In questa
domenica di fine marzo, approfittando delle calde ore del pomeriggio ci siamo
regalati una meravigliosa passeggiata in bici tu, papà ed io, fino a Bellaria.
Unico vero problema: una volta arrivati a destinazione, dopo aver parcheggiato
le bici, andare n giro con te “a piede libero” senza passeggino e quindi senza
controllo…
Credo che
comprerò le “redinelle”, un modo più elegante per chiamare il guinzaglio da
bambini, che ho tanto criticato e detestato, ma del quale ora comprendo
pienamente l’utilità…
domenica 25 marzo 2012
Mutande
In
previsione dell’arrivo dell’estate e del conseguente imminente tentativo di
abbandonare il pannolino, ho deciso di comprarti le mutande. Oggi ho comprato
il primo paio ma ho pensato di evitare pizzi, frizzi e lazzi, visto che con
ottime probabilità tu ci farai dentro ettolitri di pipì… e forse non solo
quella
Il caffè di Alice
Ed ora che
grazie alla zia Gnegna tu hai la tua personalissima macchinetta del caffè, con tanto
di tazzine e cucchiaini, il caffè a letto la domenica mattina non ce lo toglie
nessuno a me e a papà. Oggi sei ancora giustificata, ma solo perché devi ancora
prenderci la mano ed imparare ad usarla bene, ma dalla prossima domenica sappi
che non ci sono scuse, mi aspetto di vederti arrivare con la tazzina sul
piattino e il cucchiaino rosso fiammante appoggiato lì accanto. E i raccomando,
non dimenticarti di macinare il caffè prima!!!
Grazie
zia Gnegna!
sabato 24 marzo 2012
La borsa di una mamma
Negli anni
in cui ero solo figlia mi sono spesso domandata come era possibile che dalla
borsa di mia madre riuscisse a saltar fuori sempre di tutto: giochi, libri,
fogli, penne…
Oggi che
sono madre, e che sono io a portare la borsa (no, inutile sottolineare che
nonostante il tentativo di papà, io non ho ancora imparato a portarla sull’avambraccio...),
mi rendo conto che Mary Poppins in confronto a me è una dilettante. Ciò che
riesco, incredibilmente a tirare fuori dalla borsa è spaventoso. Nemmeno io so
esattamente cosa contiene, ma qualsiasi cosa mi serva, qualsiasi cosa io stia
cercando sicuramente c’è. Tutto sta nel riuscire a trovarla in tempo utile… Due
soli problemi: il peso specifico della suddetta (stavo sinceramente pensando di
farle mettere le ruote tipo trolley…) e la perdita del cellulare che una volta
messo in borsa, puntualmente viene inghiottito e sparisce, proprio come se
fosse caduto nel Triangolo delle Bermuda e certe volte ho davvero il sospetto
che sia così…
Tu dai i numeri!
Io me n’ero
già accorta, ma papà lo ha realizzato solo in questo week end: tu conti. No,
calma, non esaltarti, non sei un piccolo genietto in erba, conti a modo tuo:
premi i tasti del tuo finto telefonino e dici a casaccio “attro, ette, uotto”
rigorosamente in questa sequenza. Nel tuo panorama nuumerico si parte dal
quattro e si passa immediatamente al sette e all’otto. Per tutto il resto… c’è
tempo!
Contatti ravvicinati con la spiaggia
Questa
mattina, dopo la colazione al bar e prima di fare la spesa, ci siamo regalati
una mezz’oretta di relax sulla spiaggia e abbiamo goduto dei tuoi primi
contatti ravvicinati con la sabbia. Non appena i tuoi piedi, precedentemente denudati
hanno toccato lo strano suolo, hai cercato di arrampicarti sulle nostre gambe,
ma poi, dopo qualche minuto di comprensibile esitazione, ti sei lanciata in
grida e urla e immediatamente diretta a tutta velocità verso ill’acqua… Se ti
dicessi che non sono preoccupata di quello che mi aspetta quest’estate al mare,
non sarei sincera Alice…
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