mercoledì 20 marzo 2013

Dove vedi la "foetta"?



In queste ultime settimane un nuovo panorama si è affacciata al tuo e al nostro mondo: la foresta che tu hai ribattezzato a modo tuo chiamandola: “foetta”.
Non so bene come ti sia venuto in mente di parlare della “foresta”, visto che l’ambiente dove viviamo non gli assomiglia, forse dipende dai tuoi beneamini “Diego e Dora”, ma da dovunque sia nata questa idea, ormai ti sei fissata e parli della foresta come se tu fossi un “abituè” di questi luoghi.
Non è raro sentirti fare programmi sulla tua prossima gita nella “foetta” o ascoltarti mentre ci metti in allarme dai pericoli che si insinuano nella “foetta”…
Sai una cosa Alice, mi piacerebbe davvero capire che cosa intendi tu per “foetta” …

Smettere di combattere...



Come ti ho già detto più volte Alice, questi sono giorni difficili per me.
L’interno del mio viso sembra essere passato in un tritacarne e sento tirare tutto, a volte ho addirittura l’impressione che stia per esplodere. Ho metà testa completamente informicolita e mi sembra di avere sempre qualcosa dentro all’orecchio.
Non è doloroso ma moto fastidioso.
Questa situazione mi rende incredibilmente nervosa.
Ma credo e temo Alice che io dovrò abituarmi a conviverci e tu dovrai abituarti a convivere con una mamma “a metà” e come se questo non fosse già abbastanza, la metà che resta a volte non riesce a mantenere la calma…
Forse abituarsi, rassegnarci entrambe e lasciare scorrere glie venti su di noi, è la cosa migliore che possiamo fare, credo che continuare a combattere sia solo un inutile e controproducente dispendio di energie.
Del resto anche se tutti, io per prima, a volte sembriamo dimenticarcene o sottovalutare le cose, io meno di due mesi fa sono stata operata di un cancro…
Spesso le persone mi chiedono come sto, si stupiscono che io sia gonfia o che il freddo mi crei problemi al nervo facciale e alla cicatrice…
Questo intervento sebbene necesario e fondamentale, ha avuto degli effetti invalidanti, non solo a livello estetico ma anche funzionale e di sicuro io non sono tornata e purtroppo mai tornerò quella di prima.
E con tristezza penso che presto tu nemmeno ti ricorderai della mamma di prima…

martedì 19 marzo 2013

Pranzo fra "donne"



Questa mattina, dopo essere state a trovare la mia amica Caterina che fra pochi giorni diventerà mamma per la sua prima volta, ti ho chiesto se avevi voglia di mangiare una piadina al prosciutto e tu hai subito accettato ben volentieri.
Così ci siamo fermate al chioschetto più vicino a casa e tu sei subito entrata chiedendo la “piada al pusutto”. Ci siamo sedute su alte sedie simili a trespoli e abbiamo mangiato ognuna la sua piada, come due ampie che si incontrano a pranzo…

Uno, due, tre!



Ricordo perfettamente quella sera di tre anni fa in cui papà rientrando a casa dopo una giornata di lavoro, ha trovato le luci spente e un silenzio spettrale, e sul tavolo la scritta “W PAPÁ” fatta con le candeline, che illuminava la stanza.
Ricordo che non era esattamente il 19 di marzo, perché in quel giorno non saremmo stati a casa e avevo anticipato i festeggiamenti a sorpresa al 16 marzo.
Ricordo che lui non si aspettava nulla e prima di arrivare, mi aveva addirittura telefonato per sapere se era un problema se si fosse attardato per andarea tagliarsi i capelli e io che avevo già acceso le candeline della scritta… guardandole con terrore, gli avevo intimato di tornare subito a casa…
Ricordo che dalle scale, con te in braccio, ho spiato l’emozione che si è dipinta sul suo volto felice non appena ha varcato la porta di casa…
Ricordo i preparativi, la bicicletta addobbata e infiocchettata, i palloncini colorati e il mio entusiasmo.
Ricordo che mentre festeggiavamo quella sera, pensavo già a quando saresti stata un pochino più grande e avresti collaborato in maniera attiva alla preparazione della festa.
Ecco Alice, questa è la vostra terza festa del papà e approfitto di una data forse un po’ scontata, per ricordarti ancora una volta quanto tu possa considerarti una bimba fortunata e non solo perché tu un papà ce l’hai, e purtroppo non è così per tutti i bambini, ma perché il tuo è un papà speciale, che condivide con te tante cose e tanti momenti esclusivi. I
Il vostro bagnetto serale, i vostri tuffi in piscina la domenica mattina, le vostre gite nei negozi di “dicchi” (dischi), i vostri momenti di gioco sul tappeto sommerso dai mattoncini “lego” e dagli animali dello zoo, le vostre passioni comuni, come la musica e i parchi di divertimento, oggi appena accennate, ma già vedo in prospettiva ciò che diventeranno e immagino quante cose condividerete assieme mano a mano che tu crescerai…. Lo sci, potrebbe essere una delle tante passioni sulla quale potrei quasi scommettere… Io mi vedo seduta a valle, infreddolita ad aspettare che torniate giù, sicuramente a volte col cuore in gola, ma altrettanto sicuramente felice perché quando siete assieme siete bellissimi…
Tientelo stretto il tuo papà Alice, e stasera, quando tornerà a casa ricordati di dargli un abbracciatona forte forte e tanti bacetti, per fargli capire quanto bene gli vuoi!
Auguri papà!!!

lunedì 18 marzo 2013

Non resisto più...



Questa volta ti ho fregata Alice, per evitare che tu andassi a spifferare a “papà tuo” qual era il regalo per la sua festa, così come avevi già fatto a Natale, rovinandogli la sorpresa, ho evitato di dirtelo…
Una parte, quella che hai preparato tu con le tue manine, l’abbiamo fatta tanti giorni fa e ho evitato accuratamente di dirti per chi era… e il resto, quello che abbiamo comprato, ho fatto in modo di andarlo a ritirare quando tu nn c’eri…
Certo, lo so, lui sarà il solito orso che ci dirà che non c’era bisogno di fargli il regalo, ma noi il regalo lo abbiamo fatto per noi, perchè fondamentalmente ci piace fargli i regali anche se poi lui in sottofondo borbotta come una vecchia pentola a pressione.
Ma a noi papino piace anche per questo ed io non sto davvero più nella pelle…
Sai una cosa ALice, io non resisto davvero più, e se mettessi avanti tutti gli orologi di casa?