domenica 12 giugno 2011

Domenica al mare


Dopo essere stati a pranzo al ristorante con i nonni di Ravenna, dove tu ti sei esibita in una serie di urletti di gioia mai sentiti, per festeggiare insieme l’ottantaquattresimo compleanno di nonno Mario, nel pomeriggio siamo finalmente riusciti ad andare al mare. Dopo una settimana di brutto tempo e di forzata assenza dalla spiaggia, ci volevano proprio queste due ore di relax e di sole.
Tu sei tornata alla tua solita e disgustosa passione: mangiare la sabbia e hai giocato nella tua mini-piscinetta gonfiabile. Sei stata bravissima, direi da manuale.
Ora sei stanchissima, si vede, ma dovrai fare ancora un piccolo sforzo. Ti aspetta una pizza “Da Bruno” con mamma e papà, un bagnone, per ripulirti da crema e sabbia e poi finalmente, il tuo anelato biberon di latte pre-nanna. Ma non temere, la pizzeria è prenotata alle sette e mezza, quindi sicuramente alle nove sei già in vasca con papino… e se non ti smentisci alle dieci sarai abbracciatissima al coniglietto della nanna.

... 5 giorni alle vacanze...


Per caso mi è caduto lo sguardo sul calendario ed ho improvvisamente realizzato che mancano solo 5 giorni alle vacanze…
È iniziato il conto alla rovescia!
Che voglia che ho di stare qualche giorno stesa in spiaggia senza dover pensare a nulla, senza dovermi preoccupare di niente, se non, al massimo, di spalmare la crema solare su di te Alice….
Ne avevo davvero bisogno, anzi, qua mi sa che ne avevamo bisogno tutti, anche papino che lavora 12 ore al giorno non stop!
E poi sai tu come sarai felice che potrai consapevolmente godere della presenza di papà 24 ore su 24,??? Sarai un geco sulla sua spalla…
Sì perché quando siamo stati in vacanza l’ultima volta, per Natale, tu eri troppo piccina per renderti conto delle cose, ma ora… non ti sfugge proprio niente e men che meno ti sfugge papà e la sua “recchia”!

sabato 11 giugno 2011

Se penso...


Se penso che la persona che mi ha dato la vita oltre quarant’anni fa, esattamente a come io l’ho data a te otto mesi fa, sta morendo, se penso che colei che mi ha coccolata e amata, prendendosi cura di me, vegliando il mio sonno e consolando il mio pianto, se ne sta andando, sta morendo divorata da un male bastardo che non perdona, che non le lascia via di scampo, mi sento soffocare e improvvisamente un nodo mi stringe la gola, spegne le mie parole, ma non i miei pensieri.
Non riesco a parlare e nemmeno a piangere, solo qualche lacrima al telefono con papà, solo qualche messaggio alle amiche vere, poche parole per chiudere un discorso che non voglio riaprire e poi quel nodo che stringe la gola e le uniche parole che riesco a dire sono “non ne voglio parlare”.
Ma ci penso, non smetto di pensarci un solo istante e ho paura e mi chiedo come farò.
Non si finisce mai di essere figli, nemmeno quando si diventa genitori.
Non si finisce mai di avere bisogno di una madre nemmeno quando si diventa madri.
I contrasti, le differenze di carattere, le incomprensioni e le distanze allontanano, ma non spezzano quel cordone ombelicale che la natura ha creato e che ci unisce a chi ci ha dato la vita.

venerdì 10 giugno 2011

Amiche di ieri, di oggi, di domani...


Ritrovarsi, dopo dieci anni, (più o meno… i tempi, le date e i numeri, lo sai, non sono il mio forte…) e riprendere il discorso esattamente da dove l’avevamo lasciato, come se fossero passati dieci giorni dall’ultima volta che ci eravamo viste.
Ritrovarsi decisamente cresciute, un po’ meno bambine e più donne, forse invecchiate, eppure uguali, con la stessa voglia di condividere, con la stessa sincera amicizia che ci aveva fatte conoscere e riconoscere dieci anni fa.
Ritrovarsi a parlare delle nostre vite, raccontarsi quello che è successo, quello che sta succedendo, quello che vorremmo che succedesse e anche quello che vorremmo non succedesse mai.
Stupirsi e ripetersi più volte con lo sguardo incredulo “chi lo avrebbe mai detto…”
Oggi Alice è venuta a trovarci una cara amica della mamma, una persona che tanti anni fa ha condiviso un pezzo importante della sua vita.
Oggi Alice è stata una bella giornata, anche se sentire che succedono certe cose ti lascia senza parole e ti fa sentire un brivido sulla pelle che ti attraversa come una scossa elettrica.
Oggi Alice ho ritrovato una persona che non voglio più perdere, perché mi rendo conto che le persone davvero importanti sono sempre troppo poche nella vita…

Il prima e il dopo


Prima di te avevo un libro di ricette scritte da me, perfetto, sempre aggiornato e incredibilmente ordinatissimo.
Dopo di te il mio libro di ricette non è più stato aggiornato, uso foglietti sgualciti e macchiati, con dati incompleti che solo io riesco a decifrare.
Dopo di te a dire la verità, è difficile anche solo trovare il tempo per avvicinarsi ai fornelli per cucinare, invece di limitarsi a riscaldare qualcosa di già pronto…

Prima di te ero una fanatica dei colori e delle sfumature: difficilmente mi vestivo con indumenti non intonati fra loro, anche le scarpe ed eventuali elastici nei capelli erano assolutamente ton sur ton.
Dopo di te i colori sono un dettaglio che non mi appartiene, mi metto le prime cose pulite che trovo a disposizione sapendo già che presto saranno tempestate da infestanti macchie gialle, verdi o arancioni, a seconda di quello che mangerai tu…
Dopo di te, a dire la verità, anche solo riuscire ad indossare vestiti puliti è già conquista, a volte irraggiungibile…

Prima di te immaginavo a come sarebbe stata la mia vita con un figlio, alla gioia che mi avrebbe potuto dare diventare madre.
Dopo di te mi rendo conto che ciò che ho immaginato non è nemmeno lontanamente paragonabile alla vera gioia che tu mi dai ogni giorno.
Dopo di te mi rendo conto che il prima era riempito di libri di ricette perfetti e di colori intonati, ma in realtà era assolutamente vuoto…

giovedì 9 giugno 2011

Rapido sguardo su di te


Il mal di testa martellante stasera non mi lascia dormire.
Tu invece fortunatamente dormi serena nel tuo lettino.
Sono venuta a guardarti poco fa.
Ieri hai compiuto otto mesi e ancora non mi sembra possibile.
Ti accarezzo, ti tocco, per sentire che sei vera e per avere la certezza che non sei solo un magnifico sogno.
Sei nostra figlia, la nostra splendida bambina, talmente buona e bella da sembrare finta.
Ripenso a questi mesi e mi rendo conto che ho vissuto ogni giorno della tua vita intensamente, ho cercato di godere ogni attimo fino in fondo ed ora il tempo mi sembra correre via troppo veloce.
Da quando hai compiuto sei mesi i giorni sono volati via uno dopo l’altro senza darmi nemmeno il tempo di fissare nella mia mente i ricordi.
… otto mesi, e a me sembra ancora impossibile che tu sia qui, che dormi serena nel tuo lettino…

2 più 1 fa 3, non 4, 5 o 6...


Quando due persone stanno per diventare genitori attraversano una fase di transizione estremamente delicata: il passaggio di una coppia in famiglia non è immediato ed automatico ed é un processo non privo di difficoltà, che va vissuto da ogni coppia in assoluta e totale libertà.
La trasformazione di una coppia in famiglia é una vera e propria metamorfosi che comincia il giorno stesso in cui i futuri genitori scoprono che stanno aspettando un bambino e che dura anche nei mesi successivi alla sua nascita.
Ogni coppia ha i suoi tempi e le sue modalità, ogni storia é unica, ogni famiglia nasce, cresce e vive  in maniera diversa, ogni percorso é differente e uguale solo a se stesso.
La maggior parte delle volte quando la notizia del lieto evento viene resa pubblica, la coppia in attesa comincia inevitabilmente ad essere subissata dalle pressioni di parenti e di amici che, in buona fede, per soddisfare il loro desiderio di essere presenti e per condividere la loro gioia, stressano, spesso senza nemmeno rendersene conto, la futura famiglia. Impongono la loro presenza, invadono gli spazi, scavalcano i ruoli, elargiscono consigli: tutte cose non solo inutili ma assolutamente dannose!
Passare da due a tre, non é facile, se a questo si sommano altri elementi, si corre il reale rischio di tornare indietro e il risultato potrebbe anche essere solo uno...
Per questo Alice, quando sei nata tu, io non ho voluto che fosse presente in ospedale nessuno a parte tuo padre, naturalmente. Non ho voluto nemmeno mia madre.
Papà ha inizialmente ascoltato e poi condiviso la mia richiesta di vivere nell'intimità della nostra neonata famiglia, un momento per noi unico e fondamentale.
Ogni presenza in quel momento sarebbe stata in più, ogni altra persona sarebbe stata fuori luogo. Noi avevamo bisogno di stare fra di noi, di essere soli, di imparare a conoscerci, di costruire il nostro nuovo nucleo familiare, di mettere le fondamenta per il nostro futuro, senza nessun altra presenza, senza interferenze. Forse Papà all'inizio ha solo appoggiato una mia richiesta per non contraddirmi, senza però comprendere fino in fondo le mie motivazioni. Poi credo sia stato molto felice della nostra scelta e penso che non se ne sia mai pentito.
Per quanto mi riguarda io rifarei mille volte la stessa scelta!
Mi spiace per chi non ha capito, per chi si é sentito escluso, ferito o peggio offeso.
Non era mia intenzione ferire né offendere nessuno, ma solo preservare il mio diritto all'intimità in un momento così importante e delicato.
Oggi, quando a distanza di otto mesi ripenso a quei tuoi primi momenti di vita, ho un meraviglioso ricordo di noi tre insieme alle prime armi come famiglia e non lo cambierei con null'altro al mondo.
Questa è l’unica cosa che davvero conta e non ha prezzo e non ha valore.
Perché ricordalo sempre Alice, due più uno fa solo tre e tre più uno, naturalmente fa solo quattro....