venerdì 11 febbraio 2011

Momento di diavolerio


Il momento di “diavolerio” è quell’arco di tempo in cui tu sei assolutamente incontentabile e totalmente ingestibile e di solito copre la fascia oraria dalle 18 alle 21.
Non sai nemmeno tu quello che vuoi, ti lascio immaginare quanto sia difficile per chi, come me, cerca di capirti guardandoti…
Ti agiti e ti dimeni come un pesce fuori dall’acqua, piangi nervosamente e qualsiasi tentativo di calmarti non sortisce nessunissimo risultato.
Il momento di “diavolerio” è, senza dubbio alcuno, il peggiore durante tutta la giornata e ha fine solo quando arriva un altro momento fondamentale, quello della nanna.
Con il pasto pre-notte, non solo ti sazi ma ti calmi anche e ti abbandoni alle braccia di Morfeo con il sorriso sulle labbra.
Quando ti vedo in quello stato di beatitudine i momento di “diavolerio” sembra lontanissimo e il più delle volte stento a credere che sia mai realmente esistito.
Buonanotte Gù.

Salto di generazione


Sono appena tornata dopo aver fatto un giro al mercato di Cesenatico. Ero partita con il buon proposito di comprare qualcosa di nuovo per me. Sono arrivata a casa dopo aver comprato 2 cose: la prima un completo vestaglia camicia da notte per mia mamma, la seconda un pagliaccetto di Hello Kitty per te…
Il salto di generazione mi sembra piuttosto evidente: da nonna a nipote saltando la mamma… temo di essere in una fase ormai irrecuperabile.

Inaspettato momento di panico


Ieri sera tu non smettevi di piangere ed io, dopo averti allattata, cambiata e intrattenuta in ogni modo che conoscevo, non ho più saputo cosa fare ed in preda al panico mi sono seduta per terra davanti al tuo passeggino ed ho cominciato anche io a piangere con te.
Tu sei una bimba buona, io ne sono consapevole e ieri sinceramente non avevi pianto più di altre volte, ma io probabilmente ero stressata da una giornata che per me era stata decisamente troppo pesante, e mi sono lasciata travolgere dallo sconforto.
Ti guardavo piangere e mi sentivo totalmente incapace di tranquillizzarti, ero pietrificata di fronte al tuo pianto e di fronte alla mia improvvisa incapacità a gestirlo.
Ora, con la luce del giorno tutto appare più chiaro e resta un profondo senso di colpa per quell’urlo fatto di fronte a te sicuramente in tono troppo forte, e resta nei miei ricordi la tua immagine spaventata e con gli occhi lucidi, e cresce dentro di me la certezza di avere sbagliato e la paura di essere io stessa sbagliata, di essere proprio come quell’urlo, ovvero ciò che non meritavi.

giovedì 10 febbraio 2011

Amore monogamo


Amore monogamo, il nostro, quello che da oltre quattro mesi ci coinvolge e stravolge ogni giorno e ogni notte.
Amore monogamo quello che mi ha unita a te per tutta la vita, perché insieme a te è nata una madre, e ora sarò madre per sempre.

mercoledì 9 febbraio 2011

Questione di pelle


Che tu hai simpatie ed antipatie istintive è ormai evidente per tutti.
Quando qualcuno non è di tuo gradimento manifesti il tuo disagio in maniera assolutamente inequivocabile ed io aggiungerei , a volte anche in modo decisamente imbarazzante…
È altrettanto vero che, inspiegabilmente, quando qualcuno ti piace tu gli sorridi anche nelle condizioni più improbabili: appena sveglia, dopo la piscina, mentre mangi…
Non hai mezze misure, non sei per niente diplomatica, adotti un metodo causa effetto: mi piace, sorrido; non mi piace, urlo! È semplice…

Prima lezione in piscina


Oggi è stata la nostra prima lezione insieme di acquaticità.
Dopo una bella passeggiata alla fiera del patrono, ci siamo presentate all’appuntamento in piscina comunque puntuali. L’istruttrice ci stava aspettando e ci ha dato alcune indicazioni su dove prepararci. La lezione iniziava alle quattro meno un quarto ma noi alle tre e mezza eravamo già in prima linea.
È stato assolutamente fantastico vederti sgambettare felice come un’abile nuotatrice.
Ci siamo divertite, vero Alice, peccato solo che papà non fosse con noi.

Una strana mattina


Alle otto e tre quarti questa mattina ti ho messo nel tuo lettino,sembravi ed eri stanca e ti sei addormentata praticamente subito.
Pensavo che ti saresti svegliata dopo una mezz’oretta.
Ma così non è stato.
Un’ora dopo dormivi ancora profondamente.
Sono tornata giù aspettando di sentire di lì a qualche minuto l’urlo del risveglio.
Ma così non è stato.
Alle dieci e tre quarti sono venuta controllare che tu stessi bene.
Una volta rassicurata sul tuo stato di salute, sono nuovamente scesa ad aspettare che ti svegliassi.
Ma tu hai continuato a dormire.
Alle undici e tre quarti, dopo esattamente tre ore dal momento in cui ti eri addormentata, ho deciso di venirti a svegliare.
Incredibile, in quattro mesi di vita non penso di averti mai vista fare sonnellini diurni di oltre un’ora. Brava Gù!