papino li ha esauditi alla grande! Con questo pensiero chiudo il 2010 e apro il 2011, con una lacrima che solca il mio viso, ma per una volta è di gioia e non di dolore.
Grazie papà per aver scambiato il profondo dolore e il vuoto di quei primi giorni dell’anno, ormai lontani, con l’incredibile gioia di questi ultimi.
Grazie papà Ricky, ti amo.
Per aver trasformato il sogno in realtà, per non aver mai smesso di crederci e per non aver mai smesso di dirmelo, per aver reso possibile tutto questo e per averci portate qui e regalato questa magnifica favola. Se i sogni son desideri, beh, papino li ha esauditi alla grande! Con questo pensiero chiudo il 2010 e apro il 2011, con una lacrima che solca il mio viso, ma per una volta è di gioia e non di dolore.
Grazie papà per aver scambiato il profondo dolore e il vuoto di quei primi giorni dell’anno, ormai lontani, con l’incredibile gioia di questi ultimi.
Grazie papà Ricky, ti amo.
giovedì 30 dicembre 2010
Sensazioni
Sensazioni, quelle che ti ritornano addosso all’improvviso, senza nessun motivo apparente, senza una ragione.
Sensazioni, quelle che in un battibaleno ti fanno fare un salto indietro nel tempo e riportano alla mente vecchi ricordi.
Sensazioni, tante, diverse, ma ben definite, quelle che ho provato oggi.
Sensazioni, le stesse che oggi mi hanno portata a pensare che avrei voluto fermare il tempo a questi momenti.
Sensazioni, quelle che in un battibaleno ti fanno fare un salto indietro nel tempo e riportano alla mente vecchi ricordi.
Sensazioni, tante, diverse, ma ben definite, quelle che ho provato oggi.
Sensazioni, le stesse che oggi mi hanno portata a pensare che avrei voluto fermare il tempo a questi momenti.
mercoledì 29 dicembre 2010
Parigi: dentro i cani fuori i bimbi!
Eccoci in albergo dopo una giornata passata a scorazzare su e giù per le strade di Parigi.
Credo di aver capito che girare per la “Ville lumière” con una carrozzina al seguito sia un’impresa molto più ardua che pensare di girare Parigi con un cane al guinzaglio.
La verità è che non avrei mai pensato di trovarmi in una condizione del genere.
Le barriere architettoniche e gli ostacoli sono spesso difficili da superare se non si è almeno in due adulti a gestire le difficoltà che si susseguono una dopo l’altra.
Nei ristoranti, quando chiedi se c’è posto e intravedono la carrozzina all’orizzonte, dopo una serie di sguardi perplessi, se ti lasciano entrare, vieni spesso relegato nell’angolo più angusto del locale. Inutile dire che trovare un bagno predisposto al cambio pannolini di un bambino è un’eventualità più unica che rara.
Con un cane invece, al contrario di quanto avviene in Italia, è tutto meno complicato di ciò che sembra. Sono i benvenuti ovunque, anche nei centri commerciali e spesso nei ristoranti, al loro ingresso, senza nemmeno richiederla, gli viene servita una ciotola di acqua fresca.
Credo di aver capito che girare per la “Ville lumière” con una carrozzina al seguito sia un’impresa molto più ardua che pensare di girare Parigi con un cane al guinzaglio.
La verità è che non avrei mai pensato di trovarmi in una condizione del genere.
Le barriere architettoniche e gli ostacoli sono spesso difficili da superare se non si è almeno in due adulti a gestire le difficoltà che si susseguono una dopo l’altra.
Nei ristoranti, quando chiedi se c’è posto e intravedono la carrozzina all’orizzonte, dopo una serie di sguardi perplessi, se ti lasciano entrare, vieni spesso relegato nell’angolo più angusto del locale. Inutile dire che trovare un bagno predisposto al cambio pannolini di un bambino è un’eventualità più unica che rara.
Con un cane invece, al contrario di quanto avviene in Italia, è tutto meno complicato di ciò che sembra. Sono i benvenuti ovunque, anche nei centri commerciali e spesso nei ristoranti, al loro ingresso, senza nemmeno richiederla, gli viene servita una ciotola di acqua fresca.
Prime volte
La notte scorsa hai avuto un po’ di raffreddore, devo avertelo attaccato io.
È stato il tuo primo raffreddore.
Mi piacerebbe pensare che sia l’ultima volta che ti ammalerai, ma sono certa che non potrà essere così.
Oggi a Parigi sei andata in metropolitana.
È stato la tua prima volta a Parigi e il tuo primo viaggio in metropolitana.
Mi piace pensare che tu da grande sarai una viaggiatrice e spero che questa sia solo il tuo primo viaggio in metropolitana, il primo di una lunga serie.
È stato il tuo primo raffreddore.
Mi piacerebbe pensare che sia l’ultima volta che ti ammalerai, ma sono certa che non potrà essere così.
Oggi a Parigi sei andata in metropolitana.
È stato la tua prima volta a Parigi e il tuo primo viaggio in metropolitana.
Mi piace pensare che tu da grande sarai una viaggiatrice e spero che questa sia solo il tuo primo viaggio in metropolitana, il primo di una lunga serie.
martedì 28 dicembre 2010
Una giornata intensa
Eccoci giunti in fondo a quella che, senza dubbio, è stata una giornata intensa. Siamo in albergo e, dopo aver cambiato tre stanze, finalmente ci siamo riusciti a sistemare in una camera sufficientemente grande per noi e soprattutto per te e per le tue cose.
Tu ora dormi, stremata da un giorno che per te è stato decisamente lungo e stressante.
Io sono piuttosto raffreddata ma contenta.
Tu ora dormi, stremata da un giorno che per te è stato decisamente lungo e stressante.
Io sono piuttosto raffreddata ma contenta.
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