sabato 26 gennaio 2013

Fondamentali dettagli


La vita Alice è fatta di "fondamentali dettagli".
Un occhio che improvvisamente si gonfia dopo un intervento al volto di
oltre quattro ore, ti manda in panico come se fosse l'inizio di un nuovo incubo...
Una persona che ti mette a disposizione la sua professionalità di medico e quella di un suo collega nel tentativo di ridarti un po' di serenità...
La pediatra di tua figlia che incontri per caso e senti più amica e piú vicina di tante "amiche"...
Le voci di amici vicini e lontani che insieme si uniscono in un coro e ti trasmettono un amore del quale continui ogni volta a stupirti...
Una scritta sulla carta di un cioccolatino, che ti fa venire il magone, ma poi ti ricordi che non puoi piangere...
Vederti giocare a curare gli animali, perché ormai ospedali, infermieri, dottori e "dottoressi", fanno parte della tua quotidianeità...
Stare stesa sul divano vicina a papà come un normale sabato pomeriggio di tre settimane fa, come se nulla fosse successo, come se nulla fosse cambiato...

Una borsa piena di lacrime

Ieri ho pianto per circa tre minuti.
Mi sono concessa "il lusso" di piangere.
Ma io non posso farlo.
Io che usavo liberamente il pianto come valvola di sfogo ora mi vedo vietata anche questa cosa...
Dopo il pianto si è gonfiato sotto l'occhio, come se le lacrime si fossero accumulate lì... formando una grossa e fastidiosa borsa...
Ora sono preoccupata anche per questa.
Ma non posso piangere.
E il mal di stomaco prepotente stamattina ha deciso di farla da padrone perché lui non si ferma neanche di fronte ad una "borsa piena di lacrime"...

Tu ringhi

Tu ringhi, manifesti così la tua rabbia e il disagio di questi giorni difficili e pesanti anche per te.
Ringhi minacciosa ogni volta che qualcosa non va come vuoi tu.
Ringhi con lo sguardo accigliato e per essere più credibile fai il broncio.
Ringhi e ti guardi attorno con aria di sfida, scrutando "il nemico" che di solito... ti sorride divertito per questa tua reazione decisamente buffa.

venerdì 25 gennaio 2013

Umore dalmata

... e poi all'improvviso la tua vita cambia e tutto ciò che era importante, primario, fondamentale, diventa improvvisamente un insignificante dettaglio, schiacciato da una malattia che non guarda in faccia nessuno.
Ma sembri ingrata se non sei contenta del semplice fatto di essere ancora viva. Perché é difficile capire che fino a meno di tre settimane fa tu avevi una vita normale, dei sogni, degli obiettivi ed ora non é automatico accontentarsi del semplice fatto di essere viva.
Non mi fraintendere Alice, sono immensamente felice di essere ancora viva, anche se ho paura di guardare a domani perché sono terrorizzata di ciò che mi riserva il futuro. Ma rivorrei la mia vita... Quella che era, non quella che è oggi.
Vorrei la serenitá che ho perso, il coraggio di guardare al futuro e di fare programmi senza chiedermi se ci sarò.
Vorrei riuscire a ridere, a piangere... a guardarmi allo specchio senza pensare: che orrore, senza provare pena per quell'immagine che vedo.
Ma mi sento in colpa per pensare queste cose... in fondo dovrei semplicemente essere contenta di poter essere ancora qui al tuo fianco... questa dovrebbe essere l'unica cosa che conta.
La giornata di oggi va avanti così con un umore che definisco "dalmata" con grandi macchie nere che si alternano a piccole macchioline bianche...

Sbobba per due

Il risveglio è decisamente una delle parti peggiori della giornata.
Oggi aprendo gli occhi prima di avere qualsiasi percezione ho capito di essere nel mio letto, e ho sperato che fosse solo tutto un bruttissimo sogno, ma poi l'odore acre della tintura di iodio di cui sono pesantemente intrisi i capelli, prima ancora del dolore, mi ha riportato alla dura realtà.
Ora so che mi aspetta un'altra giornata difficile, in cui per riuscire a mangiare senza stare troppo male, mangerò "la sbobba" insieme a te... e so che tanti pensieri attraverseranno la mia mente stanca e affaticata rendendomi impossibile concentrarmi su qualsiasi cosa.
Forse sarebbe stato meglio continuare a dormire...

giovedì 24 gennaio 2013

Vietato emozionarmi

Ho dormito a tratti.
Ora sono sveglia, sveglissima...
Leggo i messaggi di tutti quelli che mi sono vicini sebbene lontani. Mi fanno piacere.
Cerco di non pensare ma è uno sforzo inutile.
Allora cerco di pensare a te piccola mia, che riesci a guardarmi anche ridotta così e a dirmi "mamma sei bellissima"...
Le lacrime affiorano rapide agli occhi, ma immediatamente un dolore lancinante soffoca il mio pianto, ma non i miei pensieri, che continuano a correre su e giù in questa stanza di ospedale, ormai familiare.
Rifletto.
Questo brutto male mi ha colpita al volto, privando mi oggi della possibilità di emozionarmi: di sorridere e di piangere,
Non credo che riuscirò più a dormire per stanotte.

mercoledì 23 gennaio 2013

In questa lunga notte...

In questa che si preannuncia una lunga notte, guardo la signora appena ricoverata stesa nel letto accanto al mio.
Ha gli occhi socchiusi ma non dorme. Invidio la sua serenità e ammiro la dignità con cui affronta la malattia e la sua sofferenza,
Improvvisamente mi sorride... e quel suo sorriso sincero, profondo, spontaneo, complice mi commuove.
In questa che si preannuncia una lunga notte, mi mancate tu è papà, ho voglia di casa, di famiglia, di voi...