mercoledì 6 novembre 2013

Lettera a babbo Natale

Quest'anno perse dietro a ogni cosa e prese da tutto il resto, siamo indietro rispetto alla nostra normale tabella di marcia e ancora non abbiamo scritto la consueta lettera a babbo Natale. Stamattina quando ti sei svegliata ti ho detto che al ritorno dal week end toscano provvederemo a colmare la mancanza e tu dopo aver risposto un convintissimo "oh sì!" hai cominciato a saltare contenta.  
Poi io ti ho detto "sai come la iniziamo la lettera?" E stavo per dirti il classico "caro babbo Natale" quando tu mi hai preceduta dicendo "ciao babbo Natale, come 'tai? (Stai)"
Ecco Alice, io non so ancora cosa chiederemo a Babbo Natale, tu quest'anno non hai per niente le idee chiare, ma sono sicura che la nostra lettera inizierà proprio così: "ciao babbo Natale, come 'tai?" Anche se ho il fondato sospetto che la tua cortesia nei confronti di Babbo Natale sia un po' interessata e fatta nel tentativo di impietosirlo per non farti portare il "cabbone!"

Cena disgustosa

Ieri sera avevi non volevi mangiare, senza nemmeno assaggiarlo avevi deciso che il polpettone che avevo fatto io non ti piaceva. (Incredibilmente era la volta in cui mi era riuscito meglio...). Papà è intervenuto cercando di intrattenerti e non ha trovato nessun metodo migliore se non quello di elencarti e descriverti dettagliatamente tutti i tipi di cacca che ci possono essere. (Il tutto mentre io ovviamente mangiavo il suddetto polpettone...). Quella a pallini, quella a fiammifero, quella a "petoloni", quella "scioltina"... Stavo per dirgli che non mi sembrava il caso quando ho visto che effettivamente il suo metodo sortiva l'effetto desiderato e tu, un boccone dopo l'altro mangiavi il polpettone coi fagiolini. Così ho taciuto e continuato mangiare cercando di non abbinare la descrizione della cacca a ciò che stavo contemporaneamente mangiando... Pensavo che il tutto fosse finito lì, ma stamattina ti ho sentita parlare mentre giocavi con le tue bambole. Stavi preparando una pentola di legno con dentro tante matitine tutte verdi e dicevi: "oa (ora) ti faccio i passatelli con i piselli (disgustosa solo l'idea), così tu poi fai la cacca a pallini e a "fiammifeo" e nessun "petolone"...
Qualcosa mi dice che non è finita qui...

martedì 5 novembre 2013

Racconti fantasiosi

Hai detto a tutti che ti 'posi (sposi) e che andrai ad Antigua in bizichetta (bicicletta), hai invitato la tua baby sitter Angela a venire con te e sei assolutamente certa che con noi verrà anche Leo perché è con lui che ti "'tai pe 'posae" (stai per sposare)...
Diciamo che hai una visione un po' particolare di ciò che fra poco più di un mese faremo, speriamo solo che l'assenza di Leo venga offuscata da tutte le cose belle che speriamo di riuscire fare durante la nostra vacanza...

lunedì 4 novembre 2013

Un fatellino o una soellina...

... proprio come era già capitato qualche settimana fa, senza che ci fosse un motivo scatenante tu dal nulla mia hai chiesto "mamma pendiamo un fatellino o una soellina?". Poi come se fosse necessario convincermi hai aggiunto: "uno veo (vero), pennoi (per noi), così poi io lo pendo in baccio e lo cullo...". Con la morte nel cuore ti ho abbracciata e tu allora hai aggiunto "come Saa Bonda (Sara Bionda), lei c'è l'ha! 
A differenza dell'altra volta che sono scoppiata a piangere, questa volta che ero un po' meno impreparata a ricevere una domanda simile, con fatica sono riuscita a trattenere la commozione. Mi sono abbassata, ti ho abbracciata forte e poi ti ho detto: "vedi amore, a me piacerebbe molto ma i fratellini e le sorelline purtroppo non si comprano nei negozi, bisogna essere fortunati come noi lo siamo stati con te e non sempre capita di avere così tanta fortuna...". Poi mentre contemplavo la tua faccina triste e delusa ti ho dato una carezza nella speranza che servisse a consolarti. 
Tu sei rimasta in silenzio pochi istanti e poi, dopo esserti accoccolata fra le mie braccia mi hai detto: "ho capito mamma, il fatellino o la soellina debe ussie dalle balotte di papà... Ma io peò pefeiei una soellina pecchè è una femmina...".
Qualche attimo di silenzio e quando pensavo di aver finalmente concluso il discorso di nuovo mi hai chiesto: "ma quando esse dalle balotte di papà il fatellino o la soellina?".
Non sapendo più cosa risponderti ti ho detto quello che dicevano a me i miei genitori quando gli facevo la stessa richiesta: "si è rotta la macchinetta amore...".
Speriamo solo che tu non faccia come me e chieda al l'elettricista di riparare la macchinetta della mamma che serve per fare i bambini...


Quando la tecnologia intenerisce...

Uno dei momenti più teneri della giornata è quando tornando a casa dalla scuola materna, dopo la solita tappa di rito per gli ultimi momenti di gioco nel parcheggio di fronte alla scuola, telefoniamo al tuo papino e tu gli "racconti" la tua giornata. Con la vocina dolce e il cellulare di mamma appoggiato all'orecchio lo saluti, gli dici quello che hai fatto e poi gli chiedi come sta, a volte addirittura arrivi a un "com'è andata la tua gionnata papà?". 

Ogni tanto quando ti svegli dopo la nanna pomeridiana facciamo una videochiamata a papino. Tu mi hai detto chiaramente che preferisci farla dall'Ipad piuttosto che dal telefono perché così "è più gande!". Sai riconoscere se papà è connesso al programma che utilizziamo e non appena vedi il suo volto apparire sullo schermo la tua faccia si illumina e si apre al sorriso. Lo guardi come se non lo vedessi da mesi anche se di solito sono passate poche ore dall'ultima volta che lo hai visto. Gli parli un po' e poi di prima di salutarlo gli chiedi "quando tonni a casa?". 


domenica 3 novembre 2013

Una settimana piena

Eccoci qua, in fondo ad un week end un po' più lungo e molto tranquillo, dove la malinconia soprattutto oggi ha dominato i miei pensieri e le mie azioni, in attesa di quella che si delinea come una "settimana puzzle" con tante cose a incastro. In previsione della partenza di venerdì pomeriggio ho alcune cose da fare prima della mini vacanza e altre che avrei comunque dovuto fare.
So già che dovrò posticipare qualcosa a dopo, ma so anche che poi il tempo prima del matrimonio e prima di Natale sarà davvero poco, soprattutto considerando che tu dai primi di dicembre Alice sarai a casa da scuola, per evitare che ti ammali a pochi giorni dalla partenza!

Domenica sera senza papà

Una domenica sera senza papà è come un pranzo che si conclude senza dolce: triste è incompleto.
Stasera lui doveva essere a lavorare e io immaginando che a te non sarebbe piaciuto vederlo andare via avevo cercato inutilmente di allettarti con una buona cena a base di cotoletta e patatine fritte.
Era ancora sulla porta di casa quando tu sei scoppiata a piangere...
Ad ogni boccone guardando la sua sedia vuota mi hai chiesto "quando tonna papà?" E poi quando siamo andate di sopra per metterci in pigiama tu mi sei venuta incontro indossando le sue grandi scarpe in cui i tuoi piedi di bimba si perdevano.
Ora finalmente ti sei addormentata, ma hai voluto metterti nel lettone, al suo posto, forse per sentire il suo odore e avere l'impressione che fosse accanto a te.
Stai tranquilla, quando arriverà ti porterà nel tuo letto e ti darà anche un bacino, ne sono sicura.