venerdì 25 marzo 2011

Una cameretta tutta per te


Stanotte, dopo 5 mesi e mezzo passati a dormire insieme nella stessa stanza, per la prima volta, abbiamo dormito in stanze separate. Credo sia stato più difficile per me che per te. In realtà con tuo padre avevamo deciso di aspettare i tuoi sei mesi, ma nelle ultime mattine ti svegliavi molto presto ed io avevo avuto il fondato sospetto che fosse a causa della luce che entrava dalla finestra sul lettone (dormiamo in una mansarda con un’enorme finestra sul letto, senza tenda). Così ieri sera sono stata proprio io a chiedere a papà di fare la prova. Il tuo lettino era già pronto, abbiamo solo dovuto spostare il benedetto “angel care” dalla culla al lettino e nient’altro. Tu ti sei addormentata da sola, tranquilla come sempre. Hai passato una notte serena, con un solo risveglio e stamattina, finalmente senza la luce del mattino che ti rompeva le scatole, avresti continuato a dormire beatamente.
Anche papà ed io abbiamo dormito ma mi sei mancata, lo ammetto.
Quella culla vuota accanto al mio letto mi faceva impressione.
Non sentire i tuoi mugolii notturni è stato strano, inusuale.
Alzarmi e non vederti lì vicina a noi… triste.
Ma è giusto così.
Stai crescendo e a poco a poco devi imparare a staccarti da me e a conquistare la tua indipendenza e a giudicare dalla tua serenità di oggi direi che la cosa non ti ha dato nessunino problema. Ottimo direi!
Ma ricordati una cosa Alice, accanto alla mamma, se ne avrai voglia o bisogno, ci sarà sempre un posto per te.

giovedì 24 marzo 2011

Che dici, torniamo a letto?


Se avevo definito la giornata di ieri una “giornata decisamente no” quella di oggi è “noissimo” (superlativo assoluto di no).
La notte è stata fra le peggiori da quando sei nata: tre risvegli da mezzanotte alle sei sono davvero pesantucci da reggere, non so per te ma almeno per me lo sono.
E poi tanto stress accumulato ieri e tante cose da fare che si accavallano l’una sull’altra.
Come se non bastasse aggiungi una buona dose di imprevisti che mi piovono addosso e tante piccole grandi seccature che sembrano divertirsi a rendere meno monotone le nostre giornate. Ecco, direi che hai un quadro completo della situazione.
Stamattina non ho nemmeno voglia di parlare (evento più unico che raro), potrei grugnire fino a sera, limitando il consumo di energia a ciò che è assolutamente indispensabile e necessario.
Peccato non riuscire a mettere anche i pensieri in “stand-by” o almeno nella funzione “basso consumo”, forse aiuterebbe…
In tutto ciò, devo dirtelo Alice, tu sei assolutamente insopportabile, saranno i denti, sarà la nuova alimentazione, sarà che senti la mia tensione, sarà che sono stanca, sarà quello che vuoi, ma credimi se ti dico con tutto l’amore che provo per te che sei odiosa.
Piagnucoli senza sosta e senza ragione, ti agiti nervosamente e ti togli continuamente i calzini, (fai un po’ come ti pare, se vuoi ti lascio anche le chiavi di casa così vai a farti un giro. Inutile dire che il fatto che io sia girata verso il p.c. ti rende isterica…
Ti guardo e non vedo soluzione.
Un solo pensiero rapido e veloce come un lampo mi fulmina: che dici Alice, torniamo a letto e ricominciamo?

mercoledì 23 marzo 2011

Senza di te


Oggi approfittando della presenza in casa della signora Patty, ti ho lasciata dormire e sono uscita da sola. Che strano effetto ritrovarmi in giro senza di te. Certo, tutto è decisamente più “easy”, nessun passeggino da aprire, chiudere, caricare e scaricare ma… mi mancava qualcosa, mi sembrava di essere nuda. Ho incontrato diverse mamme che avevano fatto il corso pre-parto con me e vedendole in giro con i loro bambini, mi sono sentita ancora più sola.
Lo so, è normale che ci siano dei momenti di stacco, è fisiologico per te e per me, ma più ancora di te, sono io quella che si deve abituare.

I Gù-jeans


Passata (forse e solo parzialmente) la fase “only pink” (per chi come me è poco inglese: solo rosa…), ora sono jeans addicted (dipendente dai jeans).
Il tuo primo paio di Gù-jeans lo hai avuto alla tenera età di un paio di mesi, erano elasticizzati e quindi aderenti e con le toppe sulle ginocchia a forma di cuoricino.
Ora, e già da un paio di settimane, stai sfoggiando il tuo secondo paio di Gù-jeans, molto più sportivi, larghi sulle gambe, con cuciture sagomate sulle ginocchia e con bretelle metti-togli che sono un piacevole dettaglio.
Devo ammettere che questo secondo paio di jeans mi piace proprio e ti toglie quell’aria da bimba tutta pizzi e fiocchi che un pochino (ma non troppo…) mi aveva stancata.
Unico dettaglio spiacevole: le signore in giro che vedendoti coi jeans, noncuranti di altri dettagli, mi chiedono sempre se sei un maschietto… che palle!!!
Prima o poi risponderò “non lo so, non ci ho ancora guardato!”.

Una giornata decisamente "no"


Dunque, mi sono svegliata col piede storto, forse perché ho dormito pochino (graaazie Alice!)... poi stamattina ti sei bevuta un biberon pieno pieno di latte ed io mi sono sentita un po' una merda e mi sono chiesta se ti ho fatto patire la fame in queste ultime settimane (spero non mesi…). Infine penso che è in arrivo la nube radioattiva dal Giappone e vorrei sigillare tutti dentro casa, Heidi compresa, e tappare porte e finestre perché anche se gli “espertoni” ci tengono a sottolineare che non c’è nessun pericolo per la salute, io non credo ad una sola parola e penso che la vera verità noi non la sapremo mai...
Immagino la tua mini-tiroide in crescita che oltre al già “normale” tasso di inquinamento, ora deve anche sopportare un bombardamento di sostanze tossiche e mi… cago letteralmente sotto!
Che dici Alice, una giornatina di quelle da bypassare e dire “finalmente è già domani!”. Peccato che forse la nube radioattiva sarà qui proprio domani…
Beata te che nel frattempo, con la pancia finalmente piena e ignara di tutto ciò che ti sta capitando intorno, te la dormi beatamente…

martedì 22 marzo 2011

Il tempo rubato


Cominciare qualcosa che fin dall’inizio non sai nemmeno se riuscirai a finire, non riuscire più a fare nulla se non rubando il tempo a te, questo per me è essere madre.
Tu sei buona ma di giorno dormi pochissimo e non mi dai tregua.
Non mi è permesso lavarmi i capelli, cucinare è un lusso, ogni cosa è diventata difficile da raggiungere e da quando ci sei tu, anche avere cinque minuti per scrivere un post è una conquista spesso complicata.
Vorrei potermi mettere ai fornelli con calma senza dover contemporaneamente calmare i tuoi capricci e gestire la tua rabbia perché in quel momento non sei al centro delle mie attenzioni.
Certe volte ammetto che questa situazione mi pesa.

Il pranzo è servito!


In questo pomeriggio primaverile rifletto silenziosa e un po’ preoccupata sui cambiamenti che stanno avvenendo e che ti riguardano.
Oggi abbiamo sperimentato la prima pappa.
Ora mi rendo improvvisamente conto di quanto sia stato facile, in questi mesi, occuparsi di te. Quando avevi fame, a qualsiasi ora, in qualsiasi posto, bastava tirare fuori la tetta e “il pranzo era servito”. Ma da oggi non è più così. Papà ed io dovremo imparare a gestire le nostre cose in funzione dei tuoi tempi. Non potremo più ritrovarci ad andare a fare la spesa alle 11:30 perché tu a mezzogiorno devi mangiare la pappa e non è pensabile dartela in un supermercato… Dovremo cambiare le nostre abitudini e volenti o nolenti dovremo anticipare o posticipare le nostre esigenze. Riusciremo a farcela?