sabato 9 luglio 2016

Il coniglietto di Alice

Dopo un'impobabile caccia al coniglio improvvisata nel parcheggio davanti a casa nel vano tentativo di salvare un tenero coniglietto apparso da chissà dove... Mi è rimasto nel cuore quello sguardo dolce e quell'irresistibile movimento di orecchie e mi sono sentita un po' (molto) come Alice nel paese delle meraviglie solo che il coniglio in questione era nero e non bianco e sicuramente non aveva un panciotto con un orologio da taschino...

venerdì 8 luglio 2016

Bis di Peter Pan


Per contrastare la tristezza che è rimasta dopo la gita dai nonni sulla strada del ritorno ho deciso di fermarmi a Mirabilandia tu avevi voglia di vedere il bis dello spettacolo di peter pan e io ho sperato che incontrare papà, vedere le luci, ascoltare la musica fossero elementi sufficienti a infondermi un sano senso di allegria.
Non è stato così per me ma ci abbiamo provato e mentre io mi scioglievo di sudore tu ti sei sicuramente divertita e sei tornato a casa con la prima foto della stagione insieme a Trilly...

Retrogusto amaro


Andare a trovare i nonni ha sempre quel forte retrogusto amaro ma oggi Alice è stata più dura del solito. 
Ho visto il nonno stanco. 
Lo guardavo e pensavo: si sta consumando. Il suo volto ormai è fatto di un sottile strato di pelle adagiato su un cranio privo di grasso e di espressione e i suoi occhi sono spenti e affaticati e spesso si perdono nel vuoto alla ricerca di chissà cosa. 
Sono fuggita cercando di evitare di incrociare quello sguardo che non riconoscevo. 
Sono fuggita perché è difficile ritrovare in quell'uomo stanco mio padre. 
Sono fuggita perché sono una codarda e vederlo così mi fa decisamente troppo male.
E quel senso di amaro in bocca stasera non riesce ad abbandonarmi...

giovedì 7 luglio 2016

Tracce di me in te...

Mentre penso che tu dormi mi dedico finalmente ad aggiornare il blog che parla di noi. 
Nel silenzio del pomeriggio sento dei rumori quasi impercetibili provenire dal piano di sopra. Heidi è in giardino. 
Tolgo le man dalla tastiera, smetto di digitare e ascolto.
Qualche secondo poi salgo lentamente le scale.
Dopo i primi  cinque scalini intravedo qualcosa che svolazza davanti allo specchio in cima alle scale. E' una stoffa già vista... Un istante dopo la riconosco: è la tua camicia da notte.
Sei tu, stai giocando davanti allo specchio.
Resto a guardarti per qualche istante senza farmi vedere, poi scendo e dopo qualche istante mi riaffaccio per vedere se sei ancora lì.
Questa volta mi vedi. Il tuo sguardo incrocia il mio. Ti sorrido... mi dici che non riuscivi a dormire e scappi via.
Ripenso a quella bambina tua coetanea che durante l'estate che precedeva la prima elementare aveva smesso di avere sonno il pomeriggio, ma sua madre e suo padre continuavano ostinatamente a metterla a letto tutti i girni, e lei allora controllava le lancette dell'orologio sulla grande sveglia di biancaneve, quella con i due uccellini svolazzanti... e per un paio d'ore restava zitta e buona nella su camera. Faceva finta di dormire e dopo due ore scendeva e per il resto del giorno tutti le ripetevano che era molto più tranquilla dopo aver dormito... E lei ogni giorno continuava a pensare che quegli adulti erano davvero stupidi a pensare che davvero lei a quasi sei anni ancora avesse bisogno didormire il pomeriggio per essere meno capricciosa!
No Alice, non preoccuparti, non ti obbligherò a dormire il pomeriggio, non ti costringerò a restare al piano di sopra a giocare in silenzio.
Scendi tranquilla le scale e raggiungi quella bambina che ormai è cresciuta ed è diventata tua madre.
In questi piccoli grandi gesti ritrovo in te la bambina che ero io...


 

mercoledì 6 luglio 2016

Sapore di vacanza


Un pomeriggio al mare con papà, una serata con la cena improvvisata in spiaggia, un gelato con gli amici tuoi e nostri.. Senza orari, senza fretta, senza nemmeno una nuvola a offuscare il cielo azzurrissimo di oggi.
Domani si tornerà alla solita routine, ma oggi abbiamo goduto di un giorno in pieno relax e dal sapore di vacanza.

Post concerto

Non ha fatto Thunder Road e disgraziatamente tu che non hai dormito nemmeno un minuto te ne sei subito resa conto ed è stata la prima cosa che hai detto e di cui ti sei lamentata mentre tornavamo in albergo dopo il concerto. Non ti ha dato fastidio il caldo, nemmeno le cuffie antirumore o la puzza... No, nulla di tutto questo, ciò che ti è scocciato è stato che Bruce non avesse suonato Thunder Road.... Dopo cinque anni di concerti in cui hai sempre dormito, il primo concerto durante il quale sei rimasta sempre sveglia è stato proprio quello di Bruce... Che dire Alice il DNA davvero non è acqua!

martedì 5 luglio 2016

Altalena di pensieri

Con la voglia di andare in vespa abbracciata a tuo padre come capitava poco meno di dieci anni fa e con dieci anni in più sulle spalle, mi ritovo in un caldo mese di luglio ad andare a Milano a un concerto di Bruce, mano nella mano con una bimba che se è possibile è più scatenata di suo padre... Mentre ci avviciniamo allo stadio tu hai come sempre tanta voglia di chiacchierare e io invece sono stranamente silenziosa. Lo sono spesso ultimamente. I pensieri la fanno da padroni e mi posseggono totalmente: nemmeno il caldo li scoraggia. Papà ti segue nei tuoi discorsi io invece mi perdo... Prima di entrare allo stadio ci fermiamo in un chiosco a bere una birra e mangiare qualcosa. Intorno a me tante persone. Le guardo come se fossi una banale spettatrice.  Forse sono più grandi di me, probabilmente molti lo sono eppure io mi sento così terribilmente vecchia e "fuori posto". La birra è buonissima e va giù meravigliosaente bene. Vorrei che non finisse mai così come la brezza che mi accarezza le spalle leggermente sudate.
Tu bevi il tuo succo di frutta, mangi qualche patatina e chiacchieri, chiacchieri, chiacchieri... Ecco per una attimo riesco a respirare e vorrei che il tempo si fermasse ora, proprio ora... Ma invece dobbiamo andare. La birra è finita, le patatine anche e il concerto sta per iniziare. Speriamo solo che faccia Thunder Road se no chi ti vuole sentire...