domenica 30 novembre 2014

Pufff, sorpresa svanita!

Come sempre per me riuscire a fare una sorpresa a papà è un compito arduo.
Oggi in previsione del Natale e del nostro anniversario ho deciso di riprovarci.
Dopo aver sentito che c'erano due dvd che stava cercando li ho trovati on-line e li ho comprati. Felice e soddisfatta sono tornata a casa pensando di avercela fatta. La consegna di giovedì o venerdì mi metteva al sicuro da qualsiasi intercettazione da parte di papà. Poi dopo pochi minuti, mentre io cucinavo sento papà che con voce un po' imbarazzata mi dice "ehmmm Chiara io sono sul tuo Ipad". Io non capisco e lui  dopo un po' rendendosi conto che non ho capito continua "é appena arrivata la conferma di un acquisto che hai fatto...".
Puff! Sorpresa svanita... Grazie tecnologia, sapevo che non eri dalla mia parte...

sabato 29 novembre 2014

Che il villaggio abbia inizio!

C'è la mamma col bimbo nello slittino che piace tanto a te o il papà che trascina il figlioletto sulla neve che piace tanto a me.
C'è la slitta di Babbo Natale con Babbo Natale che legge la lunga lista e i pupazzi di neve in mezzo al bosco.
C'è la staccionata con attaccate le ghirlande infiocchettate e i lampioni illuminati lungo il sentiero.
Ci sono gli sciatori che dopo essersi divertiti vanno verso la baita illuminata.
C'è il chiosco che vende gli alberi da addobbare e la casa piena di teddy bears.
C'è la grande ruota panoramica e la pista di ghiaccio con tatti abili pattinatori
C'è il fantastico laboratorio di babbo Natale e la grande casa dei giocattoli, con gli elfi che lavorano a pieno ritmo e riempiono i piccoli vagoni colorati di bambole, orsacchiotti e doni ogni tipo.
C'è la casa col laghetto ghiacciato e i bimbi che giocano felici in giardino.
C'è la fontana di pietra con due timidi uccellini che cercano un po' d'acqua sciolta e il cane che sta comodo al calduccio della sua bella cuccia.
C'è il ponticello che attraversa il fiumiciattolo e la signora in bicicletta che lo attraversa cercando di restare in equilibrio e va verso il grande albero di Natale in mezzo alla piazza del villaggio.
C'è l'arco degli innamorati un po' nascosto in mezzo ai monti, sotto al lampione, e l'uomo che sulla scala ne ripara uno rotto.
Ci sono due amiche che sulla panchina si rifocillano aspettando di pattinare e il bimbo che dopo aver pattinato si allontana felice e soddisfatto mano nella mano con la sua mamma.
Ci sono due ragazzini che camminano carichi di doni, e altri che dall'altra parte del paese trasportano faticosamente un albero sulla slitta.
C'è la cassetta della posta di babbo Natale con un elfo che va a svuotarla e il ragazzino con la ghirlanda in mano che sulla neve poverino è scivolato.
C'è l'uomo che dopo una giornata di duro lavoro torna a casa pieno di doni per la sua famiglia.
E poi ci sono le luci, la musica, la neve, le montagne, i sassi...
Che il miracolo del Natale abbiano inizio!
E pensare che per papà il primo miracolo è stato vedere la scrivania completamente vuota...




venerdì 28 novembre 2014

Pre week-end

Dopo aver cucinato e organizzato il menù non soltanto per stasera ma addirittura per l'intero week end, mi sento molto più rilassata e libera si affrontare un sabato e una domenica che mi vedranno impegnata su altri fronti.
Svuotare la scrivania e fare il villaggio di Natale sarà la mia priorità assoluta oltre all'albero, naturalmente!

Chi mi capisce?

All'inizio quando avevi solo pochi mesi, ogni sera finita la tua cena dopo un po' di giochi insieme sul lettone bastava la parola magica "buonanotte!" e finalmente papà ed io ci potevamo spogliare non soltanto dei vestiti ma anche degli "abiti genitoriali" e cominciava la nostra serata sul divano. Niente che non si possa raccontare, solo un po' di sano relax abbracciati, il pigiamone, la copertina morbida e calda sulle gambe, (le mie, quasi mai quelle di papà), le ciabatte, (quasi sempre solo sui piedi di papà perché io ne ho almeno dieci paia sparsi per casa, ma ammetto che ho la pessima abitudine di non usarle...) e a completare un perfetto quadretto di famiglia un bel filmetto in televisione: romantico se lo avevo scelto io o di azione se invece lo aveva scelto papà.
Ma poi tu sei cresciuta e insieme a te è cresciuta la voglia di papà di godersi un po' di più quell'unica figlia che sta crescendo troppo in fretta e con te sono cresciute anche le tue esigenze di coccole e di attenzioni.
E così succede che a tavola durante la cena parli solo tu, parli, parli, parli... Spesso interrompi i miei tentativi di raccontare la mia giornata a papà, che fa del suo meglio cercando di dividersi fra le sue donne in una difficile opera di equilibrismo, mentre la cena che io ho preparato si raffredda nel tuo piatto. E io ogni volta mi arrabbio perché non mangi, perché dopo mezz'ora che noi abbiamo già finito tu non sei nemmeno a metà, perché ogni scusa è buona per distrarti... E quando in qualche modo finisce l'odissea della cena, cominciano i giochi sul tappeto e poi i cartoni sul divano... E non basta mai, e ogni volta mi sembra più tardi.
E poi finalmente arriva il momento della nanna con i riti che ogni sera si allungano un po' di più... Prima abbiamo cominciato con una favola, e va bene, non vivi in un lager la favola è un classico che accompagna nelle braccia di Morfeo ogni bambino fortunato. Ma si sa, tu sei insaziabile e una favola non era più sufficiente per una bambina come te assetata di sapere, di imparare, così si è aggiunta la ninna nanna o la canzone, prima una, poi due, poi tre... E poi le coccole... E poi, e poi, e poi...
E mentre papà si dedica a te al piano di sopra, godendo finalmente della sua bambina dopo un'intensa e spesso pesante giornata di lavoro, io mi siedo sul divano e comincio ad aspettare.
Vorrei non addormentarmi ma confesso che è sempre più difficile mantenere gli occhi aperti. Mentre leggo qualcosa o scrivo sul tablet, sento le vostre voci dal piano di sopra, a volte ascolto le risate e sono contenta di sentirvi così affiatati, quando ero incinta ho atteso con ansia di poter vivere questi momenti, ma mi manca papà, mi mancano le nostre serate abbracciati sul divano, mi manca riuscire a vedere un film senza dividerlo in spezzoni di dieci minuti, mi manca poter iniziare e finire un discorso senza perdere il filo di quello che sto dicendo...
Lo so non è la prima volta che mi lamento di queste cose e forse sono ingiusta a fare questi pensieri e mi sento in colpa, mi chiedo se sono davvero una brava madre e non so proprio cosa rispondermi.
Ma non ci posso fare niente se sento sempre più forti anche questi bisogni di donna e non soltanto quelli di madre.
Io capisco te e il tuo bisogno irrefrenabile di rimanere sveglia ad assorbire il mondo che ti circonda attraverso il tuo sguardo e con i tuoi grandi occhi e ti sembrerà strano ma capisco anche papà e la sua grande voglia di passare con te più tempo possibile e di recuperare le ore in cui non è potuto stare al tuo fianco, ma vorrei anche che ci fosse qualcuno che capisce me... 
Ecco Alice, non ti voglio meno bene quando mi sento trascurata perché tu alle dieci e mezza di sera sei ancora sveglia che monopolizzi le attenzioni di tutti gli abitanti della casa, ma mi sento frustrata e mi innervosisco terribilmente e allora basta davvero niente per farmi arrabbiare...


giovedì 27 novembre 2014

Una brutta serata!

La giornata della mamma finisce sempre più tardi è quella della moglie non comincia mai... Questo ho scritto pochi minuti fa e quando un'amica mi ha chiesto dove sia "quella di Chiara" ho risposto semplicemente che la mia giornata è un intermezzo solitario.
Stasera vorrei solo poter stare sul divano con papà e invece mi ritrovo a fare la spola con il piano di sopra perché tu hai improvvisamente scoperto che hai paura del buio...
Stasera sono stanca Alice...

Il miracolo della nascita

E poi mentre entriamo a scuola di danza tu mi dici che mi devi fare una domanda perché c'è qualcosa che ti chiedi da tempo. 
Aspetto curiosa e tu dal nulla, mentre continui a fare uno scalino dopo l'altro senza nemmeno rallentare, con naturalezza mi chiedi "ma quando i bambini sono dentro la pancia della mamma, poi da dove escono?" Non aspetti la mia risposta e scavando fra i ricordi delle cose che già ti abbiamo detto e probabilmente ripensando al taglio che hai visto sulla mia pancia, ti affretti a darti una spiegazione: "forse un dottore con un coltello che non fa male fa un taglio e tira fuori il piccolino?" Mi limito ad aggiungere un timido "può essere" mentre tento di organizzare le idee ma mi rendo subito conto che come risposta è un po' scarsa. Allora ti dico che non sempre funziona così e che a volte addirittura non è nemmeno necessario il coltello indolore e che i dottori riescono "magicamente" a tirare fuori il neonato e senza soffermarmi troppo sulle spiegazioni e sui dettagli tiro un sospiro di sollievo per come ne sono uscita. Allora tu che nel frattempo sei arrivata in  cima alle scale, con l'aria un po' perplessa mi guardi attenta e mi chiedi "quindi il bambino trova una "via di ussita?" attendendo una conferma alla tua domanda  (Nella foga della conversazione la parola "uscita" ha raddoppiato la s e perso la "c"). Col fiato corto e non solo per aver fatto le tre rampe di scale,  annuisco e rafforzo la mia risposta aggiungendo un più convincente "certo!".
È a quel punto che tu mentre sei già sul pianerottolo ti giri, ti fermi e guardandomi fissa negli occhi mi chiedi: "ma come ti accorgi quando "nasse" (nasce)"?
Ehmmm... Prendo tempo e sparo la prima cavolata dicendoti te ne accorgi perché non hai più la pancia poi guardo la mia che sembra quella di una donna di almeno 4 mesi abbondanti e penso... "Ma quando mai!" e poi aggiungo che te ne accorgi perché la mamma si trova suo figlio fra le braccia...
L'inizio della lezione di danza arriva giusto in tempo per salvarmi da questa conversazione complicata nella quale mi sono trovata oggi...
Ecco Alice non è proprio così che avviene il miracolo della nascita...

Per un'ora sul divano non so cosa darei...

Incredibilmente seduta sul divano, un'ora di relax dopo settimane in cui pensare di potermi sedere dopo pranzo é stato solo un miraggio. Il calendario dell'avvento da finire, i pacchetti di Natale da fare, la cena a cui pensare e da preparare e poi tanti appuntamenti per le mie visite, tanti giri da fare... 
E il divano sempre li che mi guardava, triste, annoiato, vuoto... E nel silenzio mi chiamava è come una calamita mi attirava a sè.
Heidi spesso approfittava della mia assenza per allargarsi occupando tutto lo spazio...
Oggi siamo qui lei stesa io seduta, la sua testa appoggiata alla mia gamba, la copertina addosso, la televisione accesa che rimanda immagini che sbircio ma non guardo.
Un'ora di relax e poi ricomincia la rumba...