giovedì 16 luglio 2015

Postumi della baby dance

E poi ti guardo mentre tutta arrotolata nel lenzuolo dormi come un baco da seta godendo del fresco dell'impagabile aria condizionata e ricordando la notte ballerina di ieri e la tarda ora a cui sei andata a dormire ti lascio riposare. 
Eri bellissima ieri sera mentre a piedi nudi ballavi e facevi ondeggiare le balze colorate del tuo vestito frou frou e guardarti mentre ti divertivi con le tue amiche, vecchie e nuove è stato per noi spettatori lo spettacolo nello spettacolo. L'euforia sottolineata dai gridolini e citati tuoi e di Laura appena sei arrivata, gli abbracci con Laura prima e con Noemi poi, il timido incontro con la bellissima nuova amica Giulia, le piroette, le facce buffe, i saltelli, le giravolte, le mosse con le braccia e con le mani, la gara a "Soku Soku" con la mamma (e chissà la prossima volta con papà...)... Momenti indimenticabili di un vero "mercoledì da leoni", anzi da leoncini...
Mentre le immagini di ieri sera rimbalzano nella mia mente mi scopro a sorridere e intanto mi allontano silenziosamente dalla tua camera e quasi in punta di piedi scendo al piano di sotto.
Papà è già uscito stamattina e io resto sola ad aspettare che ti svegli in maniera naturale e nel silenzio della casa, a cui non sono più abituata mi perdo.
Potrei fare mille cose ma la verità è che non so da dove iniziare... 
E intanto il tempo passa così, fra i ricordi di ieri e l'incertezza su cosa ci inventeremo oggi per "attraversare" insieme l'ennesima giornata hot.

Nature...

Dopo oltre un anno e mezzo di smalti e manicure ora mi sembra strano ritrovarmi senza unghie lucide, senza french manicure, senza naturalissime unghie trasparenti o rosate, senza improbabili toni di azzurro sulle dita.
È capitato, prima della "scadenza naturale" dello smalto semipermanente alcune unghie hanno cominciato a rovinarsi e quando il numero di quelle che si erano prima rovinate e poi rotte ha superato la metà del totale ho cominciato a pensare seriamente che forse era il caso di lasciar passare l'estate e di trascorrere questi mesi serenamente, senza il timore di veder sfaldare lo smalto e di dover andare in giro con una o più unghie dall'effetto "rosicchiato" che sembrano passata troppo vicine ai denti di un topino.
A poco a poco una dopo l'altra hanno ceduto tutte, a coppie: prima erano quattro, poi sei, poi otto e infine anche le ultime due non hanno retto.
E così ora mi ritrovo improvvisamente con le unghie "nature" e guadare le mie mani in questa loro veste ormai inconsueta, devo dire che mi fa un effetto piuttosto strano e la cosa ancora più strana Alice, è che tu che sei sempre un'ottima osservatrice non le hai ancora notate...

mercoledì 15 luglio 2015

Pennellate dal passato

No Alice, non sei diversa dagli altri bambini della tua età, non fai cose particolari o incredibili, sei speciale sì, ma lo sei solo per noi che siamo la tua mamma e il tuo papà.
La differenza sta nel fatto che io mi prendo la "briga" di raccontare e di scrivere di te e di noi un po' tutti i giorni, in una sorta di diario online aperto a chi vuole seguirci in questo sorprendente percorse che è la vita.
Ho cominciato per caso, per divertimento e anche un po' per sfogo e ho continuato credo per abitudine, è ancora per divertimento e sempre per "sfogo".
Spesso mi sono chiesta e mi chiedo il senso di questa mia innocua "abitudine" e quasi mai riesco a trovarlo e poi capita che in una sera in cui forse siamo in ritardo ma nonostante tutto non abbiamo fretta di lasciare il freschino di casa nostra per tuffarci nelle strade torride di luglio, ci ritroviamo a tavola ad aspettare che tu finisca di mangiare e allora io ti intrattengo leggendoti qualcosa che ho scritto due o tre anni fa.
Ti racconto di una bimba curiosa, di un papà innamorato della sua cucciola, di una mamma affettuosa e attenta, ti descrivo piccoli fondamentali attimi della nostra quotidianità e tu fra un boccone e l'altro mi incalzi con degli indaziabili "ancora", pronunciati con la brama di chi non vede l'ora di ascoltare nuovi racconti. 
E fra una pennellata e l'altra io mi commuovo, tu ti diverti e papà non so, forse si emoziona, ma non riesco mai a capirlo dietro quella sua apparenza da "orso buono" ma sempre troppo imperturbabile...

L'isola di Peppino - parte terza

Mentre torniamo dal mare in bicicletta, anche se non c'entra nulla tu mi racconti che sull'isola di Peppino una volta c'erano i nasali, degli animali tipo maiali ma più grandi, con le orecchie lunghe, lunghe, lunghe, e stropicciate, tutte nere e piene di foglie, anche dentro, e il corpo tutto colorato e il muso tutto lungo. I nasali sapevano volare, mangiavano i fiori ed erano buonissimi.
Ora però il nasale non c'è più, è morto lo hanno prima cancellato e poi cacciato dal sogno e lui è andato in un altro paese.
Poi più tardi a casa riprendi il discorso e mentre siamo a tavola ci racconti che tu prima di arrivare qui 
vivevi in Peppino. Con l'aria sognante e molto convincente mi dici che Peppino è davvero un bel posto e ti piacerebbe tornarci un giorno. Aggiungi anche che tu avevi un quadro del Nasale nella tua camera e lo hai addirittura portato con te quando sei venuta qui, ma poi lo hai buttato via perché non ti serviva un quadro del nasale se non c'erano i nasali...
Poi per concludere ci dici che il prossimo venerdì sull'isola ci sarà il funerale dell'ultimo nasale. Mi chiedi se voglio venirci con te, declino l'invito, del resto non sono venuta nemmeno al matrimonio dei principi...
Papà ed io ti ascoltiamo rapiti dai tuoi fantasiosi racconti a tratti sorridiamo e ogni tanto ci guardiamo stupefatti dalla facilità e dalla chiarezza con cui descrivi l'isola di Peppino.
Sai Alice, io comincio davvero a pensare che esista...

Mela o anguria?

Tu per merenda da alcuni giorni mi chiedi con insistenza una mela, preferendola a qualsiasi schifezza che io possa proporti, io che alla mela non penso mai, per principio, perché mi fa davvero tristezza, ovviamente ogni volta mi dimentico di comprarla... Dopo che ieri pomeriggio abbiamo rischiato di dover andare al supermercato con trentacinque gradi all'ombra per soddisfare la tua imcomprensibile voglia di mela, oggi ho pensato che fosse meglio comprarla, convinta che avrebbe finito i suoi giorni marcendo in uno dei cassetti del frigorifero...
Visto che ormai ero già nel reparto frutta ho deciso di comprare anche un pezzo di anguria per me e dopo aver caricato tutto sul cestino della bicicletta (dovevo comprare solo due cose e mi sono ritrovata carica come un mulo...), mi sono trascinata a casa sotto il sole più caldo di tutta la giornata...
Dopo pranzo ho preparato l'anguria per me e ho tagliato in pezzetti la parte migliore per te, mettendola in un bel piattino invitante. 
Io per mangiare l'anguria ho sempre sostenuto che c'è una vera e propria arte. Bisogna iniziare dalla parte bassa, quella più vicina alla buccia, e risalire lentamente verso il centro, in modo che arrivati al cuore verremo inebriati dal sapore dolce e succoso di questo frutto tipicamente estivo. Per te però Alice oggi ero disposta a rinunciare al meglio... Ma tu a fine pasto mi hai chiesto la mela... Fammi capire Alice, tu hai rinunciato al cuore dell'anguria, fresca, tagliata e senza semi per prendere a morsi una tristissima mela? E non hai nemmeno voluto assaggiare un pezzo di amor polenta tanto per addolcire la tua giornata.... No, non ho una figlia normale io...

Peppino e Lola

La gattina di plastica arancione con la quale avresti dovuto giocare intorno ai dodici mesi non è mai stata così coccolata come ora, alla soglia dei tuoi cinque anni...
Due sono le certezze in questo caldo mese di luglio: l'isola di Peppino continuerà a farci sognare paradisi lontani e irraggiungibili e Lola continuerà ad essere trasportata da sopra a sotto per dormire insieme a te e per trascorrere le sue giornate in una "cuccia" improvvisata fra le scatole dei giochi e il termosifone.
Se non fosse che io non saprei come "gestire" un gatto e che papà che invece saprebbe farlo in realtà non lo vuole affatto "gestire" e mi ha stoppata con un brutale "non siamo l'arca di Noè", forse lo ammetto, avrei appagato contemporaneamente la tua voglia e la mia curiosità di "gatto".
Mi fa sorridere l'idea che dovevo avere all'incirca la tua età quando ho cominciato a desiderare un gatto rosso... Chissà, forse anche io avrei preso una femmina e l'avrei chiamata Lola, in fondo mi piace come nome!
Vabbè, se non possiamo avere la gattina allora almeno troviamo la nostra isola di Peppino, con lo scivolo colorato e il matrimonio della principessa... A proposito, forse dovrei cominciare a prepararmi se voglio arrivare in tempo!


Tuffi che riscaldano...

Il caldo di oggi ci ha fatte fuggire dal mare e poi a casa sedute vicine vicine sul divano, al fresco dell'impagabile aria condizionata, ci siamo messe a guardare insieme le immagini del passato, quelle delle vacanze, ma anche quelle delle giornate normali, dei risvegli domenicali, delle facce buffe e dei momenti divertenti.
E così mentre c'è chi al mare si tuffa nell'acqua per cercare refrigerio noi a casa ci tuffiamo nel passato per rinfrescare i ricordi e per riscaldare il cuore...