domenica 28 ottobre 2012

Cambio armadio...



Stressantissima e detestata operazione “cambio armadio” effettuata, e dopo tre anni senza acquisti per me, gli effetti disastrosi di questa "non gestione" del guardaroba si sono fatti sentire, anzi, vedere... Nemmeno l'arrivo di "ma come ti vesti?" credo che sarebbe in grado di risollevare le disastrose sorti del mio look...
Sono presenti in abbondanza e tutte mal ridotte, tute, felpe, pile e maglioni tutti rigorosamente con macchie indelebili...
All’appello anche un paio di pantaloni praticamente nuovi, molto belli, sicuramente un po' leggeri e forse un pochino stretti, un paio di jeans pre-macchiati che ormai camminano da soli e un paio di vestiti in maglia, sicuramente fuori moda…
Cassetto straripante di t-shirt a maniche lunghe tutte sbiadite e slabbrate con o senza stampe e tutte con macchie indefinite ma indelebili, maglioni già sformati di almeno 3 taglie più grandi o tre taglie più piccoli, giacconi di pile con incorporato un puzzo di vecchio che non viene via in nessun modo...
La scarpiera non gode di “salute” migliore in quanto è ormai abitata solo da scarpe da ginnastica, scarponcini stile trekking e ciabatte... tutto rigorosamente “radioattivo”…
Forse Alice dovrei cominciare a smettere di comprare cose per te e decidermi a fare shopping per me… Ma il problema è che io proprio non mi vedo, davvero non ci riesco a provarmi delle cose… Io con questo corpo che mi è rimasto dopo la tua nascita non mi so vedere… e di conseguenza non lo so vestire, mi limito a coprirlo...

Febbre!!!



Stamattina mentre eravamo al centro commerciale il tuo inconsueto silenzio ha insospettito papà, che mi ha detto che probabilmente non stavi bene. Abbiamo subito abbandonato lo shopping e siamo tornati a casa dove abbiamo scoperto che avevi 38 di febbre. Ecco scoperta la ragione del tuo mutismo… Povero cucciola di mamma, fai tanta tenerezza con quegliocchioni lucidi e un po’ cerchiati…
Speriamo tu guarisca presto e speriamo tutto passi in tempo per andare a Roma…

sabato 27 ottobre 2012

Io, esemplare di "mamma koccolala"


Parlavamo di animali, e di mamme con i loro cuccioli, parlavamo di koala e tu, mentre eri in braccio a me mi hai stretta forte forte e facendomi le coccole mi hai sussurato all’orecchio “mamma koccolala”… Che bella questa unione fra koala e coccole, mi piace essere questo strano esemplare di animale, mi piace rappresentare per te una mamma koccolala…

Tu apri la porta!



Sapevo che sarebbe successo, sapevo che mancava poco.
Bastava guardare la rapidità con cui stavi crescendo per capire che ormai la “pacchia” stava per finire.
Oggi papà improvvisamente ti ha guardata mentre eri vicina alla porta e con aria sospetta ti ha chiesto di aprirla, e tu… l’hai fatto!!! Tu apri la porta di casa!!! Tu arrivi agilmente alla maniglia, la tiri giù e apri la porta…

Due giorni senza ciuccio



Così come gli alcolisti che si stanno disintossicando contano i giorni da quando non bevono, allo stesso modo io conto i giorni che sono passati da quando abbiamo (ho) deciso che il ciuccio di giorno non va bene e che si usa solo di notte e durante il sonnellino pomeridiano. Non che io sia contraria in assoluto al ciuccio, ma tu sei una bambina che chiacchiera molto, e quando tenti di parlare trattenendo il ciuccio con i denti, non si capisce davvero nulla ed è una cosa che io trovo assolutamente insopportabile. Anche per questo, ho pensato che fosse arrivato il momento di porre un limite a questa ciuccio-dipendenza che ci stava decisamente sfuggendo di mano.
Certo è difficile, perché quando piagnucoli è molto più facile darti il ciuccio che cercare di calmarti distraendoti in altro modo, ma come si dice: chi la dura la vince!

venerdì 26 ottobre 2012

CAAACCAAA!!!



Tua madre Alice, quando al supermercato deve scegliere in che cassa andare, ha l’incredibile capacità di scegliere sempre quella più lenta. Anche se apparentemente più vuota, la cassa che scelgo io, alla fine risulta essere la peggiore di tutte: si blocca, rallenta, si rompe, deve fare il versamento, finisce la carta… C’ è sempre un motivo per cui le persone arrivate dopo di me che fortunatamente hanno scelto altre casse, finiscono sempre molto prima di me…
Stamattina al supermercato naturalmente questa mia teoria non si è smentita.
Peccato che mentre eravamo in attesa di non so bene cosa, con una fila bloccata già da almeno cinque minuti, con ancora due persone davanti, tu improvvisamente ti sei stranamente ammutolita ed hai cominciato ad urlare ripetutamente a squarciagola “caaaccaaa!!!”. E qualora il messaggio non fosse stato sufficientemente chiaro, hai condito il tuo messaggio vocale con delle silenziose ma puzzolentissime “rezze” (scorregge) preludio di quello che stava per avvenire…
Io sono impallidita e ho sperato nella comprensione di qualche persona in fila, comprensione che naturalmente non è arrivata, perché tutti ti hanno sentita e si sono divertiti vedendo la scena, ma nessuno ha pensato di farmi passare avanti, nemmeno considerando il fatto che avevo solo sei prodotti da pagare…
Non so nemmeno io come, sono riuscita ad intrattenerti e a distrarti e immediatamente dopo aver finito il pagamento, ci siamo precipitate al bagno più vicine dove tu, rispettando alla lettera l’insegnamento di papà, hai fatto solo ciò che proprio non riuscivi a trattenere, ma hai portato gran parte del “materiale” a casa, dove non appena arrivate, protetta dalle mura familiari, sul tuo vasino e davanti alla tv, hai finalmente potuto finire il “lavoro grosso”…