venerdì 6 marzo 2015

É una bella domanda?

In questa "nostra" settimana le ore sono state piacevolmente scandite dalle tue domande buffe, divertenti, curiose, intelligenti e strane. 
E fra una domanda e l'altra ogni tanto da sola ti rendevi conto della mia impossibilità a darti una risposta e allora mi guardavi e con aria furbissima mi dicevi "è una bella domanda?". 
E io non potevo far altro che annuire e pensare "sì, è decisamente una bella domanda!"

Io non ce la posso fare

Al nonno che non sta bene si aggiunge la nonna con la sua malattia cronica che nonostante i suoi "falsi allarmi" spesso gridati a gran voce solo per attirare l'attenzione, ogni tanto ci fa preoccupare veramente.
Come oggi quando la zia Amelia mi ha detto che questa volta i risultati sei suoi esami non ce li possono dare per telefono ma dobbiamo andare a ritirarli di persona.
Purtroppo so bene cosa può significare questo repentino cambio di modalità di consegna...
E la mente è corsa veloce in un viaggio a ritroso nel tempo a quella telefonata in cui prima mi hanno detto che dovevo andare a Bologna a ritirare il risultato istologico e poi mi hanno letto freddemente il referto senza nemmeno cercare di sdrammatizzare il senso di quelle parolone complicate eppure comprensibilissime.
Ho ricordato e rivissuto ogni istante, ogni parola, ogni sensazione.
Il cuore che si ferma, le gambe che tremano, le orecchie che fischiano, il freddo che ti paralizza e tutta la vita che in pochi istanti ti scorre davanti agli occhi con il presentimento che questo sia l'inizio della fine.
E tutto a un tratti quella sensazione di smarrimento che per molti mesi si è impossessata della mia mente e del mio corpo e non mi ha più abbandonata oggi si è improvvisamente tornata ad affacciare sulla mia e sulla nostra giornata lasciandomi stordita e spaventata.
Per un attimo mentre tu dormivi ho sentito la paura impadronirsi di me è ho pensato "non c'è la posso fare", stavo per telefonare a papà per dirgli di tornare a casa ma poi ho respirato facendo arrivare l'aria fresca a tutte le cellule del mio corpo e ho cercato di scrollar mondo dosso l'angoscia.
Non so se ci sono riuscita ma so che non potrò essere io quella che dovrà andare a ritirare gli esami della nonna...
Io no, su questo sono sicura: non c'è la posso fare!

Pranzo di famiglia

Per rendere ancora più speciale questo venerdì senza scuola papà oggi ci ha regalato un pranzo dal gusto orientale che ti ha vista entusiasta più che per i sapori un po' particolari, per i colori e per la novità di veder girare i piccoli piatti colorati intorno a te!
E fra una risata euforica e un "mamma mia!" esclamato con gli occhi spalancati ancora più grandi sei anche riuscita a mangiare e ad assaggiare prelibatezze un po' diverse dai soliti passatelli  o dagli intramontabili gnocchetti al gorgonzola.
E dopo il pranzo insieme a noi papà è ritornato a lavorare ma che bello questo piacevole intermezzo!

"Deghegoi"

In una bella mattina di sole mentre tu ed io passeggiamo mano nella mano chiacchierando fra le bancarelle del mercato di un paese vicino, ecco che improvvisamente tu sobbalzi e indicando un cartellone alla nostra sinistra esclami euforica: "gualda mamma Deghegoi!".
Io mi giro e guardo la foto sul cartellone ed effettivamente sì Alice, hai proprio ragione é De Gregori, e qualcosa mi dice che il suo tour passerà da queste parti e ho il sentore che quando farò vedere a papà la foto che ho scattato al cartellone lui non si tratterrà dal portarti al concerto. Del resto "Alice gualda i gatti" è la tua canzone "pefeita"...

giovedì 5 marzo 2015

Dentro la favola, dentro l'armadio...

E poi in un pomeriggio qualsiasi mentre io cerco di mettere ordine nel tuo armadio ecco che tu spunti fuori dalla tua tana vestita da Alice nel paese delle meraviglie, ed e subito festa!
Ti aggiri per la tua camera come un vero personaggio delle favole e quando ti vedo servire a tavola il tè con la caraffa al Bianconiglio per un attimo mi sembra quasi di veder uscire anche Il Cappellaio Matto da dietro la tenda... E nella speranza di non essere io a dover impersonare l'orrenda e perfida Regina di Cuori, esco dalla favola e rientro nell'armadio per continuare a piegare le tue gonne frou frou e guardandole non riesco a non domandarmi "ma quante ne hai?"

Il piacere di stare insieme

Fortunatamente faccio ancora parte di quel numero sempre più esiguo di mamme che hanno la possibilità e il piacere di stare con i propri figli e che si godono il tempo che riescono a trascorrere insieme senza contare le ore che mancano al momento in cui finalmente riapre la scuola o senza ricorrere continuamente al supporto di nonni e parenti per non avere i figli "fra i piedi". (Anche se ogni tanto una serata tête a tête con papà non farebbe per niente schifo...).
Questa settimana approfittando di una febbre sospetta ho deciso di non mandarti a scuola e mi sono ritrovata a trascorrere con te un sacco di tempo.
Abbiamo colorato, giocato, riso e cantato. È vero le discussioni non sono mancate ma ci stiamo divertendo un sacco perché io con te riesco a fare tutto, la tua presenza non mi limita, se mai mi arricchisce. Non nego che a volte sia più stancante fare le cose con una quattrenne al seguito ma è belo perché tu riesci a farmi notare cose che da sola nemmeno vedrei. 
Insieme abbiamo fatto shopping e pranzato, come due amiche, anzi di più, come madre e figlia!
È bello vederti crescere Alice e mi sento una privilegiata ad avere una figlia come te!

Tu mi correggi!

Tu scrivi, leggi lo stampatello, conti anche alla rovescia, leggi l'orologio, riconosci le musiche i cantanti e le loro voci, noti le somiglianze nelle persone, sai qualche parola in inglese e qualche altra in spagnolo. Ma stamattina quando in maniera perfetta hai corretto la mia pronuncia del saluto inglese "hi" ho capito che il mio tempo con te è contato!