Quando ero bambina Alice, mia madre, ovvero tua nonna, mi comprava sempre dei pigiami un po' tristi, di quelli dalla linea e dai colori decisamente maschili e anzianotti, con i pantaloni a tinta unita e la maglia di una microfantasia insignificante, quel genere di pigiami che sicuramente non ti colpiscono per la loro morbidezza e a dire la verità, non ti colpiscono proprio, anzi passano piuttosto inosservati.
Io peró non ci facevo caso, non ne avevo mai visti altri e per me tutti i pigiami del mondo erano così.
La mia pacifica convivenza con pigiami di questa categoria, è proseguita per anni, almeno fino a quando una mia amichetta, quella che tu oggi conosci come "Zia Lombi", non mi ha fatto vedere un incredibile pigiama che le aveva regalato sua mamma: bianco e rosa, con davanti disegnati due orsetti e talmente soffice da sembrare appena uscito da una nuvola. Era sorprendente! Avevo appena scoperto che i pigiami del mondo non erano necessariamente come i miei: grigi, un po' duri, per niente "frou frou" e dai colori cupi, ma potevano anche essere come quello che avevo di fronte: morbidosi, con tenere immagine applicate sopra, vellutato come una carezza e per completare il quadro, come se tutto questo non fosse già abbastanza, di un meraviglioso color rosa baby. Lo guardavo esterrefatta chiedendomi se pigiami di quel tipo erano sempre esistiti, nel qual caso la ovvia domanda seguente era "ed io come avevo fatto a non vederli mai?", o se invece erano il modernissimo risultato di scoperte "tecnologico-scientifiche...", un nuovo ritrovato rarissimo, dai costi esorbitanti.
Non ho mai scoperto quale fosse la risposta giusta a questa domanda, e nemmeno ho mai capito perchè mia madre si ostinasse a mandarmi a letto vestita come una giovane recluta, ma una cosa è certa, il mondo, almeno il mio, dopo quel momento non è più stato uguale a prima.
A quel punto avevo visto e toccato con mano una realtà totalmente diversa, dall'unica che avevo sempre conosciuto e avuto davanti agli occhi e il mio unico obiettivo era : possedere anche io, un giorno, un morbido ed avvolgente pigiama, in grado già da solo di regalarti indimenticabili momenti di coccole e fantastici sogni.
Gli anni sonno passati Alice e il mio cassetto dei pigiami nel tempo si è prima popolato e poi sovraffollato, di molti indumenti di quel tipo, dai tenui colori pastello e con stampate sopra, tenere immagini di orsetti, conigli o cagnolini, tanto per farmi compagnia durante la notte. Da quando sono stata io a finanziare e scegliere il mio shopping, e fino ad oggi, nessun pigiama triste (e forse ora che ci penso, nemmeno nessun pigiama sexy...) è mai più entrato, nemmeno per errore, a far parte del mio "guardaroba notturno".
Per qualche anno il mitico "pile" e le fantasie "ad orsetto" l'hanno fatta "da padrone" e poi ultimamente, non ho più messo limiti alla fantasia e alla creatività e ho lasciato entrare nuovi personaggi ad allietare le mie (ed anche le tue) notti: Minnie, Titti, Hello kitty...
Naturalmente per non farti vivere lo "shock" che invece ho dovuto subire e superare io (anche se l'acquisto compulsivo dei pigiami, mi fa venire il fondato sospetto di non averlo mai del tutto superato...), tu hai sempre avuto, fin dai tuoi primissimi giorni di vita, pigiami e tutine, rigorosamente da femmina, incredibilmente coccolosi e teneri, che si differenziano (ma davvero si differenziano?) da quelli di tua madre oltre che per le dimensioni solo per la presenza di piedini chiusi (li voglio anche io!) e per la comodissima "patta controllapipì" sul sedere (ora capisci perchè ti dico che la parola sexy, quando si tratta di pigiami e ahimè non solo in queste occasioni, non mi appartiene...).
Lo so, ti stai chiedendo preoccupata e curiosa perchè alle cinque di mattina io ti abbia scritto un lungo post sui pigiami...
Stanotte, alle cinque, papà è partito per un viaggio di lavoro e starà via anche domani notte e così io ieri, per farmi un regalo di compleanno, per coccolarmi un po' e anche per farmi sentire meno triste e sola sotto le coperte, mi sono comprata un pigiama da femmina, a righine sottilissime lilla e con stampati davanti i miei amori: il nanetto Cucciolo, che poi saresti tu e il nanetto Brontolo, che sì, non fare quella faccia, sarebbe papà... o babbo, come preferisci chiamarlo tu.
Ora peró che lui è appena partito il letto è comunque troppo vuoto, troppo grande e troppo freddo per riuscire a dormire e il pigiama, per quanto sia bello, non basta a farmi stare meglio...
venerdì 11 novembre 2011
giovedì 10 novembre 2011
Ci sono cose alle quali proprio non ci si abitua…
Fra poco ti darò da
mangiare e poi preparerò anche la pappa di Heidi, ma non la nostra cena, perché
noi ceneremo fuori stasera, per festeggiare il mio quarantunesimo compleanno. Mi
piace mangiare al ristorante, pur amando cucinare, mi è sempre piaciuto molto,
forse perché amo mangiare in compagnia.
Devi sapere Alice che se c’è
una cosa alla quale non mi abituerò mai, è quella di mangiare da sola, mi dà un
senso di profonda tristezza e mi fa passare anche la voglia di cucinare e di
apparecchiare la tavola. Credo che in assoluto questa sia la cosa più difficile
che mi “tocca fare” da quando vivo lontana da Ravenna: pranzare ogni giorno da
sola. Ero abituata a non essere mai sola seduta a tavola, a non avere mai di fronte
una sedia vuota e non è facile cambiare abitudini, ci sono cose alle quali
riusciamo ad adattarci ed altre invece che proprio non ci appartengono e per
noi resteranno sempre una forzatura. Questa è proprio una di quelle cose. Ma stasera
tu, papà ed io andremo insieme a cena fuori, anzi, mi sa che mi conviene
sbrigarmi perché se no si fa davvero troppo tardi…
mercoledì 9 novembre 2011
Qualche necessario chiarimento
Ti comunico Alice, che anche
se vai a quattro zampe già da diversi mesi, tu non sei un cane. Non può aspettare
che io metta le crocchette di Heidi nella sua ciotola per andarle a mangiare
con lei, non puoi lavarti le mani nella sua acqua, perché non serve a pulire…,
non puoi rubarle i giochi premasticati e tentare di incidere anche i tuoi denti
sopra, e non puoi accovacciarti nel suo letto…
Un’altra cosa… gli
animali non fanno tutti “bau bau”: è inutile che ci provi a ripondere “Bau” ogni
volta che ti chiediamo di ripetere il verso di qualche animale, e che tenti
disperatamente di convincerci che la mucca fa “bau-muu”. Riassumendo: il gallo
fa “chicchirichì”, la mucca “muuu”, la pecora “beee”, la rana “cra, cra”, il
gatto “miao”, l’uccellino “cip, cip” la papera “qua, qua” l’asino “i ooo, i ooo”,
il pulcino “pio pio”, la gallina “coccodè e solo il cane e nessun altro fa “bau”…
Ed infine: “Alice”
oltre ad essere il nome simpaticamente riprodotto sulla tua porta con le
letterine in legno colorato è soprattutto il tuo nome, quindi non è necessario cercare
una scritta sul muro per esaltarti a dire “aìce”, “Aìce” sei tu… non la scritta
sul muro…
Uno vale l'altro
Una volta erano solo
conigli, soffici e teneri, giacevano nel tuo letto e ti aspettavano per fare la
nanna insieme, conservando e proteggendo ciascuno di loro un ciuccio. Avevano
orecchie lunghe e dettagli morbidosi e ti aiutavano a ritrovare i ciucciotti
durante le tue tormentati notti. Poi è arrivato lui, un intruso, diverso ma con
belle orecchie, anche se più che di un coniglio ha le sembianze di un agnello. Vi
siete piaciuti subito e lo hai accettato senza difficoltà. Poi è stata la volta
dell’orsetto arrivato da lontano, di certo, non ha le orecchie lunghe, ma si è
fatto volere bene lo stesso e tu l’hai adottato volentieri. Infine è arrivato
un altro coniglio, con le orecchie lunghissime e un copri ciuccio nascosto
proprio nel pancino, inutile dire che ora si trova anche lui nel tuo letto… insieme
ai suoi amichetti e fanno davvero una bella e silenziosa combriccola…
A questo punto la
domanda sorge spontanea: ma con tutta questa folla nel lettino, tu dove dormi?
martedì 8 novembre 2011
Parole dal passato e dal presente
Un anno fa, esattamente
nel tardo pomeriggio dell’8 novembre, proprio nel giorno del tuo primo “compimese”,
su questo blog scrivevo queste parole:
“Oggi compi un mese, il tuo primo mese di
vita, il nostro primo mese insieme.
È stato un mese vissuto intensamente, dal
primo all’ultimo minuto.
Certe volte ti guardo e ancora mi sembra
impossibile eppure tu con la tua presenza, con i tuoi sorrisi accennati, con i
tuoi sguardi persi nel vuoto, con i tuoi mugolii, con il tuo profumo di pulito,
sei lì a ricordarmi che tutto vero, che sono diventata madre.
Mi fa ancora uno strano effetto pensarlo e
dirlo. Io finalmente sono mamma…
Il sogno si è trasformato in realtà, dopo
tante paure, dopo tante lacrime, dopo tante speranze… oggi festeggio il tuo
primo “compimese”.
Ti guardo: a volte mi sembri grandissima a
volte minuscola.
Ora dormi beata nella tua carrozzina, sembri
e sei un angioletto. Che bella sei Alice!
Non avrei potuto desiderare di meglio: sei
la mia bimba, sei sana, bella e buona.
Un mese fa sei nata e da quel momento tutto
è cambiato, ogni cosa è ripartita e tutto è ricominciato da zero.
Un mese fa ti ho vista e oggi sto ancora
imparando a conoscerti, a capirti ma non ho avuto bisogno di tempo per amarti,
quello è stato istintivo.
Spero di essere stata una brava mamma per te
in questo mese Alice ma se non è così ti chiedo di avere un po’ di pazienza e
nel frattempo… auguri amore.”
Oggi, a distanza di un anno
da quel giorno rileggo questo post e mi emoziono, mi commuovo, rivivo quel
momento intenso, speciale e unico. Ti guardo, con un anno in più, ti ammiro e
mi stupisco di fronte a tutte le cose che nel frattempo hai imparato a fare e
continuo a pensare che tutto questo sia un sogno meraviglioso, il regalo più
bello che la vita potesse farmi: una figlia desiderata e nata da un grande
amore, quello fra tuo padre e me.
Oggi tu ci osservi e
sorridi quando ci diamo i bacetti e poi subito vieni a darceli tu…
Grazie Alice e buon
tredicesimo compimese. Lo so che non si festeggiano più, ma per me ogni giorno
è una festa!
Bacetti che lasciano il segno...
Da quando hai imparato non smetti più di dare baci "veri", si vede subito quando stai per partire col bacetto: ti avvicini delicatamente con la tua faccina alla guancia del prescelto e poi "smack", gli regali uno dei tuoi indimenticabili baci bavosini e lumacosi, uno di quelli che indubbiamente lasciano il segno e non solo sulla guancia, anche nell'anima.
La compilation di una "unenne"
Forse e sottolineo forse, abbiamo trovato un metodo per farti stare buona quando sei in macchina.
Ho comprato alcuni c.d. con musiche e canzoni per bambini ed uno in particolare sembra piacerti davvero molto. Quando partono le filastrocche e le canzoncine in rima, tu all'istante ti ammutolisci e smetti di piagnucolare.
Unica pecca del c.d., dura non più di mezz'ora, quindi mi tocca ascoltare e riascoltare a ripetizione le stesse canzoni, due o tre volte a seconda della lunghezza del tragitto che dobbiamo fare.
In ogni caso, se davvero funziona la compilaton per "unenni" ha effetti magici su di te e un pochino alienanti su di me, lo ammetto...
Ho comprato alcuni c.d. con musiche e canzoni per bambini ed uno in particolare sembra piacerti davvero molto. Quando partono le filastrocche e le canzoncine in rima, tu all'istante ti ammutolisci e smetti di piagnucolare.
Unica pecca del c.d., dura non più di mezz'ora, quindi mi tocca ascoltare e riascoltare a ripetizione le stesse canzoni, due o tre volte a seconda della lunghezza del tragitto che dobbiamo fare.
In ogni caso, se davvero funziona la compilaton per "unenni" ha effetti magici su di te e un pochino alienanti su di me, lo ammetto...
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