giovedì 21 aprile 2011

Ritrovarsi


Incontrarsi, individuarsi e trovarsi non è affatto facile.
Nella vita incrociamo le vite di molte altre persone e “scontrarsi” proprio con quelle giuste è un’impresa piuttosto difficile.
Ritrovarsi quando ci si è persi è un compito ancora più complicato, che richiede tempo, pazienza e costanza. Però quando succede ritrovarsi è un piacere indescrivibile.

mercoledì 20 aprile 2011

Ninnoso orsetto nannoso


È da poco arrivato a casa Ninnoso, orsetto nannoso, regalo di zia Anna!
Ci piace perché è morbido, colorato e come se non bastasse ha una cordicella che se la tiri parte la ninna nanna di Brahms, che è anche la tua preferita. Per ora l’ho attaccato al passeggino ma non so ancora se lo lascerò lì o se te lo metterò nel lettino. Se riesco a fare in modo che non si sporchi lo lascio lì e sposto il tuo caro amico sventola a fare la nanna nel lettino con te. Certo che se tu imparassi a fare un po’ di nanna anche di giorno, non sarebbe affatto una cattiva idea Alice!

Un pomeriggio al mare


Oggi pomeriggio hai dormito anche meno del solito: all’una e un quarto avevi già finito il tuo sonnellino pomeridiano… con mio profondo sconforto, lo ammetto!
Così, in preda al panico pensando a come ti avrei potuta intrattenere, ho deciso di fare prima un bel giro al parco con Heidi, e poi, dopo averla riaccompagnata a casa, siamo andate a fare una passeggiata al mare sole tu ed io. E così abbiamo fatto.
Siamo state in spiaggia oltre due ore, stese al riparo di un ombrellone, riscaldate dal sole e cullate dal rumore delle voci in sottofondo. Tu hai giocato con la sabbia e poi hai fatto merenda seduta sul telo, come se fosse un pic-nic. Sei anche riuscita a rilassarti e a fare un micro-sonnelino di un quarto d’ora. Non di più però! Non sia mai che mentre dormi succede qualcosa di interessante e tu te la perdi!

Un bruco peloso e colorato per Alice

Ieri i tuoi nonni ti hanno regalato un bruco colorato. È morbido e peloso, verde e arancione, ha cinque paia di zampe, una faccina davvero simpatica e delle belle antennine. Ora dobbiamo trovargli un nome, chissà, magari zia Anna ci può aiutare nella scelta, come ha fatto quando dovevamo dare un nome al tuo amico “Sventola”.

A pranzo con mamma


Non credo di essere mai stata un “animale” solitario, ma nel tempo mi sono perfettamente abituata a stare con me stessa e devo dire che ci riesco anche piuttosto bene. C’è un unico momento in cui la solitudine mi pesa più degli altri: è l’ora di pranzo. Mettersi a tavola da soli, non è sempre facile, infatti di solito evito accuratamente il classico rito della tavola apparecchiata e consumo pasti frugali, spesso in piedi, girovagando per casa. Una volta alla settimana mi concedo il pranzo in “compagnia”, e vado a mangiare al self service del centro commerciale, anche se di fatto sono comunque sola, perché in realtà l’unica differenza è che sono circondata da tante persone che però non conosco.
Ultimamente ci sei tu a farmi compagnia, anche se però la tua è ancora una compagnia a volte troppo silenziosa e altre troppe invadente...
La maggior parte dei giorni poi, proprio in coincidenza con la mia ora di pranzo, tu fai la mini-pennichella pomeridiana e quindi non ci sei…
Vorrà dire che mi toccherà aspettare qualche anno e quando sarai un pochino più grande potremo finalmente pranzare insieme io e te.

martedì 19 aprile 2011

Impagabili attimi prima della nanna


Gli istanti che precedono la nanna notturna sono piacevoli e divertenti.
Quando ero incinta ho cominciato a pensare a come ti avrei “abituata” al piacere della nanna ed avevo deciso di darti una serie di piccoli riti che ti avrebbero accompagnata prima di dormire. E così è stato.
Prima c’è la fase dei giochi sul lettone con papà, poi c’è il momento del pigiamino, e per ultimo, proprio pochi istanti prima di andare al “teatro Bianchini” (sotto le coperte, sopra i cuscini) come ci ha insegnato a dire papà, c’è l’ultima poppata o l’ultimo biberon a seconda di ciò che resta.
Mentre mangi,adagiata fra le mie braccia, nella penombra della tua camera, stremata dalle fatiche di una giornata anche per te intensa, sei dolcissima e mi accarezzi teneramente la mano, sfiorandomi i capelli con una dolcezza che di solito non ti appartiene (durante il giorno preferisci strapparli brutalmente…).
Quando hai finito di giocare con il corpo di mamma, passi a giocare con il tuo e cominci ad allungare la gambetta, tenendo saldamente il piedino con la mano, un po’ in stile Heather Parisi…
A questo punto i tuoi meravigliosi occhioni blu, sono già praticamente chiusi e ti canti  la ninna nanna emettendo mugolii che variano di intensità e frequenza.
Un istante dopo posso adagiarti nel tuo lettino e aspettare che tu scalpiti, come faceva la mitica Sandra Mondaini, ribellandoti alle lenzuola, che proprio non sopporti, prima di abbandonarti definitivamente al sonno della notte.
Buonanotte tesoro, come si dice in Spagna “cariño, duermete con los angelitos”.

Il momento più bello della nostra giornata


Le giornate con te sono lunghe e spesso faticose, ma c’è un momento, proprio in fondo alla giornata, che serve a farmi passare la stanchezza e che riesce magicamente a farmi tornare il sorriso: mi riferisco al momento dei tuoi giochi sul lettone con papà. A dire la verità ci sono anche io, ma il più delle volte cerco di stare un po’ in disparte per lasciare che viviate un momento tutto per voi.
È molto più che bello assistere anche solo da spettatore a questo piacevolissimo vostro scambio di coccole.
Non ha prezzo e non ha valore vedere e partecipare al “play time” che non so se sia giusto in inglese, ma mi piaceva battezzarlo così.
Amo la mia famiglia e la mia famiglia, siete voi tu e papà. Amo più di ogni altra cosa passare il mio tempo insieme a voi e farlo diventare il nostro tempo.
Per questo, il momento più bello della giornata è proprio il “fanalino di coda”, quello che sta in fondo e che ci riunisce tutti, a volte anche Heidi, intorno al lettone…